SMASCHERATO IL PIANO USA DI SCHIACCIARE LA SIRIA CON IL PRETESTO DELL’ISIS

U.S. President Barack Obama (L) and Turkey's Prime Minister Recep Tayyip Erdogan take part in a family photo during the G20 Summit of major world economies in Cannes November 3, 2011.   REUTERS/Philippe Wojazer (FRANCE  - Tags: POLITICS BUSINESS)   - RTR2TKEP
U.S. President Barack Obama (L) and Turkey’s Prime Minister Recep Tayyip Erdogan take part in a family photo during the G20 Summit of major world economies in Cannes November 3, 2011. REUTERS/Philippe Wojazer (FRANCE – Tags: POLITICS BUSINESS) – RTR2TKEP

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di Luciano Lago –

Il Presidente Obama ha comunicato di aver deciso di permettere le incursioni dell’aviazione USA sulla Siria per difendere i “ribelli moderati” addestrati dall’Esercito statunitense, anche nel caso che gli attacchi provengano da foze dell’Esercito siriano del governo di Bashar al-Assad.

La decisione di Obama arriva dopo molti tentennamenti e segna uno spartiacque in quanto significa una estensione del conflitto direttamente contro la Siria, con il pretesto dichiarato di combattere contro lo Stato Islamico. Obama ribadisce che i “ribelli moderati” sono stati addestrati dagli USA per combattere contro l’ISIS ma non spiega come mai si decide di attaccare, congiuntamente a quanto sta già facendo la Turchia, le uniche forze che in questo momento stanno combattendo sul terreno con successo contro lo Stato Islamico: l’Esercito siriano e le milizie curde.

Non sappiamo quanti possano ancora prestare fede alle evidenti menzogne della propaganda di Washington : gli USA hanno voluto far credere prima di voler combattere lo Stato Islamico con una coalizione da loro capeggiata dove erano presenti i paesi direttamente coinvolti nella formazione e nel finanziamento dell’ISIS (Arabia Saudita, Qatar e Turchia), una volta  che questa ha dimostrato di aver ottenuto risultati militari inefficaci ed ininfluenti (l’ISIS è avanzata nonostante la coalizione), adesso vogliono far passare la narrazione di un loro intervento militare necessario per proteggere i “ribelli moderati” che dovranno affrontare in contemporanea l’ISIS e l’Esercito siriano, mentre l’alleato turco bombarda i curdi che avevano sconfitto l’ISIS sulla zona nord della Siria facendolo arretrare.

Un evidente tentativo di “arrampicarsi sugli specchi” per giustificare un intervento diretto degli USA per rovesciare il governo di al-Assad e procedere alla frammentazione del paese, la vera ossessione per Obama ed il suo staff.

Vi era stato anche un comunicato di Obama che giustificava le azioni militari della Turchia e la prova più evidente della mala fede di Obama quando in questo comunicato si qualificano quali “azioni di autodifesa” il bombardamento delle postazioni curde effettuato dall’aviazione turca e quando Obama annuncia l’intenzione di creare una zona di “sicurezza” o di non sorvolo sul territorio siriano e di difendere con l’aviazione i così detti “ribelli moderati”, un gruppo addestrato dagli USA (come tutti gli altri) e inviato sul campo per combattere contro l’esesrcito di Assad e contro l’ISIS, che fino ad ora ha rappresentato un fiasco totale per il programma della Casa Bianca.

Tutti sanno che le armi inviate ai “ribelli moderati” sono finite nelle mani dell’ISIS e di Al-Nusra e che nei campi di addestramento in Giordania ed in Turchia, dove sono presenti istruttori dell’Esercito USA, sono passati molti dei mercenari takfiri che hanno poi operato con lo Stato Islamico. Tutto abbondantemente documentato e persino ammesso da vari esponenti dell’Ammnistrazione USA. Vedi: Americani hanno addestrato jihadisti ribelli” dell’ISIS

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Il rapporto del Pentagono definisce come “Stati revisionisti” la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord. L’obiettivo primario è posto sulla Russia. Washington spera di cooptare la Cina, nonostante le “tensioni nell’area Asia-Pacifico” causate dalla difesa cinese della sua sfera di influenza, una difesa “incoerente con il diritto internazionale” (questo detto dagli USA, grandi violatori del diritto internazionale), girando quello che rimane del mercato dei consumatori americani alla Cina. Non è ancora certo che l’Iran sia scampato allo stesso destino che Washington ha imposto all’Irak, all’Afghanistan, alla Libia, alla Siria, alla Somalia, allo Yemen, al Pakistan, all’Ucraina e, attraverso la sua complicità, alla Palestina.

