COMMENTO BENEVOLO A UNA LETTERA DI FLAVIO TOSI SUL TERRORISMO.

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Due note di commento di VENETO UNICO a una newsletter di Flavio Tosi per sottolineare quanto difficile possa essere inquadrare la situazione presente per un leader di una forza politica.
L’argomento è la lotta al terrorismo e il cavallo di battaglia è l’interventismo. La lettera inizia con un raffronto fra il passato ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e l’attuale nostra sudditanza. Potrebbe sembrare uno sguardo al passato di un leader politico, ma quale passato? E dove cercarne il fine politico? L’Italia di oggi è nelle spire dell’Unione europea, sotto tutela USA e le sarebbe decisamente vietato, con ogni mezzo, di riunire o anche solo riavvicinare i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per una politica di pace, di scambi commerciali, culturali e di integrazione. Tessere le fila di un’area in cui l’Italia diventi il centro, non solo geografico, ma di riferimento e un ponte verso l’Europa varrebbe a farne il polmone e non l’appendice, di uno spazio che aprirebbe a nuove e importanti prospettive. Ciò è esattamente il contrario di quanto la politica delle multinazionali USA, attraverso la BCE e i governanti fantoccio: da Barroso a Blair, Sarkozy, Merkel, Cameron, Hollande, Napolitano e altri kapò, sta realizzando in Europa, in Mediterraneo, in Medio Oriente. Osservo solo che, nel caso e prima, dovremmo uscire da questa “anomalia comunitaria” (cito il maestro Giuseppe Lauricella) in cui gli Stati perdono sovranità, ma non hanno gli strumenti per decidere in comune, dovendo subire la legge del più forte.
Richiamando quanto già detto in una intervista all’Adnkronos, Flavio Tosi prosegue: “Ora – aggiunge – ci troviamo con l’emergenza Isis, per cui l’Occidente dovrebbe fare mea culpa per le scelte operate in Iraq, Siria e, per decisione francese, in Libia. Certo, la Russia interviene dopo l’abbattimento dell’areo civile sul Sinai e la Francia a seguito degli attentati del 13 novembre. …” Tralascio l’ormai abusato termine “emergenza”, che, per il radicamento del movimento jihadista, tale non può più dirsi, ma che starebbe a significare: “Non sappiamo dove metter le mani”. Sottolineo, invece, che la catena degli eventi bellici citata rappresenta proprio e bene quella politica USA, a tenaglia, volta, da un lato, ad assumere il pieno controllo dei Paesi mediorientali produttori o attraversati dai flussi del petrolio, dall’altro lato a isolare, indebolire economicamente, sottomettere i popoli europei, destabilizzati dalla guerra all’ISLAM e spogliati delle loro corazze: le Costituzioni “sociali” degli Stati sovrani .
Il quadro geopolitico viene, invece, ristretto alle reazioni russa e francese agli attentati nel cielo del Sinai e di Parigi per trarne motivo di allarme per l’Italia. Non una parola sulla dubbia matrice degli attentati e sugli effetti che il primo ha prodotto nell’economia dell’Egitto (ne parleremo), riguardo alla caduta dei flussi turistici, ma, soprattutto, nessun cenno sugli obiettivi che realizza il conflitto fra le due confessioni islamica e cristiana e sullo spostamento in Europa di quella contrapposizione avviata in Medio Oriente tramite l’ISIS, dalla CIA (fatto, ormai, notorio) e troncata nella sua espansione dalla strapotenza messa in campo dalla Russia.
Di punto in bianco, con una facile consequenzialità, ma piuttosto necessariamente, Tosi sposta l’asticella sulla sicurezza in Italia portata dalle migrazioni e in vista del Giubileo . Avrei apprezzato, a questo punto, un cenno o una riflessione proprio sulla politica e sulla ostentazione di sicurezza della Chiesa, ma soprattutto del Governo e di Alfano. Come sui fatti di Parigi gravano forti sospetti, così li suscita la indubbia sinergia, quantomeno di fatto, fra il traffico di esseri umani dalla Libia, cui partecipa attivamente l’ISIS e le operazioni navali e le politiche di sostegno all’immigrazione portate avanti dall’Italia con la partecipazione interessata di organizzazioni malavitose, COOP e Caritas incluse.
Tosi argomenta: -“Sarebbe miope per l’Italia sentirsi al riparo, quando il rischio è reale anche per noi. E un conto sarebbe intervenire ora che l’Isis può essere ancora sconfitto abbastanza facilmente, altro conto è aspettare gli eventi: questi terroristi hanno un’ideologia volta a fare proseliti e quindi tesa all’espansionismo. Vanno fermati finché siamo in tempo”. Anche con i bombardamenti? “Certo, direi anzi che bisognerà decidersi a metterci piede, laggiù…”
Cioè, propone la soluzione logica, ma che rischia di agevolare ciò che il grande vecchio della politica USA sta cercando, a fatica, di realizzare: La guerra degli europei contro il terrorismo in Europa e in Medio Oriente, con la partecipazione attiva degli eserciti europei alle operazioni in Siria per arginare il dilagare della potenza russa. Naturalmente e per converso, con un regime poliziesco idoneo a controllare sia il terrorismo sia e sopratutto, i cittadini europei. Insomma, per l’ennesima volta, gli americani, in Siria, hanno sbagliato i loro conti e, per l’ennesima volta, vogliono salvare la situazione con il nostro sedere. Tosi, non so se superficialmente, spinge a loro favore, probabilmente, senza rendersene neppure conto. Insomma: Molto mi arrabbiai quando Salvini, a due mesi dalle elezioni, decretò la scissione che ha favorito Renzi e ci ha portato  all’Nsimo partito del centrodestra. Molto ne abbiamo sofferto e chissà per quanto ancora.
Qui il testo di Flavio Tosi:

testata_fare_con_tosiFARE! CON TOSI
30 novembre 2015

TERRORISMO: TOSI, DA VIGLIACCHI STARE FERMI, ITALIA NON E’ AL RIPARO
SIL9515
“L’Italia oggi si trova ad aspettare quello che decidono gli altri, essendo finita la leadership che un tempo avevamo sullo scacchiere mediterraneo e in parte su quello mediorientale. La linea di Renzi è cauta? Io dico che che è un po’ da vigliacchi non intervenire, mettendo la testa sotto la sabbia”. Lo dice all’Adnkronos il nostro leader Flavio Tosi. “Ora – aggiunge – ci troviamo con l’emergenza Isis, per cui l’Occidente dovrebbe fare mea culpa per le scelte operate in Iraq, Siria e, per decisione francese, in Libia. Certo, la Russia interviene dopo l’abbattimento dell’areo civile sul Sinai e la Francia a seguito degli attentati del 13 novembre. Qualcuno obietta che abbiamo il Giubileo che assorbe tutte le attenzioni per la sicurezza? Io penso invece che Giubileo o non Giubileo, queste persone sono pronte comunque a colpire nei punti e nei momenti più disparati. E già ne paghiamo le conseguenze in termini di insicurezza e minori consumi”. “Ma -argomenta Tosi – sarebbe miope per l’Italia sentirsi al riparo, quando il rischio è reale anche per noi. E un conto sarebbe intervenire ora che l’Isis può essere ancora sconfitto abbastanza facilmente, altro conto è aspettare gli eventi: questi terroristi hanno un’ideologia volta a fare proseliti e quindi tesa all’espansionismo. Vanno fermati finché siamo in tempo”. Anche con i bombardamenti? “Certo, direi anzi che bisognerà decidersi a metterci piede, laggiù…”

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