AEREO NATO DELLA TURCHIA ABBATTE DI PROPOSITO UN JET RUSSO. PUTIN: “PUGNALATA ALLA SCHIENA. CONSEGUENZE TRAGICHE”

p2Bh9Jmt6WsHo divulgato la tragica notizia sull’onda dell’emozione e della rabbia per l’assassinio di un soldato di pace russo ed europeo. Ho detto: “Gli aviatori del mondo son tutti fratelli”. Una preghiera di pace alla tua anima, caro fratello. Ora, due parole e un commento un po’ più a freddo, anche se nei prossimi giorni assisteremo ad una escalation della provocazione di Obama verso Putin: Satana contro il difensore di Cristo e non dimentichiamo i fischi di Ankara ai morti di Parigi.

Tensione Ankara-Mosca, ma i fatti sono che, per la prima volta, la NATO ha colpito e ucciso due soldati di pace russi. Alta tensione, dunque, tra Russia, NATO e Turchia dopo che un caccia Sukhoi 24 dell’aviazione russa è stato abbattuto questa mattina dagli F-16 turchi al confine tra Turchia e Siria, praticamente vicino al circuito di atterraggio della base russo-siriana di Latakia. L’ordine di abbattere il Sukhoi-24 è stato dato, evidentemente da Erdogan in persona, perché non avrebbe risposto agli avvertimenti degli F-16 di Eskisehir-Turchia e, come riporta (guarda caso) la Cnn, avrebbe violato lo spazio aereo turco. Il video della caduta mostra che il caccia viene giù quasi in verticale dal cielo siriano e non turco e che i piloti si sono lanciati con i paracadute. Ora, per chi ha dimestichezza con l’aviazione, è normale che un caccia in volo sulle basi prossime al confine, come sono quella russo-siriana di Latakia e quell’altra turco-americana di Eskisehir, sconfini di qualche chilometro (sembra 2,2 km), per esempio durante una virata e, comunque, gli addetti ai radar sanno ben distinguere un errore di una procedura di volo da una manovra di attacco. Questo, per la parte teorica. Andando alla sostanza, invece, i convogli dei contrabbandieri di petrolio e di armi dell’ISIS, coordinati da Bilal Erdogan, entrano ed escono dal confine turco, ma non si deve dire.

 

Nelle immagini del video postato in rete che mostrerebbe la cattura, o addirittura l’uccisione, del pilota del caccia russo, ma la cui attendibilità è ancora da verificare, si vede il paracadute impigliato sugli alberi e diverse persone, civili e ribelli turcomanni, avvicinarsi al grido di “Allah Akbar”. Una voce, grida… in italiano (!!!): “Via, via!”, e, subito dopo, si sentono degli spari: impossibile capire se i colpi sono tutti contro il pilota o vengono sparati anche in aria. Ribelli siriani, in un altro video, mostrano il cadavere di uno dei due. Del secondo membro dell’equipaggio non c’è traccia. Un elicottero russo dei soccorsi è stato pure colpito ed è atterrato in emergenza con un morto a bordo che ci lascia questo bel bambino.

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Mosca, però, ha negato lo sconfinamento e il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato di “un crimine”, di “una pugnalata alla schiena sferrata da complici dei terroristi” e ha avvertito che l’incidente avrà “serie ripercussioni” sui rapporti tra Mosca e Ankara. Il capo del Cremlino ha affermato che il velivolo non minacciava la Turchia ed è caduto 4 chilometri all’interno del territorio siriano. La Nato convoca il Consiglio atlantico straordinario.  Il vicepresidente della Duma: “La Turchia appoggia l’Is”.

U.S. President Obama and Turkey's Prime Minister Erdogan take part in a family photo during the G20 Summit in Cannes
U.S. President Barack Obama (L) and Turkey’s Prime Minister Recep Tayyip Erdogan take part in a family photo during the G20 Summit of major world economies in Cannes November 3, 2011. REUTERS/Philippe Wojazer (FRANCE – Tags: POLITICS BUSINESS) – RTR2TKEP

Dal vertice dell’ASEAN (Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico) in Malesia, Obama ha affermato: “strapperemo la terra che hanno rubato, taglieremo i loro mezzi di finanziamento, strapperemo le loro reti, decapiteremo i loro vertici , li annienteremo”. Con ciò ha voluto significare che non lascerà il Medio Oriente nelle mani della Russia e, giurerei, che l’ordine di abbattere il Sukhoi sia stato dato per dare un ALT alla guerra di pace di Putin contro il terrorismo, così caro a Israele, USA e Gran Bretagna . Il macellaio dei curdi, naturalmente, ha aderito di buon grado, sperando di veder rilanciate le sue brame di sultano del neo-impero ottomano. Solo un ultima nota: Una fotografia recente mostrava gli F-16 americani dello squadrone di base ad Aviano rischierati sulla base turca di Eskisehir. La mia domanda è: “Ma noi che ci facciamo ancora nella NATO?”

