HOLLANDE ALL’ULTIMA SPIAGGIA

118253-md.jpgLa Francia tenta di risalire la china nella quale è sprofondata con i tragici attentati di Parigi, ma i successi tardivi della sua sicurezza non bastano. Quale che sia la madre di questa svolta europea del terrorismo, messo alle corde da Putin in Siria, Hollande si trova ad affrontarla con le sue azioni al minimo storico. La dichiarazione dello stato di guerra e l’appello all’Occidente hanno registrato una tiepida accoglienza da parte dell’Unione europea, incapace di agire, una volta di più, perché politicamente inesistente. Non parliamo di Washington, che, con il consueto cinismo, ha palesato e fin troppo, la matrice delle morti parigine: In Siria, Putin vanifica l’assalto del terrorismo a Bashar Al Assad? E il terrorismo risboccia in Europa, la sprofonda nell’orrore e la chiama alla guerra contro l’Islam. Come sempre, la politica USA cerca di prendere due piccioni con una castagna ed ecco, rapidi e solerti, i fautori degli Stati Uniti d’Europa – la bufala del secolo – chiedere “più Europa” e, addirittura, un esercito unico europeo, cioè e allo stato dei fatti, il controllo totale delle forze armate europee da parte della NATO. Il cappio si stringe! Così, invece di cogliere l’appello dell’alleata Francia nella guerra contro i fondamentalisti islamici (si scrive contro i fondamentalisti islamici, ma si legge contro Putin), Obama ha profittato dei morti di Parigi, per continuare a sostenere che la minaccia terroristica nel e del Medio Oriente verrà meno immediatamente allontanando dal potere Bashar Al Assad, dopodichè il processo di pace prenderà rapidamente avvio da solo. Viene da dire: Chi meglio di Obama potrebbe affermare che il terrorismo in Siria esiste perché al governo del petrolio siriano e della Banca Centrale della Siria c’è Bashar Al Assad, un nemico delle multinazionali? Pace ai morti di Parigi, ai morti siriani, agli eroici morti curdi, a tutte le vittime presenti, passate e, purtroppo, future del dominio del dollaro o del petrolio, se preferite.

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Ma Hollande, già pesantemente affossato dagli eventi, altrettanto tragici di De Mergerie, di Charlie Hebdo, dall’affare Mistral, è politicamente alla fine e non può stare al gioco. Questa volta non gli bastano le parole (minacciose?) di J. Kerry e tenta la via della guerra all’ISIS, a fianco di Putin. Dove, poi, i bombardieri francesi sganceranno le loro bombe liberatrici è un altro problema. Parigi, dunque, è scesa in guerra. E la NATO? La NATO è uno strumento della politica USA e il teatrino continua.

201115 de gaulleParigi ha coordinato con i russi le missioni dei Mirage dalla Giordania e dei 26 Rafale imbarcati sulla portaerei Charles De Gaulle, orgoglio e pianto della Marine Nationale. Le fregate francesi, russe, una belga, una australiana hanno assunto la scorta della portaerei e la Gran Bretagna si è aggiungerà domani con la fregata HMS Defender e l’US Navy si è fatta sotto nel Golfo Persico. Un coro che ben rappresenta la partita in atto nel Medio Oriente. La Charles De Gaulle è a propulsione nucleare, come è nucleare il sottomarino killer che l’accompagna. La portaerei, bellicamente, vale meno di metà di una americana, ma il suo impegno nelle operazioni è un chiaro messaggio per tutti. Qualcuno ipotizza che Hollande e Putin stiano intraprendendo un percorso che allontana Parigi da Washington. Niente di tutto questo. L’unica cosa certa è che la gente di Raqqa, già separata dal resto del mondo dall’ISIS, ha ricevuto qualche pacco di bombe in più, stavolta francesi e che questa notte, Al Baghdadi ha dovuto trasferire in tutta fretta il suo comando a Mosul.

Grazie Obama.

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