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Il Pentagono conclude che l’America non è sicura se non conquista il mondo. Il piano di guerra USA contro la Russia

Il Pentagono ha rilasciato la sua “Strategia militare nazionale degli Stati Uniti d’America 2015” in giugno.

Il documento annuncia un cambio di obiettivo, dai terroristi ad “attori statuali” che stanno “sfidando le norme internazionali”. E’ importante capire cosa queste parole significhino. I governi che sfidano le norme internazionali sono nazioni sovrane che perseguono politiche indipendentemente dalle linee di Washington. Questi “Stati revisionisti” sono minacce non perché pianifichino di attaccare gli Stati Uniti, che il Pentagono ammette non sia un obiettivo né della Russia né della Cina, ma perché essi sono indipendenti.

Siate sicuri di cogliere il punto: la minaccia è l’esistenza di Stati sovrani la cui indipendenza di azione li rende “Stati revisionisti”. In altre parole, la loro indipendenza è in disaccordo con la dottrina neoconservatrice di “Unica Potenza”, che dichiara che le azioni indipendenti siano un diritto solo di Washington. L’egemonia data a Washington dalla storia preclude ad ogni altra nazione la possibilità di essere indipendente nelle sue azioni. Per definizione, una nazione con una politica estera indipendente da Washington è una minaccia.Il rapporto è sufficientemente audace nella sua ipocrisia, come del resto ogni documento di Washington, da dichiarare che la Casa Bianca e i suoi vassalli “sostengono le istituzioni e i processi dedicati alla prevenzione dei conflitti, al rispetto della sovranità e al rafforzamento dei diritti umani.” Questo detto dall’apparato militare di un governo che ha invaso, bombardato e rovesciato 11 governi, uccidendo e costringendo all’esodo milioni di persone dal regime di Clinton a quello attuale che sta lavorando per rovesciare governi in Armenia, Kirghizistan, Ecuador, Venezuela, Bolivia, Brasile, e Argentina.

Nel documento del Pentagono, la Russia è sotto attacco per non aver agito “in accordo con le norme internazionali” che significa che la Russia non segue l’egemonia di Washington e non si comporta come un vassallo, che è il comportamento da riservare all’Unica Potenza.

In altre parole, questo è un rapporto scritto dai Neoconservatori al fine di fomentare la guerra con la Russia.

Nient’altro può essere detto in merito a questo rapporto del Pentagono, che giustifica la guerra a oltranza finché nessuno esista. Senza guerra e conquiste gli Stati Uniti non sono sicuri. Questo percorso verso una fine del mondo nucleare viene ripetuto in maniera martellante ogni giorno nelle teste degli Americani e dei vassalli europei dalle agenzie di stampa occidentali. “La guerra ci rende sicuri!”.

Il modo di Washington di guardare alla Russia è lo stesso che Catone il Censore riservava a Cartagine. Catone finiva ogni suo discorso al Senato Romano con la frase “Carthago delenda est”.

Questo rapporto del Pentagono ci dice che la guerra con la Russia è il nostro futuro a meno che la Russia non accetti di diventare uno Stato vassallo come ogni altro Paese in Europa, il Canada, l’Australia, l’Ucraina e il Giappone. Altrimenti, i Neoconservatori hanno deciso che è impossibile per gli Americani tollerare di vivere in un mondo in cui gli altri Paesi prendano decisioni indipendentemente da Washington. Se l’America non può essere l’Unica Potenza che decide per il mondo, meglio che si muoia tutti. Almeno è quanto mostreranno i Russi.

Obama ha gettato la maschera ed ha dimostrato con i fatti quanto lo Stato Islamico sia uno strumento della strategia degli USA, un pretesto creato da loro stessi( in collaborazione con sauditi e turchi) per intervenire in Siria ed in Iraq e destabilizzare quei paesi per riportarli sotto la “tutela” USA e favorire un piano di balcanizzazione del Medio Oriente, da molto tempo predisposto dagli strateghi di USA ed Israele. Vedi: Il piano di “balcanizzazione” del Medio Oriente conforme al progetto della “Grande Israele”

Fondamentale il ruolo del Turco Ottomano Erdogan: partner degli USA ed alleato della NATO si è prestato fin dall’inizio a sostenere i gruppi terroristi entrati in Siria dal confine turco ed adesso scende in campo direttamente con il supporto USA per annientare la resistenza curda ed indebolire l’esercito siriano in modo di arrivare ad un rovesciamento del governo di al-Assad.