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10 pensieri su “AEREO NATO DELLA TURCHIA ABBATTE DI PROPOSITO UN JET RUSSO. PUTIN: “PUGNALATA ALLA SCHIENA. CONSEGUENZE TRAGICHE”

  1. Il presidente russo Vladimir Putin, pochi minuti fa, incontrando il Re di Giordania Abdullah II a Sochi, ha dichiarato: “l’abbattimento del nostro caccia è un fatto gravissimo che avrà conseguente gravissime tra la Russia e la Turchia, confermo che il nostro aereo sorvolava lo spazio aereo siriano”.
    Ed ha aggiunto: “E’ evidente che i nostri piloti non rappresentavano una minaccia per la Turchia. E’ stata una pugnalata alla schiena. Il nostro velivolo è stato abbattuto da un missile lanciato da un F-16 turco”
    Dure e lapidarie le parole di Putin che non lasciano spazio ad interpretazioni… ora si attende la mossa di risposta russa.

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  2. Le regole di ingaggio NATO non contemplano l’abbattimento di un velivolo, ben identificato, che non commette atti ostili… se pure sta violando ed in quel momento si trova nel loro spazio aereo! 2,2 km al massimo o meno, tant’è che venendo giù a picco è caduto in Siria a 4 km dal confine. Questo è un assassinio su commissione.

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    1. E questo è l’unico avvertimento lanciato dall’F-16 turco al Sukhoi di Oleg Peshkov seguito istantaneamente dal lancio di un missile:
      “È l’aviazione turca che parla. State avvicinandovi al territorio turco. Cambiate immediatamente la vostra rotta e virate verso sud”.
      Il Sukhoi è stato colpito senza poter neanche tentare una virata evasiva, cadendo sul territorio della Siria.
      La catena di Comando NATO è stata ignorata e le regole d’ingaggio della NATO per il tempo di pace sono state deliberatamente violate, ma gli USA non lo hanno contestato alla Turchia.

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  3. E’ vivo uno dei piloti russi caduti in territorio siriano dopo che il loro aereo è stato abbattuto dall’aeronautica turca. E’ vivo, è stato salvato e parla. Konstantin Murakhtin, navigatore del Su-24 abbattuto, assicura di “non aver violato” lo spazio aereo di Ankara “nemmeno per un secondo e di non essere stato avvertito in nessun modo prima di essere abbattuto. “Non è possibile – continua – che noi si abbia violato il loro spazio aereo nemmeno per un secondo. Stavamo volando a un’altitudine di 6mila metri in perfette condizioni meteo e ho sempre avuto il controllo totale della rotta”. “Non c’è stato nessun avvertimento, né visivo né via radio”, ha aggiunto. “Bisogna capire la differenza di velocità tra un bombardiere tattico come il Su-24 e quella di un F16: se avessero voluto avvertirci avrebbero potuto sedersi sulle nostre ali”. “Invece – ha concluso – il missile ha colpito la poppa del nostro aereo dal nulla, non abbiamo nemmeno avuto il tempo di compiere una manovra evasiva”. Comunque sia andata restano gli effetti dell’incidente sul confine. “Nessuna reazione militare”, assicura Mosca, ma “i rapporti cambieranno”. Mentre tutta la comunità internazionale fa appello ad evitare un’escalation e una nuova “mini-guerra fredda”, come la chiama il ministro degli Esteri inglese, Turchia e Russia continuano a dirsele di ogni, dopo l’abbattimento del jet russo impegnato in operazioni militari in Siria, ma – secondo Ankara – responsabile di aver “invaso” lo spazio aereo turco. In mezza giornata hanno parlato i vertici di entrambi i Paesi, a partire dai presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. E le parole che si alternano sono ora concilianti, ora provocatorie. Il punto di caduta è stato solo una telefonata tra i ministri degli Esteri. Intanto si definisce almeno l’esito dell’atterraggio dei piloti russi: uno è stato ucciso effettivamente da quelli che Mosca definisce “jihadisti”, l’altro è stato salvato (si trova in una base russa in Siria controllata da Mosca).

