TRA I POVERI DI DENARO E I POVERI DI SPIRITO

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Non gira la grana! Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha chiaramente fatto capire oggi che la crisi in Europa (e non solo) non è affatto passata e che lo sforzo monetario necessario a scuotere l’inflazione, troppo bassa per rilanciare veramente i consumi, sarà confermato fino almeno a marzo 2017. Non sono bastati i tassi in territorio negativo e un Quantitative Easing da mille miliardi a smuovere le acque della deflazione. Tocca ora ai governi cogliere questo ennesimo sforzo della Banca Centrale e lanciare piani di investimento reali e coraggiosi. Certo, se dovessimo leggere queste notizie in filigrana, attraverso ciò che il Governo italiano sta facendo con la Legge di (in)Stabilità (ultima perla, la penalizzazione dei professionisti che vogliono accedere ai fondi strutturali), saremmo davvero molto preoccupati. Siamo un Paese in cui la povertà cresce, la disoccupazione resta a livelli record e i pensionati vivono con troppo poco la loro fase di vita. Parlare di svolta e di pil che corre (ma quando mai!) è una presa in giro che non ci possiamo permettere, anche perché, appunto, quei pochi decimali che otterremo a fine anno saranno merito di Francoforte e non certo di Roma. Non se ne lamenterà nessuno, come nessuno si lamenta che la NATO spinga Putin alla guerra o che l’Unione europea imbarchi 75.627.834 musulmani turchi per completare la nostra islamizzazione, senza nemmeno chiedercelo.Vi domando: Cosa fa il governo italiano per far sentire la nostra voce? Niente! Ma cosa fa, invece, la politica dal basso per far sentire il nostro disagio, morale, prima di tutto? Quale dibattito è stato aperto in termini propositivi, per orientare la propensione di voto verso quelle proposte politiche innovatrici, idonee a rilanciare lavoro e sviluppo, sicurezza e welfare? Cosa fanno i consiglieri, i segretari delle sezioni, gli aspiranti attivisti dei partiti? Se ne fregano! Prima la piramide da scalare; prima il loro interesse, poi il territorio e, poi ancora, il futuro di questo popolo e vediamo squallidi nessuno calcare le cattedre e sedere sui tronetti con la bava alla bocca, pronti a sparare fregnacce. Ecco, questa è la politica oggi. Un insieme di disinteresse ed arroganza che viene gestito solo per sistemare i propri affari, in spregio ai cittadini e alle necessità di una comunità. Lo viviamo e lo combattiamo invano? Mai mollare!!!

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