501.-DEMOLIRE LA FAMIGLIA, COLPIRE LA CASA, FAVORIRE LE BANCHE E AVANTI I CULI!

Monti ha detto: Casa e Famiglia sono un ostacolo alla mobilità del lavoro. La Renzi&Boschi&parlamento illegittimo non se lo fa ripetere e fa un nuovo regalo alle banche spianando la strada per l’esproprio delle case. E chi compra all’asta non paga tasse. Un regalo a banche e speculatori, l’ennesima mazzata ai danni di cittadini e consumatori. Ci pensa il governo nella persona del ministro Maria Elena Boschi con un decreto legislativo sui finanziamenti ipotecari. E’ il suo ministero, infatti, ad aver trasmesso alla Camera l’atto del governo n. 256 che modifica alcuni punti salienti del testo unico della Finanza. Il pretesto è il recepimento della direttiva europea 2014/17 volta ad aumentare le tutele per i consumatori nei contratti di credito. L’esito è però opposto: in realtà il provvedimento del governo italiano punta ad agevolare in ogni modo le vendite forzose degli immobili da parte delle banche e si muove in parallelo alle norme che il governo ha introdotto a proposito delle garanzie di Stato sulle sofferenze bancarie.

Per accelerare al massimo il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, il governo ha infatti cancellato l’articolo 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto “patto commissorio” e cioè “il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore”. Il superamento di questo divieto permette quindi alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive. Lo prevede esplicitamente l’art. 120 quinquiesdecies che al comma 3 recita: “Le parti del contratto possono convenire espressamente (come se il consumatore e la banca fossero sullo stesso piano nel negoziare un contratto di mutuo, ndr) al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore (il ritardo nel pagamento di 7 rate anche non consecutive, così come definito dall’art. 40 del Testo unico della finanza, ndr) la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza”.

Nella pressoché totale indifferenza del Parlamento, fatta eccezione per il gruppo Alternativa Libera alla Camera che ha presentato un parere per evitare il passaggio di proprietà della case alla banche, il governo si accinge dunque a togliere ai consumatori e alle famiglie le poche tutele che ad oggi esistono, incentivando la modifica unilaterale delle condizioni anche ai mutui già erogati, perché appunto la pattuizione sul trasferimento della proprietà dell’immobile a soddisfacimento del debito può essere introdotta anche in un momento successivo alla stipula del contratto di finanziamento. Il decreto però non si limita a cancellare il divieto di “patto commissorio”, ma dà anche la possibilità alle banche di vendere gli immobili a qualsiasi prezzo pur di recuperare i propri crediti. Non è infatti prevista alcuna garanzia a favore del debitore, eccetto un generico riferimento (sempre nell’articolo 120- quinquiesdecies) alla stima effettuata “da un perito scelto dalle parti di comune accordo con una perizia successiva all’inadempimento” e al diritto del consumatore ad avere l’eccedenza (se positiva) tra il prezzo di vendita dell’immobile e il rimborso del debito. Se invece la differenza dovesse risultare negativa (cioè il prezzo di vendita non è sufficiente a estinguere il debito), “il relativo obbligo di pagamento decorre dopo sei mesi dalla conclusione della procedura esecutiva”. Ed è proprio quest’ultimo passaggio a chiarire nella pratica come le banche potranno svendere gli immobili avuti in garanzia a prescindere dal loro effettivo valore.

Spianata la strada alle banche, il governo prescrive che i creditori adottino procedure per gestire il rapporto con “i consumatori in difficoltà nei pagamenti”. Di cosa si tratti di preciso non si sa, eccetto che i contenuti di tali procedure potranno essere dettati dalla Banca d’Italia – organismo indipendente che ha notoriamente a cuore la tutela dei consumatori come dimostrano i suoi reiterati tentativi di reintrodurre l’anatocismo, cioè il pagamento degli interessi sugli interessi, pratica vietata dalla legge – “con particolare riguardo agli obblighi di informativa e di correttezza del finanziatore”.

E’ evidente che il risultato di simili norme rischia di essere drammatico per migliaia di famiglie che da un giorno all’altro si ritroverebbero sul marciapiede, con le loro case vendute “al meglio”. Ma al danno – come sempre – si aggiunge pure la beffa, perché alle banche e agli speculatori è assicurata anche la defiscalizzazione pressoché totale degli importi incassati dalle vendite forzose degli immobili. Lo stabilisce l’articolo 16 del provvedimento di conversione in legge del decreto sulla riforma del credito cooperativo e la garanzia sulle cartolarizzazioni delle sofferenze: chi acquisisce gli immobili nell’ambito di vendite giudiziarie per poi rivenderli a un’acquirente finale paga un’imposta sostitutiva di appena 200 euro, contro la tassazione ordinaria del 9%. “La norma – si legge negli atti parlamentari – ha la finalità di agevolare il collocamento degli immobili in sede di vendita giudiziaria, così come in caso di assegnazione degli immobili stessi ai creditori”. La dimostrazione palmare di quali interessi difenda in ogni circostanza e sopra ogni cosa il governo Renzi.

