468.- PRESENTO DUE ITALIANI E DUE LIBRI

tramonto-della-democrazia

figli-destituenti-giuseppe-palma-copertina-211x300-1-211x300
Chi ha seguito Marco Mori e Giuseppe Palma nel loro valoroso percorso in difesa della Costituzione, è stato richiamato dal loro ardente amor di Patria. Questo forte sentire, che accomuna i due paladini, principi del Foro, trova alimento nella profonda conoscenza della Carta costituzionale. E’ questa la loro e la nostra vera bandiera, perché la trama dei principi costituzionali è l’espressione pura della nostra identità e vi si sostanziano tradizioni, cultura e religione: la religione dell’amore per il prossimo, trasmessa dalla rivoluzione cristiana. E’ qui che i popoli europei e le loro costituzioni trovano la loro radice comune; quella radice che una follia degenerativa ha pensato di poter affermare in un nulla, che è la moneta unica. Ed è qui: dalla negazione di quella trama dei principi che è principiata la demolizione della Patria nostra e dei popoli europei, tutti, chi prima, chi dopo, destinati a soccombere di fronte a un neoliberismo materialista, strumento ignavo di un potere senz’anima. Un potere che, a tratti, sembra avvolgere tutti i nostri valori e a cui sembra cedere anche la Chiesa cattolica, ma che è forte e radicato nel popolo, che lo ha voluto affermare con la difesa corale della famiglia, prima fra le istituzioni. La confusione che una parte della politica e del clero ingenerano nella gente comune non ha motivo di esistere, perché deve confrontarsi con la nostra identità. La confusione vuole avvolgere i nostri principi. Vorrebbe fare della Libertà, Eguaglianza, Dignità, Solidarietà i suoi strumenti. Ai grandi attentati alla nostra Costituzione dobbiamo rispondere con scienza e coscienza di cittadini, perché finché ci saranno i cittadini, la Costituzione vivrà. La scienza di Marco e di Giuseppe ci accompagna in questo cammino, ma il cuore ci sprona. La Solidarietà ci pone oggi di fronte a scelte drammatiche; ancora più difficili perché siamo coscienti che le masse umane che premono sui nostri confini sono strumento di un potere demenziale, nemico dell’uomo. Ma la Costituzione è viva, senza età, perché racchiude in se l’arma della rivoluzione, intesa come capacità di inquadrare il nuovo che avanza. Il principio della solidarietà nasce dalla Verità di Cristo: “Ama il prossimo tuo, come te stesso.” Appunto, “come te stesso” e, se lo abbiamo trascurato questo comandamento, torniamo ad amare noi stessi, gli italiani e la nostra identità per poterla offrire a quelli cui porgeremo la mano. Non c’è accoglienza possibile di chi ha abbandonato la sua terra, la sua identità, ma viene accolto – per modo di dire – da chi non ne ha. Chi non conosce la sua identità, non la rispetta. Come potrà rispettare quella di un altro popolo? Dunque, “come te stesso”. E si illumina il fiore della Costituzione della Repubblica: il principio lavoristico, che significa Libertà, Eguaglianza, Dignità. La Libertà non è negoziabile e non c’è Libertà senza Lavoro. Il Lavoro è l’ascensore sociale, il motore della democrazia, come la rappresentatività ne è la condizione. L’Eguaglianza non ammette che il capitale, la proprietà prevalgano sul Lavoro. Senza le mie mani, il tuo denaro conta nulla; ma senza il tuo denaro, le mie mani non fanno nulla. E viene all’occhio l’aberrazione dei trattati europei, la loro incompatibilità con la Costituzione, perché sostituiscono alla tutela del Lavoro, il profitto a scopo solo di profitto, dove la tutela della dignità del lavoratore sancita dalla Costituzione si pone come un costo e viene svilita. Anche qui questi nostri paladini hanno profuso il loro impegno a divulgarne le ragioni dell’incompatibilità. Non possiamo dimenticare l’anelito alla pace che viene dal popolo italiano e dalla Costituzione, che ci fece aderire al Trattato Nord-Atlantico, per la difesa dei nostri confini e dei nostri valori, nel rispetto dell’organismo sovranazionale succeduto alla Società delle Nazioni, l’ONU. Mai i Padri Costituenti dubitarono dell’inviolabilità della sovranità della Repubblica e della forma repubblicana. Troppo evidenti erano e sono le diversità delle nazioni europee perché si rinunciasse alla loro sovranità, libertà e indipendenza in favore di un soggetto sovranazionale. Ma di quale soggetto parliamo? Non certo di un cartello internazionale di banche? Tutti questi principi e argomenti, insieme ai diritti e ai doveri che ne discendono, trovano voce e regola nella Costituzione. L’inno nazionale chiama “Fratelli d’Italia” e io, soldato d’Italia e di pace, chiamo “Fratelli” questi nostri paladini. Oggi, ci offrono due nuovi lavori, che saranno presentati il 6 febbraio prossimo, alle 20.45, alla Sala Forum di Curtarolo, in via Kennedy, n. 6, con il patrocinio di Radiogamma 5:
Marco Mori ci presenta “Il tramonto della democrazia. Analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”, un’analisi scientifica che ripercorre il cammino attraverso il quale abbiamo deviato dalla Comunità Europea all’Unione europea, finalizzata agli Stati Uniti d’Europa, nome senza senso, che vuole mascherare lo strumento pensato per l’asservimento del nostro continente a quei soggetti giuridici, che definirei mostruosi, che sono le multinazionali. Nella conclusione, non manca di indicare la via della restaurazione piena della Costituzione, prospettandoci le possibili soluzioni.
Giuseppe Palma ha pubblicato in e-book “FIGLI DESTITUENTI. I gravi aspetti di criticità della RIFORMA COSTITUZIONALE”, in cui affronta gli aspetti di criticità, prima di tutto il sistema delle garanzie della cosiddetta riforma costituzionale, che sta seguendo l’iter approvativo costituzionale da parte di un Parlamento eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Questo Parlamento non è legittimato a riformare la Costituzione, potendosi ammettere una sua permanenza soltanto in forza del principio di continuità, cioè per tre o poco più mesi, non certo per tutta la legislatura e, tanto meno, per legiferare sulla Costituzione. Il Governo che ha proposto, lui stesso, esecutivo, la riforma è consapevole di questo vulnus della sua attività e intenderebbe sanarlo con un referendum popolare confermativo del popolo sovrano, anzi, improvvisamente e nuovamente sovrano.
Per ottenere il risultato referendario, la RAI, principale organo d’informazione è stata posta sotto il controllo di Palazzo Chigi. Giuseppe Palma combatterà questa battaglia per l’informazione degli italiani, pacificamente. Saremo con lui e con Marco Mori e a entrambi rivolgo il mio “Grazie”.
Mario Donnini

