639.-IL FUTURO DELLE COLLABORAZIONI ITALIA-RUSSIA DALLO SPIEF

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L’atteggiamento irriguardoso di Renzi a San Pietroburgo, assorto nel suo cellulare durante l’intervento di Putin e l’assenza ostentata delle istituzioni italiane alla presentazione a Venezia-Tessera del bireattore a corto raggio italo-russo SSJ 100, il 24 maggio, trovano una felice smentita: Sono stati siglati nove accordi bilaterali al Forum economico di San Pietroburgo. Il vice premier russo Arkadij Dvorkovich, presente all’inaugurazione del padiglione italiano: “Segno che le nostre relazioni continuano a mantenere un livello molto alto”

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Dall’energia alle start up, dalle infrastrutture alle tecnologie elettriche. Il futuro dei rapporti Italia-Russia si disegna nel padiglione italiano del Forum economico di San Pietroburgo. Proprio qui, infatti, sono stati siglati oggi nove accordi di cooperazione fra aziende russe e italiane e altrettanti ne saranno firmati domani, in attesa della visita del premier italiano Matteo Renzi. In dettaglio, sono stati messi nero su bianco cinque contratti, due memorandum of understanding e due lettere di intenti.

L’Italia è stata scelta come unico ospite d’onore alla ventesima edizione del Forum economico di San Pietroburgo. All’interno di un padiglione di 1.500 metri quadri, 22 grandi aziende sponsor presentano le eccellenze del Made in Italy e i cinque cluster dell’economia italiana attualmente più strategici per la domanda russa: meccanica-alta tecnologia, energia, agro-industria, infrastrutture e finanza

“Questo è il segno che i rapporti tra i nostri due Paesi continuano a mantenere un livello molto alto”, ha commentato il vice premier russo Arkadkij Dvorkovich, presente al taglio del nastro del padiglione insieme all’ambasciatore italiano in Russia, Cesare Maria Ragaglini, e ad Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia, l’associazione che ha organizzato lo spazio “Italia in Russia” in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Mosca. “È proprio grazie agli imprenditori presenti qui oggi che è stato possibile realizzare questo padiglione (l’Italia è infatti stata scelta come unico Paese ospite dell’evento, ndr) – ha dichiarato Ragaglini -. Questo tuttavia non deve essere un punto di arrivo ma un nuovo punto di partenza: in Russia ci sono importanti e favorevoli opportunità di investimento e il mio desiderio è che gli imprenditori siano in grado di cogliere queste nuove occasioni così come sono stati in grado di farlo in passato”.

Si tratta di un segnale importante che indica come “l’Italia non abbia isolato la Russia, nonostante il difficile periodo e le tensioni internazionali”, ha sottolineato Fallico. “La Russia – ha aggiunto -, è per noi un Paese amico e gli accordi firmati oggi dimostrano che l’Italia ha imboccato per il verso giusto la nuova strada: quella del ‘Made with Italy’ e ha ben compreso le opportunità che si aprono, grazie anche alle politiche di import substitution volute da Mosca”. Secondo Fallico il ‘Made with Italy’ deve essere visto come il “nuovo pilastro per rafforzare le relazioni bilaterali”. Anche se ciò comporta una “diversa visione di collaborazione economica, che sembra già essere recepita”.

I due memorandum of understanding sono stati siglati da Salini Impregilo-Rosavtodor per l’attuazione di iniziative private per lo sviluppo di infrastrutture stradali e Pizzarotti-North Caucasus Development Corporation, per la realizzazione di un cluster medico.

I cinque accordi riguardano invece Mikro Kapital (General Invest) e Gorod Deneg, per la costituzione e gestione di un fondo di garanzia finalizzato a coprire le fidejussioni a favore di banche, istituti di credito, aziende e privati che finanziano le start up di giovani imprese. Seguono poi un accordo Tesmec-Rosseti per la fornitura di tecnologie per la gestione di linee elettriche con l’utilizzo di tecnologia italiana; un accordo Cesi-Rosseti per la realizzazione di un centro di eccellenza per lo sviluppo e prova di tecnologie elettriche; un accordo di collaborazione Prysmian-Rosseti ai fini dello sviluppo del mercato della trasmissione energia nel segmento cavi e sistemi e un contratto Zamperla-Regione di Stavropol per la progettazione del Parco divertimenti della zona di Mineralnye Vody.

