478.- I FOLLI SOGNI DI DISTRUZIONE DE “IL SOLE 24 ORE”

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DI GIUSEPPE PALMA.

Purtroppo ci sono sempre più persone sbagliate nei posti sbagliati. Prendiamo ad esempio Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore: un buon organizzatore, che però si picca di scrivere di economia, come se ne capisse veramente qualcosa.

Potete leggervi la sua ultima emissione nell’Articolo del 9 febbraio su Il Sole 24 Ore: “Il problema europeo e il differenziale tra il Nord e il Sud”, di Roberto Napoletano, che riporto nel commento.

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Raramente capita di leggere un insieme di banalità di tali dimensioni, completamente distaccate dalla realtà, Un articolo che potrebbe fare il paio con il famoso “Fate presto” della fine del 2011, che benedisse il governo Monti, cioèil più disastroso della storia della Repubblica italiana. Anche in questo caso un articolo retorico, lontano dalle necessità dei singoli paesi e soprattutto dell’Italia, lontano dalla realtà politiciia europea, lontano da qualsiasi realismo .

L’Europa non va male perchè non è unità, va male perchè è forzatamente unita da catene monetarie che sono state create ignorando le diverse strutture economiche nazionali, le diverse necessità sociali, la diversa storia politica che ha segnato gli ultimi sedici secoli . Il Nostro parla, a caso di “Politica della difesa comune”:: e come dovrebbe comportarsi un esercito europeo, ad esempio, con gli interventi delle ex colonie francofone ? Parla di “Ministro delle finanze unico”, quando proprio una politica finanziaria coordinata a furia di calci nel sedere e di forzature ha condotto l’Italia ad una super disoccupazione mai vista e la Grecia nel baratro della povertà ? Non si rende conto che proprio l’essere la sintesi di diverse politiche economiche la renderebbe perfettamente inadatta a qualsiasi stato, come una sorta di letto di Procuste perfetto per torturare i singoli stati.

Napolitano parla poi di “Condivisione del debito”, quando nella stessa Germania federale persino i singoli Lander si rifiutano di condividere il debito interno e la Cancelliera Merkel ha posto il rifiuto di condivisione del debito come punto chiave del proprio programma politico nel 2013 ? Dove vive Napoletano , quali quotidiani legge , con quali politici si confronta ? Non si rende conto che qualsiasi autorità economica europea superiore, influenzata se non direttamente nominata da Berlino non sarebbe altro che una troika all’ennesima potenza, pronta ad imporre senza freni nuova austerità e nuove “Riforme” di lacrime esangue, come già direttamente enunciato congiuntamente dai governatori di Bundesbank e Banque de France ?

Insomma dottor Napoletano la smetta di fare richiami a mondi che non esistono e non esisteranno mai , se non nei folli sogni suoi e della sua dirigenza coinfindustriale ubriaca facili utili , ma incapace di guidare una vera crescita dell’Italia, Si occupi di quello che capisce e che le compete, e lasci agli italiani decidere delle proprie disgrazie e del proprio futuro.

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Un pensiero su “478.- I FOLLI SOGNI DI DISTRUZIONE DE “IL SOLE 24 ORE”

  1. Non c’è più spazio per mediazioni di sorta o compromessi al ribasso. Difesa, politica estera e politica economica hanno bisogno di una guida europea unica, di principi solidaristici effettivi e di un disegno condiviso di sviluppo che riduca, non aumenti, le distanze all’interno del Vecchio Continente. Non è più tempo di processi lasciati a metà: che cosa si aspetta a rendere effettiva la garanzia unica sui depositi bancari?

    Alla «zoppia» di Maastricht (molta stabilità, poca crescita) per quanto tempo ancora si vuole aggiungere quella dell’Unione Bancaria e, cioè, vigilanza bancaria e bail in per tutti, ma niente garanzia unica sui depositi? Così non si va da nessuna parte. Con la nuova, pesante, caduta delle Borse europee di ieri e gli spread dell’Italia (bassa crescita, alto debito pubblico) e della Spagna (rischio politico) balzati di nuovo intorno a quota 150, oggi è chiaro a tutti che il problema è europeo ed è un problema sia di crescita sia bancario.

    Così come è chiaro a tutti che c’è un differenziale di crescita per l’Italia (ancora pesante) e che, inevitabilmente, non può non finire con l’incidere sui tassi dei titoli sovrani e portare in dote il suo carico di incertezza (i primi segnali già si intravedono). Sulle banche il problema è europeo, ritorna lo spettro greco e la stessa Deutsche Bank non può dare lezioni a nessuno, oggi è chiaro a tutti che l’Europa dei “dieci piccoli indiani” dove ogni giorno qualcuno mette un pezzetto (monetario, economico, bancario e così via) e lo fa in mezzo a mille asimmetrie (sempre più o meno interessate) non aiuta né l’Europa né l’Italia e, tanto meno, le sue banche. In casa ci sono stati errori e ruberie, non bisogna fare sconti a nessuno accertando responsabilità e assumendo decisioni esemplari, ma in un quadro che resta, tuttavia, solido e paga il conto di una crisi durissima.

    Diciamo le cose come stanno: per fare gli Stati Uniti d’Europa bisogna cedere sovranità (difesa, politica estera) e abbiamo, di certo, bisogno di un ministro del Tesoro europeo unico. Attenzione, però, un ministro del Tesoro “tedesco” con un controllo “francese” (e noi sempre alle porte) è un rischio politico europeo enorme. L’Italia deve volere, anzi pretendere, un ministro del Tesoro unico, ma a patto che questa scelta politica sia accompagnata dalla condivisione dei debiti pubblici conferendo a un nuovo veicolo (si scelga la soluzione tecnica ritenuta più idonea) le eccedenze nazionali rispetto al tetto previsto del 60% con l’impegno di disciplinare poi la ripartizione dei costi dimostrando ragionevolezza.

    Non si può dire: o accettate le nostre condizioni o ve la “faremo pagare”. Serve la Politica, non i burocrati travestiti da politici, serve soprattutto una Politica diversa. L’Europa non ha bisogno né di nuove onnipotenze tedesche né di nuovi velleitarismi nazionali. Questo non significa occuparsi dell’interesse generale. Quel differenziale italiano non ci aiuta, ma sbaglieremmo noi a dimenticarcelo e i tedeschi, altrettanto, a ritenerlo un problema solo nostro. La frenata mondiale della crescita non risparmia nessuno, per questo il mondo ha ancora bisogno del mercato dei consumi della vecchia Europa, di tutta l’Europa, non di antichi e nuovi squilibri tra Nord e Sud. Siamo certi che i Padri fondatori saprebbero che strada prendere senza trucchi o furbizie di sorta.

    Roberto Napoletano

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