455.-LE BANCHE EUROPEE CROLLANO. LE REGOLE VOLUTE DALLA GERMANIA STANNO DISTRUGGENDO L’EUROPA.

Le banche europee crollano sotto la spinta rigorista imposta dalla BCE e dalla Germania: Germania che vive a sua volta nell’incubo dei 59.000 miliardi di derivati posseduti dalla sua Deutsche Bank (credo 5.000 di più della Goldman Sachs). Il piano della finanza massonica speculativa mondiale è perfetto. Al resto penseranno il trattato transatlantico TTIP di cooperazione (piove sempre sul bagnato) fra le multinazionali USA e l’Unione europea e la società multietnica, multiculturale, multi una beata.. cioè, nessuna etnia, nessuna, cultura, nessuna tradizione su cui fondare le regole della civile convivenza e del progresso. EccoVi uno sguardo in casa nostra di Antonio Maria Rinaldi di Scenari Economici:

europa-germanica

MPS – 15%, CaRiGe -7,60, Unicredit -4,40, Banca Pop. MI -5,30, UBI banca -7,10. Ma anche DB -3,10, Credit Agricole -5,90.

Alle ore 14.30, questa è la situazione di alcune banche italiane e straniere. Le ragioni sono molteplici, ma tra esse c’è sicuramente la sfiducia nel sistema appena approvato del bail-in.

Rinaldi

Cosa sia e come funzioni credo sia noto a tutti: io stesso ho scritto due articoli sul tema a cui rimando ed altri validi redattori su S.E. hanno fatto altrettanto. Qui mi interessa approfondire l’effetto che l’ennesima norma voluta dai Paesi del Nord Europa, Germania in testa, sta provocando e più in generale dove ci sta portando l’ideologia rigorista di questi.

Attenzione: rigorista, ma per gli altri. È noto che la Germania, ma anche l’Olanda ed altri “nordici”, hanno salvato i loro istituti bancari che erano al collasso, per l’eccessiva esposizione in derivati e per i prestiti incauti fatti al sistema bancario dei Paesi periferici, attraverso generosi ed onerosi (per la collettività) aiuti statali, senza i quali il sistema creditizio sarebbe crollato. Solo dopo questi interventi e dopo essere rientrati di gran parte dei crediti erogati (la Francia, che era esposta pesantemente con la Grecia, di tutti), via fondi salva stati, hanno cominciato a parlare di insostenibilità per i conti pubblici degli aiuti statali (c.d. bail out), di necessità di responsabilizzare gli amministratori delle banche, di correttezza di un sistema che renda corresponsabili patrimonialmente gli azionisti e gli investitori degli istituti di credito, riguardo la loro stabilità economica. Insomma, il rigore per gli altri…

Questo è solo l’ultimo episodio di una storia che procede da anni e che sta portando al collasso quello che era il secondo mercato mondiale ed il primo polo produttivo: l’Europa. L’ideologia rigorista/liberista, incarnata nell’art. 3 del TFUE, il quale fonda l’Unione Europea sul principio della stabilità dei prezzi e della forte competitività fra i membri (cosa che fra l’altro collide con l’art. 2 TFUE che chiama alla cooperazione: di solito non si coopera con chi si compete e non lo si aiuta a svilupparsi…), e impedisce categoricamente che uno Stato in difficoltà possa essere aiutato dalla BCE, attraverso sostegno finanziario diretto od indiretto (sempre per il principio della cooperazione ed aiuto reciproco…), sta provocando una crisi da ormai 8 anni, crisi che i labili segnali di ripresa non permettono di dare per conclusa e che comunque comporterà a questi ritmi circa 25 anni per riportare l’economia al livello ante 2007.