Infine, le due le lettere di intenti riguardano Codest, Tenova e Silarus (Gruppo Titan) per la realizzazione del Silicon Cluster per la produzione di silicio metallizzato di alta qualità nella regione di Sverdlovsk, e Codest, Maire Tecnimont e Azot per la costruzione di un complesso per la produzione di fertilizzanti nella regione di Kemerovo, in Siberia Occidentale. Da LUCIA BELLINELLO

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E, ora, uno sguardo alle attività del gruppo Intesa Sanpaolo in Russia:

Intesa Sanpaolo è presente da oltre quasi 40 anni in Russia, dove si è resa protagonista di importanti attività economiche e finanziarie legate all’interscambio commerciale fra i due Paesi e di un ampio programma di scambi culturali e scientifici.

Intesa Sanpaolo vanta una ricca esperienza di operatività in Russia. Intermedia importanti flussi di commercio internazionale, in particolare tra aziende russe ed italiane, e partecipa ai finanziamenti per i più grossi progetti d’investimento.

La Banca Commerciale Italiana (“Comit”) iniziò ad avere relazioni finanziarie e commerciali con l’Unione Sovietica già a partire dal 1924, quando il Governo Italiano accordò il riconoscimento ufficiale al Paese. Da quel momento la Comit partecipò a diverse iniziative con il governo comunista, tra cui la più famosa fu la costruzione negli anni Sessanta della fabbrica automobilistica Fiat nella città di Togliattigrad (nella regione del Volga centrale), per l‘80% finanziata a medio termine dall’IMI, ma i relativi servizi bancari erano tutti forniti dalla Banca Commerciale Italiana.

Nell’ottobre 1973 fu aperta la Rappresentanza a Mosca della Comit, unica tra le banche italiane e nel gruppo delle prime cinque banche estere; la sua attività favorì un cospicuo aumento dell’interscambio commerciale tra Italia e Russia.

Su iniziativa del suo presidente Raffaele Mattioli, verso la fine degli anni Sessanta la Comit partecipò al finanziamento, come garante del nostro Paese, del primo gasdotto tra l’Urss (proveniente dalla Siberia) e l’Italia (con terminale a Sergnano in provincia di Cremona). Questo gasdotto fu inaugurato nel 1974. Nel 1987 la Comit fu tra i firmatari a Londra, all’interno della delegazione italiana, dell’accordo con i sovietici relativo al raddoppio del gasdotto tra Italia e URSS.

Altra tappa significativa fu rappresentata dalla costituzione nel 1989 della International Moscow Bank (IMB), banca consortile che aveva tra gli azionisti sia banche sovietiche che occidentali. Tra queste ultime la Banca Commerciale Italiana che, sulla scorta di una simile precedente esperienza in Ungheria, fu invitata dalla Banca Centrale dell’URSS a farsi promotrice dell’iniziativa; inoltre è importante ricordare che la Comit era in quel periodo la quinta banca straniera per esposizione verso l’URSS con circa 300 milioni di dollari.

Oggi gli impegni in Russia del Gruppo Intesa Sanpaolo raggiungono importi molto rilevanti e riguardano vari settori dell’economia. Sono da citare, per le dimensioni e la rilevanza economico politica, in particolare gli interventi diretti che sono stati realizzati in grandi progetti infrastrutturali e industriali nel Paese. Tra questi si ricorda il gasdotto Blue Stream, costruito con la partecipazione del gruppo italiano ENI e per il quale il Gruppo Intesa Sanpaolo ha partecipato ad un finanziamento di più di 2 miliardi di dollari, e più recentemente il gasdotto Nord Stream, tuttora in fase di costruzione, per il quale ha rivestito il ruolo di MLA nel finanziamento sindacato per un totale di 3,7 miliardi di euro e ha finanziato per 480 milioni di euro aziende italiane, coinvolte nel progetto nel Porto Bay (Viborg).

Nelle operazioni di trade finance, syndicated loans e project financing Intesa Sanpaolo collabora con tutte le più grandi banche e industrie russe. Operazioni di credito di importo rilevante sono state concluse negli ultimi anni con Gazprom, Rusal, Rosneft, Evraz Group, Mechel, Metalloinvest, NLMK, SUAL, Suek, Tatneft, Aeroflot, HS Sukhoi, Alrosa, Ferrovie Russe, Sibur, Lukoil, Severstal, OGK-5, Salavatnefteorgsintez e le prime banche del Paese Sberbank, VTB, Vnesheconombank e Gazprombank.

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