Una evidente aggressione contro l’indipendenza  di un paese sovrano, membro dell’ONU e con un governo eletto dalla maggioranza della popolazione siriana. Una smaccata operazione di ingerenza neocoloniale USA che non perdonano al governo di Assad di aver sbarrato il passo agli interessi angloamericani nel suo paese ed essere considerato uno degli irriducibili nemici di Israele (fatto intollerabile per Washington).

Vergognosa la posizione dei paesi europei che si prestano complici al gioco sporco degli USA contro i loro stessi interessi. Vergognoso il massacro imposto alla popolazione siriana per trovarsi in contrasto con gli interessi egemonici degli USA e dei loro alleati: 260.000 vittime, immani distruzioni ed 8 milioni di profughi, il maggior esodo di popolazione civile dalla seconda guerra mondiale.

Evidente che gli USA vogliono fare della Siria un’altra Libia con tutte le conseguenze che questo apporterà anche sull’Europa, imbelle e succube delle politiche di dominio degli USA.

Non sappiamo quello che succederà sul campo, di sicuro la Siria non cederà e non ha intenzione di arrendersi nè agli americani nè ai turchi: i siriani sanno bene chi sono i responsabili del cataclisma che ha scosso il loro paese.  Vedremo quale sarà la reazione della Russia, che fino adesso ha protetto la Siria e dell’Iran, che non può non essere consapevole che, dopo la Siria, sarà il paese persiano il successivo obiettivo di Washington.

Possiamo però prevedere che la scelta di Obama avrà dei costi molto pesanti per gli USA, la cui arroganza imperiale è ormai smascherata innanzi a tutte le nazioni del mondo, molte delle quali gli hano voltato le spalle, come accaduto in Latino America. Costi che saranno ancora più alti   per i paesi europei che subiranno le più dirette conseguenze dalla destabilizzazione del Medio Oriente.

Fonte: Controinformazione

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Un pensiero su “SMASCHERATO IL PIANO USA DI SCHIACCIARE LA SIRIA CON IL PRETESTO DELL’ISIS

  1. È cominciata la guerra turco-americana contro Isis. Gli Stati Uniti hanno attaccato una posizione jihadista in Siria, partendo per la prima volta dalla Turchia. Il comandante Elissa Smith, portavoce del Pentagono, ha confermato che “gli Stati Uniti hanno cominciato missioni contro lo Stato Islamico partendo dalla base aerea di Incirlik in Turchia. Gli attacchi sono avvenuti con successo”. Secondo Smith, queste operazioni si producono dopo che il governo di Ankara ha autorizzato a luglio l’ingresso delle forze americane nella base turca per attaccare Isis in Siria. Fino ad ora, la coalizione internazionale contro gli estremisti islamici aveva utilizzato la base di Incirlik solo per il decollo dei droni.CAMBIO DI IDEALa Turchia, come membro della Nato, si era rifiutata di sostenere le operazioni della coalizione contro Isis per timore di favorire i curdi in Siria. Loro combattono anche contro i jihadisti nella frontiera turco-siriana. Ma dopo la strage a Suruç il 20 luglio, dove Isis ha ucciso 32 ragazzi turchi, la Turchia ha cambiato idea e ha cominciato le trattative con gli Stati Uniti per un’offensiva comune.CONTRO I CURDIMentre le forze politiche turche discutono la formazione di una grande coalizione per il nuovo governo, il presidente Recep Tayyip Erdogan ha confermato che continueranno gli attacchi militari contro i ribelli di Pkk. “Queste operazioni continueranno… lotteremo con determinazione. Non ci fermeremmo”, ha detto. Il presidente considera “fermo” il processo di pace iniziato nel 2012 con il Pkk.GUERRA AL TERRORISMOLa guerriglia curda di Pkk è nel mirino della Turchia da quando il 24 luglio è stata annunciata la “guerra al terrorismo”. Per il governo turco in carica, Stato Islamico e Pkk sono sullo stesso piano. E non importa se i guerriglieri curdi combattono le posizioni jihadiste di Isis: l’obiettivo dei bombardamenti curdi sono le posizioni di Pkk in Irak.Quindi si spara all’ISIS e si spara ai Curdi, che per la Turchia sono sullo stesso piano, salvo che in Turchiac’è, ora, un problema anche politico: il Partito Democratico dei Popoli (Hdp), di tendenza pro-curda, per il risultato delle ultime elezioni. L’Hdp ha ottenuto 80 seggi su 550, strappando la maggioranza assoluta che da anni godeva il partito Akp di Erdogan

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