La lotta ideologica contro l’intervento statale, visto come distorsivo di un libero mercato privato che trova in sé stesso le regole di funzionamento, l’odio ideologico contro il debito pubblico, considerato solo uno strumento di regalia e fonte di malaffare e corruzione, il disprezzo per i processi democratici, considerati inefficienti, lenti e troppo legati alla politica, quindi corrotti, hanno costruito questo sistema burocratico e governativo europeo, opaco, autoreferenziale, antidemocratico e, di fatto, facilmente controllabile dagli Stati egemoni, che attraverso l’influenza sulla BCE – vero quarto potere (monetario) sovraordinato agli altri tre (legislativo, esecutivo e giudiziario) – possono allentare o stringere un laccio alla gola agli altri Paesi: quello che è accaduto in Grecia con il ricatto dei fondi ELA al governo Tsipras, erogati solo in cambio dell’accettazione del memorandum di tagli ed austerità, rimarrà negli annali delle infamie della UEM.

Questa Europa è la concretizzazione delle pulsioni distruttive ed auto-distruttive (la Storia lo dimostra) della Germania: la compressione dei redditi dei lavoratori per rendere le imprese competitive sui mercati esteri, l’ossessione per la stabilità ed il rigore dei conti pubblici, in nome del quale da noi viene sacrificata la spesa per il welfare ed i diritti sociali, sono le ormai note caratteristiche negative di questo Paese, che ciclicamente portano l’Europa ed il mondo all’instabilità ed allo scontro. La reazione a queste politiche ha portato sempre all’emergere di forze nazionaliste, a volte moderate e positive, ma più spesso eversive, come Alba Dorata in Grecia, Partito del Progresso in Norvegia, Vlaams Blok in Olanda, che mettono ancor più in pericolo la nostra democrazia, già ferita dall’autoritarismo europeo. Hitler ed il Nazismo furono figli del rigore esasperato del Cancelliere Brüning, non dell’iperinflazione della Repubblica di Weimar…

Sia economicamente, quindi, che politicamente questa Unione Europea a trazione e pensiero tedesco sta riportando gli Stati europei ad uno squilibrio e ad uno stato di potenziale conflitto che ricorda molto quella del 1939. Bisogna sperare che essa crolli per le sue disfunzioni che la minano inesorabilmente, prima che i governanti europei, con l’aiuto della codardia ed incapacità di vedere il quadro generale di quelli nazionali, ci portino ad uno scontro armato, magari contro la Russia, per cercare di nascondere il loro fallimento (le guerre sono sempre state un toccasana per le economie stagnanti…) o fra stessi Paesi europei.

Sarebbe un ottimo risultato per un vincitore del Nobel per la Pace…

borghi-piccolo

Rincara la dose il responsabile economico della Lega Nord, Claudio Borghi Aquilini, che della politica non ne fa una bandiera, come mi risulta: “Fino a quando il Governo starà a guardare dinnanzi alla distruzione delle banche e al diffondersi del panico senza fare nulla?”

Questa la domanda che pone e prosegue: “Com’era prevedibile, l’intervento maldestro sulle banche da parte di Renzi e dei suoi (ma sia chiaro che Renzi è solo il burattino in mano alla BCE.ndr) ha scatenato il panico tra i risparmiatori, e i danni stanno diventando gravissimi. È necessario che il Governo annunci subito la cancellazione della sciagurata direttiva europea sul bail-in che mette a rischio il nostro sistema bancario. Dopo che tutta Europa ha salvato le proprie banche anche con i nostri miliardi, si può gettare nel panico il risparmio degli Italiani per compiacere la Merkel e far guadagnare qualche speculatore vicino al premier?”

E conclude con un vero e proprio ultimatum: “Stop al bail-in subito e garanzia totale per i risparmi degli italiani, oppure via da questa Unione Europea prima che ci massacri in modo irreparabile.”

Ma il punto non é solo bail-in si bail-in no. questo aspetto é solo la conseguenza delle storture di un sistema che permette alle banche commerciali private di creare moneta scritturale che rappresenta circa il 90 % della moneta complessiva in circolazione. l’Italia dovrebbe prendere esempio dall’iniziativa popolare lanciata in Svizzera a dicembre dello scorso anno con cui si vuole abolire questo ingiusto privilegio e permettere ai correntisti di avere la garanzia dei propri denari depositati in banca e non come avviene ora che questa garanzia é solo sulla carta e per importi fino a EUR 100’000,,, se non vi é una crisi sistemica.