Giuseppe PalmaTAFbn1ao_reasonably_small

Giuseppe Palma e Marco Mori

Annunci

2 pensieri su “468.- PRESENTO DUE ITALIANI E DUE LIBRI

  1. Marco Mori

    Con la prefazione di Magdi Allam e l’introduzione di Giuseppe Palma…

    Il testo, previa una concisa spiegazione del modello costituzionale, e di come i Padri Costituenti avevano messo al bando il modello neoliberista, riconoscendone la piena responsabilità nella tragedia della seconda guerra mondiale, analizza la genesi della dittatura europea codificata nei trattati e le evidenti responsabilità penali di chi ha tradito deliberatamente gli interessi nazionali, riportandone le più clamorose dichiarazioni confessorie.

    “Io ho una distorsione che riguarda l’Europa ed è una distorsione positiva, anche l’Europa, non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi e di GRAVI crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini, ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico di non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto visibile conclamata. Certamente occorrono delle autorità di enforcement (n.d.s. costrizione traducendo in Italiano) rispettate che si facciano rispettare che siano indipendenti e che abbiano risorse e mezzi adeguati oggi abbiamo in Europa troppi Governi che si dicono liberali e che come prima cosa hanno cercato di attenuare la portata la capacità di azione le risorse l’indipendenza delle autorità che si sposano necessariamente al mercato in un’economia anche solo liberale” (Mario Monti – 2012).

