565.-LA POTENZA MILITARE USA PERDE IL PASSO.

 

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La superiorità militare degli Stati Uniti rispetto agli altri paesi sarà presto solo un ricordo, in quanto la potente flotta di portaerei che rappresentava il loro principale punto di forza, ha perso la sua precedente supremazia. Questo, secondo il Washington Post. Devo ricordare che, già nel 2000, l’US Navy aveva previsto il sorpasso cinese nel 2025 e aveva chiesto agli alleati di mettere in mare un maggior numero di navi per tentare di ritardare quel momento. Così, spieghiamo anche l’imponenza dell’attuale Programma Navale italiano: dieci fregate e due navi con ponte di volo.

Secondo il rapporto pubblicato lunedì dal Center for a New American Security, le operazioni degli USA all’estero sono ad un punto cruciale. Se prima non c’era nulla che si poteva paragonare alle portaerei degli Stati Uniti, ora la situazione è radicalmente cambiata. L’importante ammodernamento degli armamenti condotto negli ultimi anni da paesi come la Cina, l’Iran e la Russia, ha eliminato il vantaggio militare degli USA» sottolinea la pubblicazione.

Nel Mar Baltico la Russia ha creato un complesso sistema di difesa aerea e costiera. Nel perimetro siriano, Mosca, con i caccia Sukoi di ultima generazione Su-34M (ma è già in linea il Sukoi Su-50) e con i missili avanzati terra-aria S-300, S-400, ma, soprattutto, con i nuovi radar e con i sistemi per la guerra magneto-elettronica, ha raggiunto una capacità inedita di controllo del teatro di battaglia, riconosciuta all’unanimità dagli esperti. Il comando della NATO, sempre attento a seguire il ritiro dei potentissimi missili MIRV intercontinentali SS-18 Satan del Trattato NEW START (2010), ha avvertito il pericolo ulteriore dei missili balistici ipersonici russi e di quelli contraerei e ha compreso di non avere il dominio dello spazio aereo siriano. I primi segnali per noi osservatori, sono stati l’immediato ritiro dal Mediterraneo delle portaerei d’attacco della VIa Flotta USA e il passaggio di Suez da parte del Gruppo di combattimento della portaerei cinese Liaoning, schieratasi avanti alla base siriana di Latakia.

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La portaerei cinese Liaoning

La Cina, appunto, a sua volta, ha creato un sistema di difesa integrato, che comprende anche i nuovi missili terra-aria russi, missili cruise anti-nave, sottomarini, incrociatori e aerei. A Sud, nel Mar Giallo, ha creato un complesso di isole artificiali attrezzate contro la minaccia aerea e dal mare, in grado di tenere il nemico ad una distanza sufficiente dai territori strategicamente importanti, estendendo le sue acque territoriali.

Oggi accade che, mentre gli altri paesi si concentrano sulla creazione di sistemi complessi e sulle nuove tecnologie, come i drone, i missili avanzati e i caccia di nuova generazione, gli Stati Uniti agiscono per inerzia e commettono un grosso errore. L’America ha perso il suo principale vantaggio: la capacità di controllare senza ostacoli grandi spazi. Il motto dello Strategic Air Command “Pronti sempre, per dovunque” non ha ancora perso il suo potere deterrente, ma deve fare meglio i suoi calcoli. Se il prossimo anno il Pentagono non riconsidererà la propria strategia, le forze armate americane rischieranno di non tenere il passo con le ultime armi della Russia e della Cina, e di cedere per sempre la loro superiorità militare. Con queste premesse, chiunque sarà il vincitore della competizione elettorale per la Casa Bianca, la prossima presidenza USA sarà molto diversa da questa di Obama. A Putin, invece, era stato subito chiaro che l’avvicinamento progressivo della NATO ai suoi confini, con il pretesto di guardarsi dalla presunta minaccia iraniana, non era sufficiente a giustificare il superamento degli accordi presi e la dislocazione di sistemi antimissile a ridosso della Russia. In un’intervista a una pubblicazione danese, Mikhail Vaeli, ambasciatore russo a Copenaghen, ha detto che tutti i Paesi che entreranno a far parte del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa, diverranno automaticamente bersaglio dei missili balistici russi. Gli Stati membri della NATO che hanno accolto sul proprio territorio elementi del sistema ABM degli USA sono Turchia (radar d’allerta AN/TPY-2), Spagna (ospitando presso la base navale di Rota tre cacciatorpediniere AEGIS degli USA), Polonia e Romania (sistemi missilistici balistici). In apparenza la rabbia del russo sembrava ingiustificata dato che, secondo le dichiarazioni dei funzionari statunitensi, i sistemi antimissile balistico statunitensi in Europa avrebbero scopo difensivo. Sergej Rjabkov, Viceministro degli Esteri russo, è stato di diverso avviso sostenendo che i sistemi antimissile che verranno installati in Romania e Polonia violano il trattato sulle Intermediate Nuclear Forces (INF). Il trattato firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica nel 1987 portò all’eliminazione dei missili balistici a corto e medio raggio (500-5000 km). Sergej Rjabkov ha ragione.

