CIAO ERMES.

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SULLA LEGITTIMA DIFESA ..DAI DELINQUENTI, PRIMA, E DAI MAGISTRATI, POI.

SIGNORI GIUDICI, METTETE A NANNA I VOSTRI CODICI. QUI C’È DA RISCRIVERE TUTTO.
Con la gente che hanno fatto entrare, c’è poco da filosofare. Noi vogliamo che chi viola una casa venga accolto a cannonate, se possibile.
Qualcuno ha detto: “Meglio un ladro steso che un cittadino sotto terra”. Voglio provare a tradurlo.
Il fondamento giuridico dell’istituto della legittima difesa sta nella proporzionalità che la difesa deve avere rispetto alla minaccia. Se entra in casa un ladro, so che ruberà; ma ho la ragionevole certezza che non mi ucciderà, che non correrò pericoli per la mia incolumità.
Ucciderlo rappresenterebbe un eccesso privo di giustificazione giuridica, da sanzionare.
Così era nella nostra società ed è stato tradotto in legge; ma così non è più.
Chi entra in casa per rubare non è più, quasi mai, un prodotto negativo della nostra società.
Viene da mondi diversi, dove la vita, la donna, l’infanzia non godono di rispetto. Peggio, se la sua religione ci fa apparire come blasfemi.
Chi può dire se sgozzerà, se stuprerà, se ucciderà, magari in nome del suo dio o perché l’ha sempre fatto?
Chi mi dice se ho di fronte o se sta entrando in casa un combattente assatanato, capace di uccidere con le sole mani, con un colpo solo, facile, che bisogna conoscere?
Chi mi dice se è o se sono armati?
MA SE NON SONO IN GRADO DI MISURARE IO LA MINACCIA, IL PERICOLO DI AGGRESSIONE, COME POTETE PENSARE CHE POSSA IO COMMISURARVI LA DIFESA?
La novella del 2006 ci crede pezzi di ghiaccio, dimentica l’esiguità delle Forze dell’Ordine a fronte di questa invasione e ci impone di porre a confronto un pregiudizio di entità trascurabile per l’aggredito a fronte di un grave pregiudizio per l’aggressore. In caso di ritirata del delinquente, da per scontato il caso della desistenza. Fantasie! Meglio, molto meglio il Codice Penale tedesco che, più realisticamente, mette in conto la confusione, il timore o lo spavento.

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