8 NOVEMBRE IN PIAZZA MAGGIORE A BOLOGNA

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Matteo Salvini in Piazza Maggiore a Bologna ha preso le redini del centrodestra direttamente dalle mani di Silvio Berlusconi, presente alla manifestazione organizzata dalla Lega Nord? E’ quello che si chiedono osservatori e analisti politici in queste ore dopo la kermesse del Carroccio alla quale ha anche partecipato il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Un centrodestra ringiovanito, ma chi può dire se durerà fino alla prossima competizione elettorale?

Riassumendo i commentatori, evidentemente, di parte: La Lega ha svolto l’annunciata manifestazione a Bologna, ma da quella storica piazza non è nata l’alternativa a Matteo Renzi. Un centro destra a trazione leghista, con Fratelli d’Italia come ruota di scorta, non ha il dna per governare, perché una politica diversa da quella, che Salvini e Meloni giudicano sbagliata ed  imposta dalla Ue, non solo non è praticabile, ma non esiste (dicono loro). Purtroppo, manca la componente di centro. Forza Italia si sta consumando come una candela. E Berlusconi ricorda una vecchia soubrette che recita su copioni d’altri tempi.

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Torniamo in Piazza Maggiore:

“Cosa vi aspettate da questa giornata? Vince Salvini?” Fu la domanda di un cronista: “Vogliamo un progetto politico alternativo a questa oligarchia, che ci riporti alla democrazia del lavoro, contro questa Europa del profitto a scopo di profitto. La scelta del leader viene dopo e verrà dal voto. “

“Ma tra Meloni, Berlusconi e Salvini? Salvini?”

Risposta ovvia: “Perché no?”

La piazza leghista non ha mostrato di comprendere appieno l’estrema necessità di questo fronte unito per battere Renzi, i servi e le politiche della BCE. Non è stata preparata. Questo sì, è un compito urgente da assegnare al territorio e deve essere pianificato e coordinato intorno al nuovo progetto politico e allo Statuto che ne risulterà. Risulterebbe impossibile coagulare gli animi del popolo del centro destra intorno al nuovo soggetto politico, continuando a parlare di secessione e a contestare i leader di questo Patto. Mai come in questa occasione posso dire che il tempo è denaro.

La scelta e la condivisione di questo progetto politico è l’occasione per scuotere gli animi di quanti in Italia hanno messo in angolo la politica; per risvegliare gli europei, fiaccati da questa Unione europea delle banche e dall’invasione in atto, per puntare decisamente a un Europa libera di Stati sovrani confederati, che costruisca le basi di un dialogo nuovo fra la decadenza del dollaro e l’affermarsi delle nuove economie.

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