UN EX AGENTE CIA, TALE LARRY JOHNSON, DICHIARA: “LA TURCHIA È FUORI CONTROLLO”.

“Secondo l’ex agente della CIA Larry Johnson, la decisione del ritiro dei caccia americani dalla Turchia significa che gli Stati Uniti cominciano a vivere una politica più prudente nei confronti di Ankara, che ancora una volta ha confermato i suoi legami con il gruppo terroristico del Daesh.”

La modestia della politica estera USA, ma preferisco dire: di Obama emerge da questa notizia rilasciata dalle agenzie. E’ un fatto che la determinazione, l’equilibrio e la potenza militare mostrate da Putin nel contrastare la destabilizzazione e la conquista del Medio Oriente, hanno costretto gli USA a fare i conti con l’impossibilità di dominare contemporaneamente gli scenari mondiali, in caso di confronto diretto con la Russia. Citiamo alcuni fattori che possono aver pesato sul cambio di programma: La bolla elettronica russa sulla Siria, il dispiegamento al largo della Siria del gruppo aeronavale di combattimento cinese e, da ultimo, lo schieramento in Siria dei sistemi missilistici antiaerei S-400, capaci di battere contemporaneamente 80 bersagli in un raggio di 400 km e la cooperazione con l’India nel campo aeronavale e della difesa dello spazio aereo, con la cessione degli S-400. Questi missili hanno praticamente, interdetto e finalmente, lo spazio aereo siriano a tutte le missioni che non son coordinate dal centro di Latakia. Quindi, fine dei massacri dall’aria turchi contro i Curdi, delle incursioni israeliane e fine anche del rischiaramento degli F-16 dell’USAF sulla base turca di Eiskesir (nella foto). Le lettere AV indicano gli F-16 dello squadrone di Aviano, tanto per capire che ci siamo dentro fino al collo.

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Per quanto ci riguarda, aggiungo, che l’Europa, nei confronti del sud-est e del sud, deve, assolutamente, adottare una politica che consideri la Russia come un partner strategico. Siamo, infatti, certi che le sanzioni testé confermate da Bruxelles, fanno parte di una politica fallita già al primo ostacolo, che ha ragioni economiche e che vede nel dominio dei popoli, anche di quelli europei, l’unica sua possibilità di realizzazione

Speriamo che Donald Trump sia la persona che ricompatterà l’Occidente, nei termini di una fruttuosa parità, almeno fino agli Urali. Questo mi attenderei dalla superpotenza USA, perché i forti non temono i confronti. Vi lascio alla lettura dell’agenzia.

Donald-Trumo

Donald Trump, candidato alla White House

La decisione della US Air Force di ritirare i suoi 12 caccia F-16 dalla base aerea in Turchia è una reazione al fatto che le azioni di Ankara nella regione “sono incontrollabili”, ha detto in un’intervista a RT l’ex funzionario della CIA Larry Johnson

“La Turchia, a mio avviso, è fuori controllo, e alcuni paesi sono disposti a metterla a posto,” ha dichiarato Johnson.

Il punto di vista dell’ex agente della CIA si basa sul fatto che Washington e Ankara hanno osservato differenze di interessi nella lotta contro il terrorismo, in particolare nei ricorsi degli Stati Uniti al governo turco “per lasciare i curdi in pace.”

“I turchi stanno perseguendo i propri interessi, a prescindere dai desideri di Washington”, ha detto Johnson.

Inoltre, l’ex funzionario CIA, ha detto che la Turchia appoggia le azioni del Daesh, “accelerando il ritiro dei caccia americani, che sono in grado di fornire supporto aereo alle truppe di terra che combattono il Daesh”.

“Erdogan ha spinto la Turchia in un campo sunnita più radicale. Le élites della Turchia e dell’Arabia Saudita condividono i suoi obiettivi nel tentativo generale di contenere l’Iran. Hanno paura della diffusione dell’influenza dell’Iran, poichè l’Iran è un paese sciita, e l’influenza sciita si è diffusa in tutto il Medio Oriente,” ha detto Johnson.

Egli ritiene che “la Turchia non sente la necessità di prestare attenzione agli Stati Uniti”, perché “l’amministrazione Obama è vista da molti nel mondo, e in particolare in Turchia, molto debole.”

Johnson ha aggiunto che il ritiro dei caccia statunitensi dal territorio turco può anche chiarire le conseguenze dell’incidente con il cacciabombardiere russo Su-24, che secondo l’ex agente della CIA è “una provocazione contro il popolo russo”.

Intanto, gli USA hanno deciso di non riportare in Turchia i sistemi lanciamissili antiaerei “Patriot” e tentano di tenere un piede in due scarpe attribuendo alla sola Turchia la decisione che ha portato all’abbattimento del Su-24 russo. Oggi, infatti, il rappresentante USA alla NATO Douglas Lute ha dichiarato che la decisione non è stata coordinata né con la NATO, né con gli USA:

“Eravamo costantemente in contatto con la Turchia sin dal momento del primo sconfinamento nel mese di ottobre. In questo senso — sì, abbiamo contattato con la parte turca, ma non c’è stato alcun coordinamento, o alcuna decisione comune, per quel che riguarda l’incidente stesso. Trattasi di una decisione sovrana della Turchia su come comportarsi nel proprio spazio aereo”. Spiacenti di non poterla credere, Mr Lute, altrimenti, dovremmo pensare che gli F-16 dell’USAF che appoggiavano quelli turchi, sicuramente, sotto controllo AWACS, erano tutti in avaria radio. La dichiarazione, tuttavia, non sembra essere frutto di un’iniziativa a titolo personale, ma denuncia quasi un senso di impotenza degli Stati Uniti nel dirigere il caos creato nel Medio Oriente e un ridicolo tentativo di fronteggiare la Russia tenendo un piede in due scarpe.

 

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