L’ALTERNATIVA AL POTERE E ALLA POLITICA MALATA.

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Lelio Alfonso, Coordinatore Nazionale di Italia Unica, magnifica persona che stimo moltissimo, scrive: “La sortita del ministro Beatrice Lorenzin sulle elezioni amministrative a Roma somiglia più a un’ammissione che ad una gaffe. Che un alto esponente di un partito teorizzi una convergenza di altre due forze politiche (ma non quella a cui appartiene) verso un candidato che rifiuta le etichette partitiche è di certo una novità, e non una bella novità sia chiaro. Il Patto del Nazareno diventa Patto del Campidoglio, con Alfio Marchini come icona di un’ammucchiata Pd-Forza Italia che molto somiglia al Partito della nazione tanto amato da Verdini. La neocentrodestrista (si dice così?) non smentisce e quindi dobbiamo pensare che proprio in quale stanza buia si pensi che i cittadini abbiano l’anello l naso, ovvero che il civismo si possa piegare agli interessi di partiti in difficoltà e quindi desiderosi di non apparire ufficialmente ma di continuare a tramare eccome per il potere. E’ in questa chiave che si può leggere anche l’idea di Renzi di rivedere l’Italicum, improvvisamente non più un totem intoccabile, ma merce di scambio con nuovi e vecchi sodali. Insomma, brutte nuove all’orizzonte, se non emergerà con chiarezza che un grande progetto di alternativa, pronto a partire dalle città, Milano in testa con Corrado Passera, è in grado davvero di scardinare questa visione personalistica e padronale del modo di amministrare i comuni e il Paese. Italia Unica lavora con orgoglio proprio a questo.”

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Ebbene, la destra di centro ha ben compreso che la frammentazione attuale ne decreterà la sparizione. Condivido la necessità di un grande progetto di alternativa e vedo che Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono su questa strada e con buoni numeri, ma il neo Patto del Campidoglio fra Pd e Forza Italia si pone come un equivoco ostativo da sciogliere al più presto. Penso che anche Italia Unica debba uscire dall’equivoco che gli tramanda l’appartenenza di Corrado Passera al governo Monti. In estrema sintesi, chi è con le banche, con l’Unione europea della BCE, del Profitto a scopo di Profitto anziché del Lavoro non garantisce, nell’immaginario degli elettori, il realizzarsi di una alternativa; al di là delle dichiarazioni programmatiche e della qualità dei soggetti che la propongono. E’ un fatto che ho verificato a lungo. Il passo indietro, annunciato da Berlusconi e, in parte,la candidatura a sindaco di Corrado Passera si pongono ancora come una scelta personalistica, sia pure di segno contrario. La decisione deve essere un’altra, di diverso livello e guardare a un progetto comune che abbia di mira le fondamenta dell’Europa: Vogliamo andare verso una confederazione di Stati sovrani, espressione della democrazia e con una politica estera e di difesa comune, come falsamente si proponeva a Maastritch, o ci vogliamo far seppellire definitivamente da questa Unione europea dei mercanti del denaro, antidemocratica? Fatto questo passo, sarà l’elettorato a scegliere quale dei troppi leader del centro-destra dovrà rappresentarci e guidarci verso una destra sociale. Ne verrebbe la spinta necessaria a riportare alla politica il popolo degli astensionisti e a rifondarla intorno a un codice etico. L’alternativa sarebbe che l’attuale servitore dei poteri finanziari sia legittimato (non posso dire costituzionalmente) dal voto e faccia tabula rasa della democrazia e dello Stato sociale. Mario Donnini

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