    Sulla ricostruzione restano visioni diverse. “Abbiamo seri dubbi che sia stato un atto colposo, sembra molto una provocazione premeditata” dice il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. Ma “non ci sono terroristi di Daesh – contesta il presidente turco Erdogan – nella regione di Bayirbucak a Latakia” nel nord-ovest Siria, abitata dalla minoranza turcomanna, dove sono caduti i resti del jet russo. “La Turchia ha dimostrato ora con le sue azioni di proteggere i militanti dell’Isis” accelera il premier russo Dmitri Medvedev. “Questo non sorprende, considerando l’informazione sugli interessi finanziari diretti di certi dirigenti turchi nella fornitura di prodotti petroliferi realizzati dagli impianti dell’Isis”, ha osservato. E Putin ha aggiunto che l’attuale leadership turca “sostiene deliberatamente l’islamizzazione del Paese”. Mosca, per giunta, continuerà “senza dubbio” i suoi raid aerei contro obiettivi Isis vicino al confine turco. “Ci piacerebbe – dice il portavoce del presidente – che i terroristi e i militanti stessero lontano dal confine turco, ma sfortunatamente tendono a stare nel territorio siriano vicino al confine turco”.

    Medvedev ha spiegato che “una pericolosa escalation dei rapporti Russia-Nato, che non può essere giustificata con alcun interesse, compresa la protezione dei confini”. Con l’abbattimento del jet, “le lunghe relazioni di buon vicinato tra Russia e Turchia sono state minate” afferma il premier russo. Le “conseguenze dirette” potrebbero essere “la rinuncia a una serie di importanti progetti comuni e la perdita di posizione nel mercato russo da parte delle compagnie turche. “Le lunghe relazioni di buon vicinato tra Russia e Turchia sono state minate, in particolare nella sfera economica e umanitaria” e “questo danno sarà duro da riparare”, ha osservato il capo del governo. Le aziende turche sono molto presenti nel mercato russo, in particolare nell’ortofrutta, nei beni di consumo, nell’edilizia. Quanto ai progetti comuni, si spazia dalla costruzione di una centrale nucleare al gasdotto Turkish Stream. Il presidente americano Barack Obama intanto ha chiamato Erdogan esprimendo il sostegno di Usa e Nato(CHI L’AUTORIZZA??) alla Turchia e al suo diritto di difendere la propria sovranità, dicendosi anche d’accordo col premier turco Obama sulla necessità di evitare un’escalation con Mosca e assicurare che non si ripetano altri incidenti. “La Turchia sostiene la pace, il dialogo e la diplomazia” ribadisce il presidente Erdogan: l’episodio di ieri dimostra che Ankara “ha soltanto difeso la sua sicurezza e i diritti dei suoi fratelli” turcomanni. Nel frattempo le forze armate turche hanno rafforzato i controlli aerei del confine con la Siria. Da oggi i caccia F-16 turchi di pattuglia saranno 18, mentre finora erano stati al massimo 12. “La Russia è nostra amica e nostra vicina – spiega il premier Ahmet Davutoglu – Abbiamo fornito alle autorità russe le informazioni necessarie sul jet” abbattuto, “non vogliamo un’ulteriore escalation. I canali di comunicazione restano aperti”.

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  4. Ciao Mario

    c’è da eliminare un branco di straccioni esaltati che ammazza esseri umani
    per sport, e questi si mettono a litigare se un aereo volava mille metri più
    in qua o più in là. Ma che ha fatto questo jet russo, ha tentato di
    bombardare Ankara?

    Con l’abbattimento dell’aereo russo, i turchi hanno voluto vendicarsi dei
    bombardamenti che hanno distrutto i depositi di petrolio e le autocisterne
    che trasportavano il petrolio, a metà prezzo, in Turchia. Spero che con
    questo si dica addio all’entrata in Europa dello stato ottomano.

    “Si dice” che i terroristi lascieranno in pace l’Italia, perché questa
    sarebbe la condizione posta dalla mafia, che fornisce all’Isis armi e
    qualunque altra cosa di cui abbia bisogno – purché “non ci rompa i coglioni”

    Confermi?

    Cordialità

    Massimo Giacon

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  5. Francesco.
    Non sappiamo e quasi certamente non potremo sapere come sono andate esattamente le cose.
    La violazione dello spazio aereo turco è plausibile perché la Russia ha iniziato i bombardamenti contro l’ISIS, le cui roccaforti sono immediatamente al di la della linea di confine. Lo ha fatto dopo che è emerso incontrovertibilmente che la strage degli inermi turisti sul Sinai era dovuta ad un attentato. Fino ad allora le attività aeree erano concentrate sulla parte del Paese controllata dalle formazioni sostenute dai Sauditi, ovvero quelli che sono chiamati “ribelli moderati” con un eccesso di faccia tosta visto che si rifanno ad Al Qaeda e che compiono atrocità d’ogni tipo, non inferiori a quelle commesse dagli Hezbollah e dai soldati di Assad, ma sempre inferiori alla ferocia dell’ISIS.

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