673.- La Turchia sospende la convenzione europea dei diritti umani

La Turchia seguirà l’esempio della Francia e sospenderà temporaneamente la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Lo ha dichiarato il vice primo ministro turco Numan Kurtulmus, stando a quanto riporta l’emittente Ntv. Kurtulmus ha anche detto che lo stato di emergenza potrebbe essere revocato nel giro di un mese e mezzo.

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POSSIBILI INFILTRAZIONI ESTER NEL GOLPE. Nel fallito golpe del 15 luglio in Turchia potrebbero essere coinvolti Paesi stranieri. Lo ha affermato ieri il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, in un’intervista ad Al-Jazeera, anche se si è rifiutato di citare quali. Erdogan ha inoltre negato che sia in corso una svolta autoritaria e che la democrazia turca sia in pericolo. Intanto il Consiglio dei ministri turco, accogliendo la raccomandazione del Consiglio di sicurezza nazionale riunitosi ieri pomeriggio, ha approvato l’introduzione dello stato d’emergenza in Turchia per la durata di tre mesi, in virtù dell’articolo 120 della Costituzione. Erdogan ha ricordato che l’articolo 120 della Costituzione “prevede lo stato d’emergenza in caso di atti di violenza volti ad abolire la democrazia e a violare i diritti fondamentali”. L’obiettivo, ha spiegato il capo di Stato turco, “è di potere prendere misure più efficaci per eliminare la minaccia il prima possibile” e tutelare democrazia e Stato di diritto. Erdogan ha anche detto che sono quasi 11mila, e precisamente 10.937, le persone arrestate per il fallito colpo di Stato. Tra gli arrestati – ha precisato il presidente – ci sono oltre 6mila militari, un centinaio di poliziotti, nonché numerosi giudici e procuratori.

LE PURGHE PROSEGUONO. Circa 6.500 dipendenti del ministero dell’Istruzione della Turchia sono stati sospesi, due giorni fa lo stesso ministero aveva sospeso 15.200 dipendenti e aveva revocato le licenze a 21mila insegnanti che lavoravano in istituzioni private in tutta la Turchia. Due membri della Corte costituzionale turca sono stati arrestati e rientrano in un gruppo di 113 funzionari della magistratura arrestati.

CACCIA A GENERALI E GIUDICI. Il ministero della Difesa della Turchia ha, inoltre, aperto una indagine su tutti i giudici e procuratori militari del Paese, mentre 262 di essi sono stati sospesi, a seguito del fallito golpe. Le autorità turche hanno incriminato formalmente 99 dei 260 generali del Paese, per il loro presunto ruolo nel fallito golpe militare.

ACCADEMICI SENZA ESPATRIO. La Turchia ha ieri vietato a tutti gli accademici di uscire dal Paese, sino a nuovo ordine. Lo ha riferito l’emittente statale Trt, nuova misura a seguito del fallito golpe. Il Consiglio per l’educazione superiore ha sospeso quattro rettori universitari. Ieri lo stesso Consiglio aveva chiesto le dimissioni dei 1.577 rettori di tutte le università del Paese, mentre il ministero dell’Educazione ha revocato le licenze di 21mila insegnanti delle scuole private.

900 AGENTI SOSPESI. Novecento agenti sono stati sospesi dalla polizia di Ankara, per il sospetto che siano legati al movimento del religioso turco in auto-esilio negli Stati Uniti, Fethullah Gulen.

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3 pensieri su “673.- La Turchia sospende la convenzione europea dei diritti umani

  1. Aleppo, 20 lug – Ecco le immagini scioccanti della brutale decapitazione di un ragazzino palestinese di 12 anni, del campo Handarat di Aleppo in Siria ad opera dei ribelli “moderati” anti governativi. La famiglia è stata assassinata perché “colpevoli” di essere sostenitori del presidente Assad e della causa siriana.

    I terroristi artefici di questa barbarie appartengono al gruppo filo-turco “Nur al-Din al-Zenki“. Il ragazzo ha una vistosa ferita medicata forse frutto della brutalità del commando o come spesso accade non è da escludersi l’espianto di organi, business redditizio delle fazioni ribelli in Siria, animatori di un lucroso traffico di organi venduti soprattutto in Turchia.

    Non basta un Ataturk a civilizzare i musulmani.

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  2. Lo dice il presidente siriano, Bashar Assad: Il leader turco Recep Tayyip Erdogan ha usato il pretesto del recente tentativo di colpo di stato per svolgere le sue politiche estremiste nel paese. Il governo turco ha lanciato un’ondata di epurazioni nella magistratura, nel mondo militare, nel servizio civile, nei mass media e nell’educazione, sulla scia del tentativo golpe fallito il 15 luglio, a seguito del quale hanno perso la vita più di 200 persone e altre 1.500 sono rimaste ferite. “Come è possibile che le università, i giudici e le figure pubbliche siano coinvolti nel colpo di Stato? – si chiede Assad -. Come è possibile che essi abbiano assunto decisioni su tutte queste sospensioni e licenziamenti prima ancora che l’indagine sia stata completata?. Erdogan – ha sottolineato il presidente siriano – ha usato semplicemente questo colpo di stato per realizzare il suo programma estremista, il programma dei Fratelli Musulmani all’interno della Turchia; pericoloso non solo per il paese ei suoi vicini, ma anche per la Siria”.

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  3. Oltre ogni giustificazione.

    E’ decisamente riduttivo dire che la nuova Turchia post golpe che sta disegnando Erdogan ci preoccupa. La repressione violenta, le vendette, le purghe e le espulsioni indiscriminate dalla vita pubblica, con nel mirino soprattutto cultura, giustizia e istruzione, vanno oltre ogni logica e ogni giustificazione del minigolpe dei giorni scorsi. Qui non si sta trattando di ripristinare il potere – e l’ordine – costituito, ma di instaurare un regime dittatoriale, una sorta di sultanato d’altri secoli. Tanto più pericoloso in quanto Erdogan ostenta la sicurezza di chi pensa di poter tenere in scacco l’Europa, ricattandola sia sull’accoglienza dei migranti sia sugli equilibri politici che si creerebbero se Ankara stringesse i rapporti, come già sta facendo, con la Russia di Vladimr Putin. Di fronte alla violazione arrogante e plateale di ogni diritto umano e allo sprezzo delle regole internazionali l’Europa deve mettere avanti a tutto i principi e imporre uno stop senza condizioni ad Erdogan, anche minacciando di sospendere l’erogazione dei finanziamenti per i campi dei rifugiati. Perché, se la UE ha bisogno dei rapporti con la Turchia, ha anche molto – troppo – da perdere abdicando alle fondamenta morali, giuridiche e politiche della sua stessa esistenza.

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