439.- Le regole dell’Islam sullo stupro: se non hai quattro testimoni maschi, ti lapidano per adulterio

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Secondo il diritto islamico, il reato di zina riguarda le relazioni sessuali illecite, ossia pre- o extra-matrimoniali.

Secondo le scuole shafi’ita, hanbalita, hanafita e secondo gli Sciiti, la pena della lapidazione è prevista solo per l’adultero sposato, sessualmente amato dal consorte e musulmano praticante e per il suo partner, a condizione che il crimine sia comprovato da 4 uomini adulti musulmani che abbiano assistito alla penetrazione o che sia stato reso tramite confessione resa giurando 4 volte su Allah di dire il vero, e per la quinta volta invocando su di sé la maledizione di Allah nel caso stia dicendo una bugia. Ma l’accusa può essere invalidata nel caso la moglie pronunci lo stesso giuramento a propria discolpa. La lapidazione non è invece prevista dal Corano, che prevede solo la fustigazione. Secondo Jayed Ahmad Ghamidi, giurista islamico pakistano, la lapidazione può essere prescritta solo per stupratori e prostitute, ossia per chi abitualmente commette adulterio (hadith 1690 di Sahih Muslim)

 

categoria pena fonte della pena
persone sposate lapidazione Hadith (detti del Profeta)
persone non sposate 100 frustate o un anno di esilio Corano 24:2 (an-Nur)[1]

 

Colonia, Amburgo, pure Zurigo. Nella notte di capodanno in queste città si sono consumate molestie, violenze e addirittura alcuni stupri. La vicenda ha diviso e non poco l’opinione pubblica, con una esigua minoranza che sta “giustificando” le violenze o comunque invitando a non generalizzare contro gli immigrati di fede musulmana. Ma come si pone l’Islam riguardo lo stupro? Ce lo racconta molto bene questo articolo postato sul blog di Luisa Betti.

Sempre secondo il Corano, una donna per poter provare a un giudice di essere stata violentata ha bisogno di quattro testimoni. Perciò, sebbene la pena imposta dalla sharia per lo stupro è la pena capitale, la consuetudine di dover dimostrare la violenza attraverso la testimonianza di 4 maschi, impedisce alle donne di avere giustizia in quanto, il più delle volte, l’accusa di stupro – in cui è difficilissimo portare davanti al giudice 4 testimoni – diventa un’accusa di adulterio o di pratiche sessuali fuori dal matrimonio per la donna che viene così arrestata. Solo in Pakistan, per esempio, quasi il 75% delle donne è in prigione per aver denunciato uno stupro.

In generale la violenza contro le donne per l’Islam è grave in quanto lede la «proprietà» dell’uomo – che in molti casi non «riprende indietro» la donna ormai disonorata – ma non è considerata assolutamente come un crimine se, per esempio, si svolge dentro le mura domestiche: la Sura An-Nisâ’ (IV, 34) recita: «Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse». Per il Corano è quindi lecito che l’uomo picchi la moglie non ubbidiente, come una forma di disciplina quando la persuasione «benevola» fallisce, perché il potere che è dato a un marito nei confronti della donna, in alcuni paesi musulmani, non è travalicabile né dai genitori né dalla polizia.Hirsi Ali, la scrittrice somala che ha vissuto in Olanda eletta in parlamento nel 2003 e scappata negli Usa nel 2006 dopo l’omicidio del regista Theo van Gogh ucciso dai fondamentalisti islamici per l’uscita del film Submission – di cui lei ha scritto la sceneggiatura – dichiara esplicitamente come «l’Islam sia imbevuto di violenza e la incoraggi». Per Hirsi Ali – che ha scritto « Non sottomessa », « Infedele », « Se Dio non vuole» e «Nomade » – l’Islam non è compatibile con i diritti delle donne in quanto «per modernizzare l’Islam e adattarlo agli ideali contemporanei, è necessario porsi in atteggiamento critico nei confronti del Corano e dei precetti in esso contenuti: in una parola, è necessario dialogare con Dio e dissentire dalle sue leggi». Cioè è necessario porsi in maniera laica, come l’Occidente ha fatto nei confronti della Chiesa cattolica, cercando di escludere quest’ultima dagli affari politici e sociali.

«In Afghanistan le donne manifestano contro pratiche previste dalla legge islamica – spiega la scrittrice – ma le organizzazioni femministe occidentali non sono per niente critiche dell’Islam. Ascoltano la minoranza di uomini che usano l’Islam come strumento per sottomettere le donne». Sottoposta a infibulazione a 5 anni, e fuggita a 22 da un matrimonio combinato, Hirsi Ali cominciò a vivere la sua vita solo dopo essersi liberata dalla famiglia e dai fardelli religiosi che le imponevano un’esistenza che lei non desiderava: attualmente lavora a Washington presso l’American Enterprise Institute, e si occupa di diritti della donna islamiche e della violenza di genere per ragioni culturali o religiose.

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Un pensiero su “439.- Le regole dell’Islam sullo stupro: se non hai quattro testimoni maschi, ti lapidano per adulterio

  1. Il “rape game” cioè il gioco dello stupro, chiamato TAHARRUSH GAMEA il rituale che umilia le donne per strada, e’ il termine di uso comune per le molestie nei Paesi nordafricani. Che le tollerano. Un’abitudine rivoltante…

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