Ma è solo un tassello della progressiva demolizione della società italiana fondata sulla famiglia, quella naturale. Diamo uno sguardo da vicino al mercato delle abitazioni con Scenari economici: Vi proponiamo i risultati di un’elaborazione dell’indice dei prezzi immobiliari in Europa, su dati Eurostat. Abbiamo messo in grafico l’indice dei prezzi delle case di diversi paesi europei, con risultati piuttosto interessanti:

Indice-prezzi-case-1

Tutti i paesi hanno visto la ripresa dei valori immobiliari tranne la Spagna e L’Italia.

Ma il mercato immobiliare spagnolo si riprende già nel 2012-13. Al contrario, la curva dei prezzi delle case in Italia presenta un brusco crollo all’inizio del 2012, con un calo del 15% dal 2012 fino ad oggi. Nessun altro paese europeo ha avuto un tracollo confrontabile al nostro tranne forse la Spagna, protagonista pero’ di una delle maggiori bolle immobiliari del mondo nei primi anni 2000 (manca nel grafico la Grecia, i cui dati arrivano solo fino al 2012).

Cosa è successo nel 2012?

Occhio alle date. La crisi del mercato immobiliare italiano è infatti immediatamente successiva al decreto SalvaItalia del dicembre 2011, primo atto del governo Monti, che inaspriva le tasse sulla casa e reintroduceva l’IMU sulla prima casa. Un errore epocale, una manovra che ha causato danni infinitamente superiori ai benefici. Benefici che si limitano alla famosa presunta credibilità ristabilita sui “mercati”. Una bella menzogna, visto che lo spread BTP-Bund è calato solo col “whatever it takes di Draghi”. Un “whatever it takes” che aveva come pre-condizione il sacrificio della ricchezza italiana sull’altare teutonico dell’austerità punitiva. Fonti affidabili dalla Germania avevano confidato al vostro umile servitore che i fondi d’investimento tedeschi aspettavano solo il crollo dei nostri prezzi immobiliari per lanciare massicci acquisti nella Penisola a prezzi stracciati.

Siamo davanti alla StrafÖkonomie, l’economia puntiva per i debitori-peccatori dell’ordoliberalismus tedesco. La morale unita all’economia, un’idiozia senza nessuna base scientifica, ma funzionale agli interessi della Germania.

L’impatto negativo della manovra di Monti sull’economia italiana ha colpito su più livelli:

forte aggravio del carico fiscale delle famiglie, con riduzione del reddito disponibile, calo dei consumi e del PIL
crollo della domanda di case e crollo dei prezzi, con perdita patrimoniale stimata da Confedilizia in ben 2.000 miliardi
crisi dell’edilizia e di tutto l’indotto, con migliaia di fallimenti, chiusura di studi tecnici e imprese del settore e disoccupazione per centinaia di migliaia di lavoratori
Per incassare 4 miliardi all’anno di IMU sulla prima casa il professor Monti ha distrutto la bellezza di 2.000 miliardi di ricchezza delle famiglie. Conoscete un altro esempio al mondo di un tale massimo danno con minimo ricavo, che non sia una guerra?

Per dare un’idea della portata epocale del disastro fatto da Monti, per i 24,5 milioni di famiglie italiane la perdita patrimoniale media è di 82.000 euro a famiglia. Questa è l’origine della crisi italiana, non lo spread o il debito della propaganda eurofila.

E chiunque può constatare gli effetti sui propri immobili: calo del valore di mercato spesso molto superiore al 15% di Eurostat e prossimo alla stima di Confedilizia del -30%, e aggravio abnorme del carico fiscale, con la tassa non progressiva per eccellenza, una vera e propria patrimoniale permanente.

E’ anche evidente la natura autoalimentante del circolo vizioso innescato da Monti, caso quasi unico in Europa: aumento tasse –> calo consumi –> deflazione –> crisi dell’industria e delle costruzioni –> disoccupazione –> calo domanda –> calo PIL –> calo gettito fiscale -> aumento imposte –> calo consumi etc. Un nemico giurato dell’Italia non avrebbe saputo fare meglio.

Circolo vizioso recessivo che dura ancora oggi, e i cui effetti perversi non erano certo ignoti al professor Mario Monti e ai suoi orridi Bocconi Boys. La storia sarà estremamente severa con questi personaggi.

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