La Russia garantirà la sicurezza dei velivoli impegnati in Siria

241115 Moskva
“Lo Stato Maggiore sta attualmente predisponendo misure aggiuntive per garantire la sicurezza di velivoli impegnati in Siria. Primo: tutti gli aerei d’attacco saranno scortati da caccia da combattimento. Secondo: saranno prese misure per rafforzare la difesa aerea con immediata copertura ad opera dell’incrociatore Moskva. Comunichiamo che qualsiasi, ripetiamo qualsiasi potenziale nemico, sarà distrutto. Terzo: tutti i contatti militari con la Turchia sono stati interrotti.” E’ quanto hanno appena comunicato dallo Stato Maggiore russo.

Così come avevamo ribadito lo scorso 5 ottobre, Putin ha di fatto instaurato una sorta di no-fly-zone grazie al dispiegamento dell’incrociatore lanciamissili Moskva a protezione della città costiera di Latakia. Lo schermo difensivo copre anche la zona meridionale della Turchia e quelle basi utilizzate dagli USA per i raid in Siria.

3231407121_374a5c44cd_b.jpgUn solo battello, la domanda potrebbe essere lecita per i non addetti ai lavori, potrebbe davvero scoraggiare i caccia della coalizione a guida USA? La risposta è si, perché il Moskva porta con se 64 missili terra aria S-300 PMU-1/2. Quei 64 missili di ultima generazione, in grado di abbattere sia caccia che missili balistici fanno del vettore classe Slava un incubo per la coalizione. Se a questo aggiungiamo che quella dinanzi le coste siriane è la nave più potente mai realizzata dalla Marina sovietica, pensata espressamente per devastare le portaerei USA (non per nulla le Slava sono soprannominate “carrier-killer” con i suoi SS-N-12 Sandbox lanciati a sciami), il quadro appare ancora più sinistro.

Il pretesto del corridoio aereo sicuro per colpire l’Isis, impone alla coalizione di rivedere l’intera strategia perché sarà costretta a coordinare ogni operazione con Siria, Russia e Libano.

L’alternativa? volare in uno spazio aereo protetto da batterie missilistiche di ultima generazione e, dopo gli episodi di oggi, dal grilletto facile. Nessuna forza aerea presente nella Regione potrebbe alzarsi perché sarebbe alla mercé degli S-300. Quei 150 km di autonomia sono un incubo per i caccia israeliani, inglesi, giordani e turchi. Gli stessi americani, hanno per lo più caccia F-16 nella Regione che non avrebbero scampo contro una schermatura simile.

(di Franco Iacch) 24/11/15  (foto: TASS)

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