LA LEGGE E I LADRI; GLI SCHIAVI.

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Siamo circondati dai ladri: ladri, a modo loro, ma per sempre, fino a multipensionati per diritto istituzionale, ladri nel Governo, nel Parlamento, nella Pubblica Amministrazione. Anche le banche appena possono, rubano, per legge o contro la legge, non importa più come. E, poi, i ladri che delinquono nelle case, nelle strade, sui mezzi pubblici. I magistrati “ incontinenti !”che li rimettono in libertà, rubando la dignità al lavoro delle Forze dell’Ordine. Una cosa è sicura: non c’è più sicurezza, rispetto della persona, della proprietà, della cosa comune, della propria e dell’altrui dignità. Le leggi per i ladri? Anche quelle abbiamo, ma a loro favore. L’istituto del Patteggiamento, introdotto, com’è d’uso, ormai, con un falso: Diminuire i tempi d’attesa dei processi, consente di ricomprare, con pochi spiccioli, l’innocenza a chi ha rubato miliardi, devastato il territorio a proprio uso e consumo, calpestato i diritti. Addirittura, un partito ha fatto dell’onestà uno slogan, una bandiera. Una femmina, ma chiamiamola troia, come si merita, sbandiera ai quattro venti il furto della nostra terra, della Nazione, della nostra cittadinanza che non è una parola, ma un “fascio” di valori, di principi fondanti, custoditi nella Costituzione della Repubblica. E, pure quella: la Repubblica ci vogliono rubare, imprigionandoci in un fantasma impossibile come gli Stati Uniti d’Europa; impossibile perché non potrà mai esserci una casa comune con leggi tradotte in 25 lingue; che non potrà fondare soltanto su una moneta e sulla sua polizia anti-insurrezione.
Abbiamo toccato il fondo. Dicono i napoletani: “O pisce puzza dalla capa”, ed è vero se è stato scritto che sette “onorevoli predatori”, dalla faccia come il culo: Giancarlo Cito, Giancarlo Galan, per primi, ardiscono rivolere il vitalizio perduto. Non solo loro. Riporto lo scritto, perché fa tremare i visceri: “Anche De Lorenzo rivuole il suo vitalizio da 4.013 euro mensili. Ha fatto ricorso contro la legge che glielo toglie il vitalizio perché condannato a 5 anni per associazione a delinquere. Francesco di Lorenzo, ex ministro quel vitalizio lo prende da 21 anni e il suo ricorso l’avvocato ex deputato di Forza Italia Maurizio Paniz lo motiva tra l’altro con l’argomento che vuoi togliere a un signore di 80 anni una abitudine/consuetudine, insomma un diritto acquisito, acquisito perché così è da un sacco di tempo? Giancarlo Galan e Amedeo Matacena il ricorso contro l’esclusione dal vitalizio l’hanno fatto addirittura preventivo. Galan ha patteggiato 2 anni e otto mesi, è ai domiciliari, continua a percepire lo stipendio da deputato, è uno dei protagonisti del pantano-laguna della corruzione intorno al Mose di Venezia. Matacena è a Dubai, 5 anni da scontare per concorso esterno in associazione mafiosa, in Parlamento c’è stato fino al 2001. Giulio Di Donato, 4.035 euro mensili di vitalizio, motiva il suo ricorso, lo sostiene con “obblighi di assistenza familiare”, così come Raffaele Mastrantuono (3.884 euro mensili). Insomma si sono separati e se togli il vitalizio a loro, alle ex mogli poi il vitalizio chi lo paga? Giancarlo Cito, 2.390 euro mensili, sostiene che questo è il suo unico reddito, per se stesso e la moglie. Gianmario Pellizzari adotta la stessa linea di difesa, anche se non lo stesso è il suo vitalizio: 5.481 euro mensili. Tutti “vittime” della legge che toglie il vitalizio agli ex parlamentari condannati a pene superiori ai due anni. Tra loro anche Silvio Berlusconi, Marcello dell’Utri, Cesare Previti che però hanno avuto il pudore di non fare ricorso. Note a margine della storia di queste sette predatori del vitalizio perduto. L’avvocato Paniz perora non solo la loro causa, fa lo stesso con i consiglieri regionali del Veneto e del Friuli che del vitalizio non hanno accettato neanche i tagli. Due dei sette vengono dal Psi che fu, uno dal Psdi che fu, uno fu sindaco di Taranto indipendentissimo di destrissima, uno fu ministro del Pli, uno era nella Dc, gli altri due sono ed erano nell’orbita Forza Italia, avvocato compreso.”


La Carta Sacra dei Principi in mano a una feccia che si fa chiamare politica. Popoli con millenni di civiltà scaraventati in una pentola di letame, il cui coperchio si chiama Unione Europea, ma non è Europa. Vogliamoci bene, fratelli, leviamoci dal fondo. Sopra di noi c’è il Lavoro, il Rispetto, la Dignità!

Bersani su pareggio di bilancio in Costituzione

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