666 .-L’Italia respira per la terza volta, l’atmosfera della sconfitta.

666: Sarà il caso, ma il numero satanico “3 volte 6” accompagna la poco cristiana rinuncia ratzingeriana dell’11 febbraio 2013. I tempi che viviamo sono assai difficili, sia per i rapporti non sempre splendidi che si coltivano tra gli uomini, sia per il rapporto che gli uomini vivono con Dio. Respiriamo per la terza volta, l’atmosfera della sconfitta, come a Caporetto e come l’8 settembre.

L00007889

A Caporetto, in fondo, fu lo stesso: la rotta italiana, improvvisa, nel settore sotto il comando di Badoglio (che sparì per ore, si scoprì che dopo aver ordinato al col. Cannone, comandante dell’artiglieria: “Non sparate senza mio ordine!”, si era squagliato nel suo nuovo quartiere generale in una villa di lusso, con una piacente signora di Padova, molto nelle retrovie, diciamo), mise a rischio gli equilibri sui fronti alleati, che dovettero mandare truppe a sostenere le nostre – altrimenti gli austriaci sarebbero arrivati a Milano.

Armistizio192004123932

Oggi, è come nel ’43: i nostri generali mai sollevata un’eccezione, mai rischiato la poltrona dicendo la verità al duce sulla nostra impreparazione; ai tedeschi poi – chi più servile e pedissequo di loro? Sempre a dire sì, sempre a dichiararsi certi dell’immancabile vittoria dell’Asse – per poi crollare e mettersi d’accordo col nemico, cercando pure di farlo di nascosto. E i tedeschi scoprirono pure che la nostra Marina non faceva arrivare il carburante a Rommel e all’Afrika Corps.

Ma questo mi chiedo: ancora non ci conoscono, i tedeschi?

“La bancarotta dello Stato italiano va assolutamente evitata”, scrive ora il Deutsche Wirtschaft Nachrichten: “La situazione del settore bancario italiano è critica. Essa può potenzialmente portare l’Italia al fallimento dello Stato…Le conseguenze del crollo in Italia sarebbero incalcolabili per l’intera zona euro”.

Ma solo adesso ve ne accorgete, tedeschi? Non vi ricordate di come abbiamo sempre fatto? “Le banche italiane sono solide”, vi hanno detto fino a ieri Padoan e Renzi; e voi ci avete creduto? “Siamo in grado di tenere solidamente il fronte; mandateci solo più gasolio”, dicevano i generali Capello, Badoglio, Castellano – e già avevano contatti con gli alleati per il voltafaccia.

La bancarotta delle banche italiane è la replica dell’8 settembre. Se vuole “salvare l’euro” la Germania dovrà pagare caro – visto che non basterà accollare ai contribuenti solo italiani un bail-out di 40 miliardi, e nemmeno di 150; i crediti andati a male delle banche italiane sono 380 miliardi – un quinto del Pil nazionale, e cosa volete che gli facciano i 40? – dovrete pagare, tedeschi, le centinaia di miliardi che avete risparmiato negando i trasferimenti interni necessari per fare dell’euro una zona monetaria vera; dovrete pagare quel che avete negato alla Grecia, sputare quel che avete lucrato facendo dell’euro il vostro marco, e rubandoci i mercati. Naturalmente, come è politicamente impossibile vendere ai risparmiatori toscani del PD il bail-in, ossia la loro tosatura, ancor più impossibile sarà vendere all’elettorato tedesco la proposta di svenarsi per salvare le banche italiane, sennò collassa l’euro. L’euro collasserà, e nel peggiore dei modi – in disordine ostile, come doveste ritirarvi dall’Italia che aveva cambiato alleanza.

Se ci ripenso, poi…almeno Hitler non ci voleva in guerra, gli bastava la nostra amichevole neutralità. Invece siete stati voi a volerci nell’euro: Kohl, “se non entrano gli italiani, nemmeno la Germania”. Vi parve di essere furbi: ci avevate tolto l’arma della svalutazione competitiva, eravamo vostri concorrenti in molti settori (nelle macchine utensili vi battevamo). Eppure voi stessi avevate stabilito che non si può entrare nell’euro con un rapporto debito Pil superiore al 60%, e noi avevamo il 120. Furbi, avete pensato: così li teniamo sotto schiaffo, sotto accusa morale continua.

Naturalmente anche i nostri governanti – anzi tutti noi, confessiamolo – hanno accettato condizioni draconiane, hanno firmato trattati che sapevamo bene non poter sostenere, abbiamo aderito a norme che avrebbero distrutto la nostra economia – insomma ancora una volta siamo venuti in guerra con le scarpe di cartone; per di più Prodi ci ha fatto entrare nell’euro con un cambio assurdamente sfavorevole: come il duce che vantava gli 8 milioni di baionette e “la lira che fa’ aggio sulla sterlina”, lo sciagurato.

Ora, perché i nostri politici hanno firmato condizioni di entrata proibitive? Fra gli applausi frenetici delle plebi italiote, le più euro-entusiaste? Che erano in fondo una replica del ruggito della folla che ascoltò, il 10 giugno 1940, la dichiarazione di guerra alle potenze demo-plutocratiche?

Eppure ormai dovreste, dovremmo sapere il perché. Il ragionamento che c’è dietro a questo prendere impegni che si sa di non poter onorare. “Entriamo nell’euro – accettiamo di rientrare dal debito pubblico a tappe forzate – giuriamo che faremo il pareggio di bilancio – accettiamo il bail-in – firmiamo tutto, poi ci mettiamo d’accordo a Bruxelles, troveremo il modo di fare come prima”. Perché in Italia si fa così, è questa la base della politica italiota: si varano leggi anche assurde e durissime, e poi “ci si mette d’accordo a Roma”, o a “Palermo”. Accordo fra maggioranza e opposizione, accordo fra partiti e Confindustria, accordo sottobanco fra banche e aziende amiche.

E’ così che si fa politica in Italia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...