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Lo scudo ABM degli Stati Uniti in Romania

Così, mentre l’esercito americano combatteva in Afghanistan ed in Iraq, la Russia ha condotto con successo questo piano ambizioso di modernizzazione delle sue Forze Armate. La politica degli armamenti degli USA e della NATO, in questo tempo, è stata guidata dalle Corporations, che hanno mirato al maggior profitto possibile, privilegiando sistemi d’arma fallimentari o estremamente costosi come il programma F-35, di capacità operative tutte ancora da dimostrare. Non per nulla, l’USAF chiede di ammodernare tutta l’attuale linea di volo, non proprio giovane e di riaprire le catene di montaggio degli F-22 della Lockheed Martin, con una versione F-22B. Considerando l’entrata in servizio, avvenuta nel 2005, l’Air Force si è ritrovata costretta a richiedere un ulteriore finanziamento di 1,5 miliardi di dollari per standardizzare software e hardware di tutti i 123 (su 186) Raptor operativi. Parte dell’elettronica progettata per il Raptor, infatti, non esiste più, per cui il Raptor-B dovrà essere riprogettato da zero in ogni caso. In pratica, 194 nuovi F-22 con l’avionica dell’F-35. Ad oggi, è confermato lo studio sulle implicazioni di bilancio per un riavvio della linea F-22.


“Se l’F-35 non dovesse funzionare, saremo in un guaio”. E’ quanto ha dichiarato il 26/04/16 il direttore del Dipartimento della Difesa per la valutazione operativa dei sistemi, Michael Gilmore, durante un’audizione alla Armed Services Committee del Senato con oggetto l’F-35. Lo sviluppo dell’F-35 è uno scandalo, ha tuonato il presidente della commissione, il senatore John McCain. “L’F-35 è un investimento a lungo termine – ha risposto il generale Christopher Bogdan, program manager dell’F-35 – tra 30 anni potremmo avere una piattaforma unica che ci garantirà la nostra leadership nel mondo. L’F-35 è ancora in fase di sviluppo” (Fra 30 anni, la portaerei Cavour sarà in demolizione.ndr).

L’Air Force dovrà anche mantenere un minimo di 171 A-10 operativi, almeno fino a quando non si concluderanno i test comparativi con l’F-35 e in attesa del programma AX.

Per esemplificare ulteriormente, il radar navale in banda X, sviluppato e progettato dal Pentagono e che doveva o dovrebbe divenire l’elemento centrale del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, si rivela inefficace secondo il Los Angeles Times. “Se la Corea democratica lanciasse un attacco a sorpresa, il Sea-Based X-Band Radar, SBX in breve, dovrebbe individuare i missili, inseguirli e guidare i missili-intercettori degli Stati Uniti per distruggerli“, secondo il giornale.

