579.-GIRONE NON TORNA E IL SOTTOMARINO “KALVARI”, POTREBBE ENTRARE IN SERVIZIO SENZA I SILURI ITALIANI

Dicono a Napoli: ‘A PUCCHIACCA ’N MANE A ‘E CREATURE! E anche stavolta non ci smentiamo.

>>>/ GIRONE IN ITALIA PER ARBITRATO. RENZI, NOTIZIA STRAORDINARIA
Salvatore Girone. (ANSA/AP Photo, File)

“Italia e India devono cooperare, anche davanti alla Corte Suprema indiana, per ottenere un allentamento delle condizioni cautelari del sergente Girone così che possa, in base a considerazioni di umanità, tornare in Italia, mentre rimane sotto l’autorità della Corte Suprema indiana durante il periodo dell’arbitrato”.

E’ quanto scrive il Tribunale arbitrale internazionale nella sentenza sulla richiesta italiana di far rientrare il marò in patria in attesa dell’esito dell’arbitrato. Girone deve rientrare in Italia dove “resterà sotto l’autorità della Corte Suprema indiana durante l’arbitrato” internazionale che oppone Italia e India sulla vicenda. La Corte Suprema validerà le condizioni concordate da Italia e India. L’Italia aveva chiesto al Tribunale di far rientrare Girone “sotto la responsabilità delle autorità italiane”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso “grande soddisfazione” per il prossimo ritorno dopo quattro anni, di Salvatore Girone e per la presenza in Italia di Massimiliano Latorre.

Scrive Matteo Renzi nell’e-news: “Festeggiamo la straordinaria notizia che arriva dall’Aja: il tribunale internazionale ha decretato che il nostro marò Salvatore Girone potrà attendere la sentenza in Italia. È un passaggio di grande importanza, che dimostra come sia stata corretta la strategia del nostro governo dopo gli errori evidenti dei momenti iniziali di questa triste vicenda. Adesso lavoriamo tutti insieme per ristabilire ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il popolo e il governo indiano”.

Quanta poca serietà in una vicenda che ha del grottesco. Infatti, l’India, gela i facili entusiasmi delle istituzioni italiane e precisa: “Le condizioni per il rientro spettano alla Corte Suprema. L’Italia non ha interpretato correttamente l’ordine del tribunale. Non è vero che il marine Girone è libero: le condizioni della sua libertà provvisoria devono essere stabilite dalla Corte Suprema”. Lo hanno detto oggi fonti del governo indiano all’agenzia di stampa Pti commentando la decisione del tribunale arbitrale dell’Aja. Roma, in mattinata, con la ormai consueta spavalderia, ha annunciato che “le condizioni del rientro” di Girone “saranno concordate tra Italia e India”. Per India Today “Il tribunale di arbitrato dell’Onu decide che Girone sia rilasciato”. NewsX da parte sua sostiene che “è una sconfitta per l’India all’Onu che il tribunale permetta al Fuciliere di ritornare in Italia”.

Credo che l’india continuerà a offenderci, magari, rinuncerà ai siluri italiani per i suoi sommergibili, ma si terrà Girone, finché avremo il governo Renzi.

Parliamo di sommergibili indiani?

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Al via da poche ore le prove in mare per il Kalvari (S-50), primo sottomarino classe Scorpène realizzato dalla Mazagon Dock Limited, a Mumbai. E’ quanto comunica il Ministero della Difesa indiano.

Nei prossimi tre mesi il battello, che ha già superato le procedure preliminari al largo della costa di Mumbai, sarà sottoposto a prove acustiche e di immersione. Concluse le manovre programmate, il Kalvari (Squalo Tigre) entrerà in servizio il prossimo settembre.

La classe Scorpène è stata progettata per essere equipaggiata in forma primaria con i siluri pesanti Black Shark della Whitehead Alenia Sistemi Subacquei. Il governo indiano precisa che al momento i sottomarini saranno armati soltanto con i missili anti-nave di MBDA Exocet SM-39. La fornitura di 98 siluri commissionata a Finmeccanica (oggi Leonardo-Finmeccanica), per un valore complessivo di 300 milioni di dollari è congelata dal Ministero della Difesa indiano dal 2012 a causa delle presunte tangenti sull’appalto da 560 milioni per 12 elicotteri AW101 di AgustaWestland venduti all’India nel 2010. La Marina indiana preme per lo sblocco a favore dei siluri italiani invocando esigenze di difesa nazionale.

Pur sottolineando l’importanza dei siluri pesanti – precisano dall’ammiragliato indiano – il Ministero della Difesa dovrà presto decidere in tal senso.

Il programma ‘75’ prevede la realizzazione di sei sommergibili classe Scorpène entro il 2020. La Marina indiana ha siglato un contratto di 4,6 miliardi di dollari con la Francia, nel 2005, per costruire sotto licenza la piattaforma progettata dalle società DCNS. I lavori sul primo battello sono iniziati nel maggio del 2009.

Il Kalvari è il primo sottomarino indiano pensato per operare a profondità maggiori, rispetto agli altri delle sue stesse dimensioni, stimata in 300 metri (350 test). Il progetto utilizza un particolare “acciaio specifico ad alto rendimento” che gli consente di operare a tali profondità mentre l’intera classe è stata realizzata con tecniche e protocolli di sicurezza per attenuare ogni tipo di emissione sonora subacquea. Il profilo stesso della classe Scorpène dovrebbe essere difficilmente rilevabile dai sonar nemici. Il secondo battello, il Khanderi (S-51), entrerà in servizio nel 2017.

I sottomarini d’attacco diesel-elettrici classe Scorpène sono stati progettati dalle società DCN e Navantia, unite nel consorzio DCNS. La piattaforma è dotata anche di propulsione indipendente dall’aria supplementare (il modulo AIP è indiano).

I sistemi AIP consentono al sottomarino non nucleare di operare senza l’utilizzo dell’aria esterna. Mentre per il reattore di un sottomarino nucleare si deve pompare continuamente liquido di raffreddamento, generando una certa quantità di rumore rilevabile, i battelli non nucleari alimentati a batteria con sistema AIP, navigherebbero in silenzio. La propulsione AIP gli consente di estendere la sua navigazione ad un massimo di 70 giorni.

Lungo poco meno di 70 metri, con una larghezza di 6,2 metri ed un dislocamento di 1700 tonnellate, prevede un equipaggio di 31 uomini. La sua velocità massima in immersione è stimata in 37 km/h mentre la navigazione in superficie può raggiungere i 22 km/h.

I sei tubi da 533mm sono progettati in forma primaria per lanciare siluri pesanti “Black Shark” progettati dalla Whitehead Alenia Sistemi Subacquei, missili antinave Exocet o trenta mine.

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