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2 pensieri su “455.-LE BANCHE EUROPEE CROLLANO. LE REGOLE VOLUTE DALLA GERMANIA STANNO DISTRUGGENDO L’EUROPA.

  1. Gli USA hanno fatto, fanno e faranno fallire le loro banche se lo ritengono opportuno, qui si stracciano le vesti pur di salvarle ignorando l’ottimo esempio dell’Islanda ! mah!, sono istituti privati?, hanno venduto e continuano a vendere edge found/volture found e quant’altro a clienti avidi per qualche punto (promesso!) sulla carta? ne subiscano le conseguenze! Con le Fondazioni ad hoc non pagano una lira di tasse nell’indifferenza generale e questo pero’ va bene? hanno immobili e altro capitalizzati?Guai a venderli come invece obbligano gli insolventi clienti! E le vendite antecedenti al pseudocrac di questi giorni a spese dei soliti gonzi , vedi banca lecchese? nessuno si scandalizza? Prendono dalla bce a 0,5% di tasso e lo rivendono ad un 12/15% ai clienti selezionati e nessuno obietta? O i bot in una assurda e voluta simbiosi a discapito del credito al consumo ? Vedere intervista all’economista nando Ioppolo, poi ne riparliamo. P.s. Lo stato una banca pubblica di fatto ce l’ha e sono le Poste (con Deutsche Bank in quota) ,quindi chiunque puo’ appoggiarsi ad essa, gli altri istituti essendo spa ecc. siano trattati veramente da “private” come loro trattano le societa’ non sussidiate….. Sono d’accordo solo sulla nefandezza di attingere oltre ai 100.000 euro dei correntisti ,ma anche a soli 100 euro, poiche’ e’ errato da un punto di vista legislativo ma anche qui ci sarebbe da dire molto sul denaro circolante non giustificato da fatture o buste paga come fanno in altre nazioni. L’evasione e’ indifferente a livello politico finanziario poiche’ gli interessi sono molti e nonostante i mezzi per evitarla esistono ! Qualcuno spieghi al popolino come mai in Austria l’evasione fiscale e’ fisiologica e accettabile al 5%! Copiare il “sistema ” no? Pro domo loro, chi vuol intendere…………….
    Ipocrisia primo male dell’uomo.
    Mauro Maria

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  2. Credo sia chiaro a tutti. Mercati in preda al panico e banche italiane (soprattutto) nel mirino. In questo caso bisogna subito dire una cosa. Per una volta la Cina c’entra ben poco. Il motivo di maggior timore per i mercati, oltre che il petrolio, è quasi un problema più relativo. Ci sono altri fatti più brucianti. Il fuoco sta tornando a bruciare proprio in Europa. Guardate lo spread BTP bund. E’ tornato ad allargarsi, come anche si è allargato quello tra Bonos e Bund, in un momento tra l’altro molto particolare.

    Insomma sembra proprio che si voglia cogliere la palla la balzo: il mercato sta testando i nervi non solo degli operatori ma anche della BCE. Oggi ci sarà il Meeting BCE, un incontro che dovrebbe serenamente essere di “transizione” ma che invece rischia di diventare determinante. Ormai è chiaro anche a Draghi: il QE Europeo, soprattutto nel breve periodo, poco può fare per l’inflazione (ormai in fase di crollo, come dimostrato ieri QUI) ma può fare molto per il sentiment degli operatori, a cui manca l’ossigeno ( o meglio…la droga monetaria) che tanto ha condizionato i trends di mercato degli ultimi anni.

    Quindi il mercato chiede l’intervento del pompiere Draghi a difesa del fuoco sui mercati. Ma che può fare Draghi? Diventare proattivo? Beh, le sue decisioni di dicembre sono abbastanza fresche e suonerebbe molto strano un intervento espansivo. Molto probabilmente cercherà con i suoi discorsi di calmierare e stemperare la tensione sui mercati. Una nuova forward giudance, un modello pro sentiment che in passato ha avuto grandi effetti (senza azioni concrete, ma solo promesse).

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