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In realtà, il gigantesco radar galleggiante è un flop da 2,2 miliardi di dollari, secondo un’indagine del Los Angeles Times. Anche se può rilevare oggetti lontani, il suo campo visivo è così stretto che sarebbe di scarsa utilità contro ciò che gli esperti considerano l’attacco più probabile: una serie di missili intervallati da esche”, afferma l’articolo. “SBX avrebbe dovuto essere operativo dal 2005. Al contrario, è stato quasi sempre sotto naftalina a Pearl Harbor, nelle Hawaii” secondo il Los Angeles Times. Tuttavia, “non solo il progetto è uno spreco di denaro dei contribuenti, ma ha creato un vuoto nella difesa della nazione“, osserva il giornale. Continuando questa disamina che non ci lascia per niente tranquilli con 128 testate nucleari USA sul nostro territorio, la Missile Defense Agency statunitense ha speso circa 10 miliardi di dollari per programmi inefficaci, negli ultimi anni. Almeno altri tre progetti si sono rivelati inutili come il laser aeroportato per distruggere missili nemici subito dopo il lancio (progetto chiuso nel 2012 e costato 5,3 miliardi dollari), l’Intercettore a energia cinetica (chiuso nel 2009 dopo sei anni di lavori costati 1,7 miliardi dollari) e il Multiple Kill Vehicle (programma accantonato dopo quattro anni di lavori costati 700 milioni di dollari).

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L’US NAVY ha stimato che le nuove unità missilistiche russe dislocano un decimo di una delle sue pari unità. Due corvette russe armate con missili ipersonici superficie-superficie sono intervenuta in Siria dal Mar Caspio, più rapidamente di una portaerei d’attacco e con vantaggio di costi. L’arma ipersonica è stata progettata per superare la protezione dei sistemi di difesa aerea, che stanno diventando sempre più sofisticati. I missili ipersonici potranno essere utilizzati per attacchi rapidi da lunghe distanze. Perciò, lo sviluppo di queste armi ipersoniche preoccupa i vertici militari statunitensi più di ogni altro, tanto più che precedentemente avevano ricevuto informazioni secondo cui la Russia avrebbe dotato di missili ipersonici i più moderni aerei e sottomarini.

Se Mark Schneider, ex analista del Pentagono, ha detto che il programma ipersonico statunitense non sta al passo con quello russo per caratteristiche, dimensioni e tecnologia, Mike Rogers, presidente del sottogruppo sulle azioni strategiche della commissione delle Forze Armate degli Stati Uniti, ha detto al quotidiano “Washington Times”:

“Sono preoccupato per il fatto che la Russia e la Cina si trovino davanti gli Stati Uniti per lo sviluppo delle opportunità di un attacco veloce globale”.

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Anche l’esercito americano è stato colto di sorpresa dalla modernizzazione repentina e efficace delle forze armate russe. I carri armati russi T-90 sembrano resistere ai missili USA TOW forniti ai terroristi attraverso Turchia e Arabia Saudita. Ora i vertici militari americani parlano della necessità di sviluppare con urgenza un piano per affrontare il rilancio del potenziale militare della Russia. Se prima i compiti delle forze armate statunitensi erano di carattere globale, come l’uso spregiudicato del terrorismo in Afghanistan e in Iraq da parte della CIA e il suo finto contrasto da parte del Pentagono, da ora l’obiettivo è per loro più specifico: “E’ Mosca”, scrive la rivista “Politico” e lo ha affermato anche il generale Herbert Raymond McMaster, che è considerato, come scrive, appunto, “Politico”, uno dei principali strateghi dell’esercito americano. Proprio lui è l’autore della concezione militare degli Stati Uniti in Medio Oriente. Ora è anche uno dei militari che stanno cercando di sviluppare una strategia di opposizione a Mosca.

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I funzionari militari e di intelligence degli Stati Uniti temono che Mosca abbia attualmente vantaggi in settori chiave. I veicoli blindati americani sono estremamente vulnerabili rispetto ai mezzi russi, sostengono i militari. Se i carri armati russi T-90, che per molto tempo venivano considerati obsoleti, tuttora, con le nuove protezioni reattive, possono giocare un ruolo decisivo nelle battaglie, il nuovissimo carro armato, l’unico al mondo di terza generazione, T-14 Armata: è “Un carro armato assolutamente innovativo che certamente nessun esercito del mondo può vantare”. Il carro armato tedesco Leopard-2 fu sviluppato 35 anni fa, proprio come lo statunitense M1 Abrams. La Russia intende sostituire il 70 per cento dei suoi corazzati con i modelli basati sull’Armata, circa 2.300 unità, con un ritmo di produzione di 500 esemplari all’anno. Il carro armato vanta sospensioni adattive a terreno e velocità, sistemi di puntamento e di caricamento delle munizioni completamente automatizzati ed informatizzati. Ma è il sistema di difesa attiva del T-14 che merita particolare attenzione. È un sistema di difesa individuale, che spara ai proiettili, ai missili e agli aerei e che potrebbe intercettare e distruggere qualsiasi tipo di munizione o un missile anticarro che viaggia a 3.000 km/h.