    Nelle 240 pagine del testo ho volutamente dato largo spazio al dibattito dell’Assemblea Costituente, leggere quelle parole oggi causerà letteralmente l’immediata caduta della mascella dei lettori. Tanto diventa evidente la totale assenza di consapevolezza della nostra attuale classe politica, che peraltro, come spiego nel volume, detiene abusivamente il potere politico in forza della grave alterazione dei principi di rappresentatività democratica causati dal ben noto “porcellum”.

    Alla fine della lettura resterà un sapore amaro in bocca, mitigato però da un capitolo finale, il quarto, in cui spiego a tutti cosa si dovrebbe fare per ripristinare il modello costituzionale. Certamente la soluzione proposta sarà estremamente indigesta, anzi spietata, nei confronti dei mercati, del potere finanziario, delle banche, dei banchieri, delle lobby di potere economico più varie, delle case farmaceutiche, delle lobby dell’energia, ecc..

    “Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze che lo stesso onorevole Maffioli depreca, fra le quali primeggia la guerra tremenda che fu la rovina di tanti popoli (omissis…).

    È possibile parlare di un progetto social-comunista quando si afferma all’articolo 38 che la proprietà privata è assicurata e garantita e all’articolo 39 che l’iniziativa privata è libera?

    Non è dunque un progetto social-comunista. È vero che sono affermati vincoli e limiti al diritto di proprietà. Ci sono limiti, perché non si vuole che si formino delle grandi concentrazioni di proprietà che sottraggono all’iniziativa privata grandi strati di produttori e costituiscono a un tempo delle potenze economiche tali che, se anche potessero condurre ad un grado di produttività più elevato, portano altresì a quella potenza politica che, non avendo altro intento che il vantaggio patrimoniale privato, disconosce e travolge gli interessi materiali, morali e politici della collettività scatenando quelle conflagrazioni che ci hanno portato alla miseria attuale” (On. Gustavo Ghidini – 1947).

    Questo è molto altro è “Il tramonto della democrazia”, una sorta di testamento culturale che consentirà ai posteri di capire che non tutti, in questo periodo buio di dominio del totalitarismo finanziario, erano omertosi davanti a ciò che stava accadendo. Se diffonderete questi concetti forse potremmo anche cambiare una storia che sembra già scritta ed evitare quel terzo conflitto mondiale ormai all’orizzonte…

    Ecco i link a cui acquistare il libro:

    http://www.ibs.it/code/9788897461678/mori-marco/tramonto-della-democrazia.html

    http://www.amazon.it/tramonto-democrazia-Analisi-giuridica-dittatura/dp/8897461670/ref=sr_1_fkmr0_1?s=books&ie=UTF8&qid=1454066482&sr=1-1-fkmr0&keywords=il+tramonto+della+democrazia+costituzionale

    Un grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato direttamente, o comunque indirettamente, attraverso la loro attività di incessante divulgazione, alla stesura di questo lavoro e dunque un grazie a Magdi Cristiano Allam, che oltre a scrivere la prefazione del libro, per primo ha dato pubblicamente risalto ai miei scritti, a tutti gli autori di http://www.scenarieconomici.it a partire dal Prof. Antonio Maria Rinaldi, un grazie a Luciano Barra Caracciolo, forse la voce tecnicamente più elevata in materia di analisi circa l’incompatibilità giuridica tra trattati e Costituzione, ed ovviamente un grazie speciale a tutti gli Avvocati che condividono la battaglia per il ripristino della democrazia costituzionale sul campo come Giuseppe Palma, Luigi Pecchioli, Gian Luca Menti, Umberto Donaggio, Francesca Donato, Paola Musu, Teresa Loriga, Alfredo Lonoce, Laura Muzio (che mi sopporta pure in ufficio…). Ma grazie anche a tutti coloro che di questi temi trattano da tempo, senza fare torto a nessuno posso citare, Giuseppe Povia, Diego Fusaro, Claudio Messora, Vito Monaco, Claudio Borghi, Vittorio Sgarbi, Vladimiro Giacché, Paolo Maddalena, Simone “articolouno” Boemio, Gabriele Chiurli, Antonello Loriga e tutta la ME-MMT, Stefano Di Francesco, Tiziano Tanari, Daniele Santolamazza, Cesare Pozzi e tanti tanti altri che mi hanno insegnato moltissimo.

    Aggiungerò certamente qualche altro nome che ora mi sono scordato, fortunatamente siete tantissimi…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...