619.- QUANDO NAPOLITANO DICEVA “NO” ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE!

Era il 2006 e le campane del PD suonavano diverse:CjxLRx9UYAE4OR6

Botta e risposta, oggi, fra l’amico Francesco Pastore e me: “Napolitano è stato un uomo politico incapace d’interpretare il futuro, ha sempre vissuto alla giornata comunista!”

ed io: “Non lo stimo a sufficienza per occuparmene.Una pagina buia della democrazia,ma anche della morale.”

La legalità apparente,formale del premier autoritario e dell’oligarchia che governa non soddisfa i diritti di libertà d’una nazione democratica“Non è giusto modificare la costituzione a colpi di maggioranza“. “Vecchia la Costituzione? Per gli americani è giovane la loro dopo 200 anni… . “Pericolosi sono, invece, i troppi poteri a un Premier autoritario, non più primus inter Pares, come dev’essere un Presidente del Consiglio”.

No, quelle che seguono, non sono le dichiarazioni del M5S o della Lega o di Fratelli d’Italia, e neppure quelle di Zagreblevski o di altri costituzionalisti del fronte del NO: sono le frasi riportate di un’intervista a Rai 3 del 2006 dette da Giorgio Napolitano, come riportate oggi dall’edizione cartacea del Fatto Quotidiano.

il_fatto_quotidiano-2016-05-31-574cbf3f8b66e-600x895.jpgLa riforma era quella del Senato e del procedimento legislativo voluta da Berlusconi, molto simile a quella attuale del Governo Renzi. Sentite poi cosa diceva l’ex Presidente della Repubblica il 15 novembre 2005 al Senato:

…”Il contrasto che ha preso corpo in Parlamento da due anni a questa parte e che si proporrà agli elettori chiamati a pronunciarsi prossimamente nel referendum confermativo non è tra passato e futuro, tra conservazione e innovazione, come si vorrebbe far credere, ma tra due antitetiche versioni della riforma dell’ordinamento della Repubblica: la prima, dominata da una logica di estrema personalizzazione della politica e del potere e da un deteriore compromesso tra calcoli di parte, a prezzo di una disarticolazione del tessuto istituzionale; la seconda, rispondente a un’idea di coerente ed efficace riassetto dei poteri e degli equilibri istituzionali nel rispetto di fondamentali principi e valori democratici.”
E nel discorso di investitura come PdR affermava decisamente

“Un risoluto ancoraggio ai principi costituzionali non può essere scambiato per semplice conservatorismo. L’unità costituzionale è il sostrato dell’unità nazionale”
Ecco, cambiare opinione è lecito, per carità, ma fa un po’ specie che a dire queste assolutamente condivisibili parole sia lo stesso che adesso dichiara: “Mi offende chi dice di votare no per difesa Costituzione“…

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Un pensiero su “619.- QUANDO NAPOLITANO DICEVA “NO” ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE!

  1. Questo opportunista-comunista e i suoi gregari non seppelliranno la Costituzione e non svenderanno la sovranità del popolo, perché il popolo è il popolo sovrano e loro NO. Difendiamo questa Costituzione. Essa è la promessa giuridica ai cittadini che non saranno mai violati la trama dei suoi principi:Libertà,Uguaglianza,Dignità,Solidarietà, l’equilibrio fra i poteri costituzionali e il pluralismo democratico in cui trovano voce le minoranze. Il referendum partorito da un Parlamento dichiarato illegittimo, non sostituirà mai la Costituzione, viva e rivoluzionaria, perché concepita per interpretare il futuro alla luce dei SacriPrincipi, rivoluzionando il presente.

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