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Tornando all’articolo, si legge: “E’ ora giunto il momento di ripensare e forse di modificare la struttura dell’esercito degli Stati Uniti in caso di confronto aperto con la Russia ai confini dell’Europa orientale. E’ ovvio che cruciale sarà l’aspetto dell’esercito USA nei prossimi anni, quali armi saranno acquistate e in che modo saranno organizzate le esercitazioni”.

 

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Un pensiero su “565.-LA POTENZA MILITARE USA PERDE IL PASSO.

  1. Non è la Russia il nemico naturale degli USA. La Cina ha eseguito con successo, il settimo test sull’Hypersonic Glide Vehicle (HGV) soprannominato dal Pentagono DF-ZF (WU-14). Il nuovo velivolo dovrebbe essere in grado, quando sarà prodotto in serie, di viaggiare fino ad otto volte la velocità del suono. Questo significa che potrebbe schivare tranquillamente l’attuale sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti e colpire ogni parte del pianeta entro un’ora.

    Il test è avvenuto venerdì scorso. Il DF-ZF è stato monitorato dai servizi segreti americani. Dovrebbe essere stato lanciato da un missile balistico decollato dal poligono di Wuzhai, nella Cina centrale. Il DF-ZF lambendo il bordo dell’atmosfera è poi rientrato per colpire il bersagli oubicato nella parte occidentale del paese.

    Si è trattato del settimo test per l’Hypersonic Glide Vehicle cinese. Da rilevare che il Pentagono ha incoraggiato la Cina ad adottare una maggiore trasparenza sugli investimenti per la difesa e gli obiettivi militari, al fine di “evitare errori di valutazione”.

    Il WU-14 è in grado di trasportare testate nucleari ad una velocità superiore a Mach 10 (12,359 chilometri all’ora) ed è immune alle attuali contromisure anti-balistiche per le testate a rientro convenzionale. La traiettoria balistica di discesa attraverso l’atmosfera delle testate multiple indipendenti è facilmente prevedibile anche se resta il problema legato alla loro elevata velocità di rientro. Problema però in parte risolto alla fine degli anni ‘80, con la messa in produzione di missili intercettori progettati per distruggere le testate multiple indipendenti nella fase di rientro.

    Un velivolo ipersonico come l’HGV potrebbe rientrare nell’atmosfera planando ad altissima velocità ed avvicinandosi all’obiettivo con una traiettoria relativamente piatta, diminuendo così il tempo di identificazione dai sistemi nemici. Il DF-ZF può essere trasportato a quota di lancio da vari missili balistici cinesi, come il DF-21 (a medio raggio) e dai DF-31 e DF-41 (intercontinentali), estendendo di 12 mila km la gittata dei vettori.

    Il programma delle armi ipersoniche cinesi è considerata una priorità. Una volta messo in servizio, potrebbe consentire alla Cina di condurre attacchi cinetici in qualsiasi parte del mondo. La Cina prevede di implementare il suo nuovo velivolo di planata ad alta velocità entro il 2020. Il programma ipersonico cinese prevede il primo velivolo scramjet entro il 2025.

    La nuova frontiera della tecnologia militare è la velocità ipersonica. Colpire un velivolo ipersonico, non è al momento possibile a causa del tempo necessario ai sistemi di difesa per elaborare una risposta. La rilevazione iniziale, il tracciamento e la soluzione di fuoco richiede comunque del tempo (parliamo sempre di secondi) che però potrebbero essere troppi considerando il regime ipersonico. Se venisse lanciato un attacco combinato tra missili tradizionali balistici ed ipersonici, anche la migliore difesa antimissile esistente non avrebbe scampo.

    A differenza di Stati Uniti e Cina, che si sono concentrati sullo sviluppo di velivoli a spinta come l’Hypersonic Glide Vehicle, Russia e India stanno progettando i cosiddetti missili ipersonici da crociera. Mentre un velivolo a spinta Glide deve prima raggiungere un’altitudine estrema prima di rientrare nell’atmosfera, i missili da crociera viaggiano su una traiettoria di quota non-balistica, estremamente bassa per eludere i sistemi radar di allarme precoce.

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