DALL’IMMIGRAZIONE SELVAGGIA A UNA DISCUSSIONE SULL’ISLAM

Il cammino cristiano

FONDAMENTALISMO: Confronto tra Cristianesimo e Islam

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INDICE

Definizione di fondamentalismo
Elementi in comune tra Cristianesimo e Islam
Tono generale del Cristianesimo e dell’Islam
Trattamento riservato alle donne
La natura di Dio
La natura dell’uomo
La salvezza
Il cielo
Il Corano
Gli Hadith
La Bibbia
Gesù e Maometto
Conclusione
Invito
Definizione di fondamentalismo

Il termine fondamentalista è diventato un termine peggiorativo. In realtà, questo non è necessario.

Fondamentalismo è un sinonimo di ortodossia. Un religioso fondamentalista è semplicemente una persona che è fedele alle dottrine della propria religione.

È una pratica comune, oggi, professare o praticare una religione in modi che non sono ortodossi. Ci sono, ad esempio, Cristiani nominali, Musulmani nominali, Giudei nominali, e così via. Queste persone accettano l’etichetta della loro religione, ma non i suoi credi o le sue pratiche. Possono anche frequentare i culti, ma nella loro mente rigettano molte delle dottrine di base.

Per comprendere il Cristianesimo e l’Islam, dobbiamo considerare irrilevante quel che un Cristiano o un Musulmano possono improvvisare relativamente alle loro rispettive religioni. Chiunque può inventarsi una propria religione, ad esempio, prendendo dalla Bibbia quello che gli piace e strappando via quello che non gradisce. Ma questo è un atto disonesto e ipocrita, e probabilmente è considerato un’eresia per qualunque religione. Su quale base si può affermare di saperne di più su una religione rispetto a chi l’ha promulgata?

Vediamo dunque di esaminare quelli che sono i testi fondamentali delle due maggiori religioni del mondo: il Cristianesimo e l’Islam. Esploreremo e confronteremo, allora, la Bibbia e il Corano (include le tradizioni scritte dell’Islam).

Nel confrontare il Cristianesimo ortodosso (cioè fondamentale) e l’Islam ortodosso (fondamentale), ci rivolgiamo a una varietà di persone, tra cui:

Quelle persone che vogliono sinceramente imparare di più su queste due religioni. Gran parte dei Cristiani conoscono poco sull’Islam (la religione dei Musulmani). Allo stesso modo, gran parte dei Musulmani hanno idee sbagliate sul Cristianesimo. Inoltre, molte persone di entrambe le fedi non conoscono a sufficienza neppure la loro stessa religione per poter convalidare le verità affermate.
Ci rivolgiamo anche a quelle persone che sono nella falsa convinzione che tutte le religioni sono ugualmente valide, o che tutte le religioni portano a Dio. Dimostreremo con chiarezza che il Cristianesimo e l’Islam sono inconciliabili tra loro, offrendo riferimenti dettagliati dalla Bibbia, dal Corano (Qur’an), e dagli Hadith di Bukhari, affinché il lettore attento possa controllare di persona le fonti. Vi invitiamo a farlo.
Gli hadith (“ahadith”) sono raccolte scritte (“tradizioni”) dei detti e delle azioni di Maometto (Muhammad). L’esempio e l’autorità di Maometto hanno grande importanza nell’Islam. Gli hadith, assieme al Corano, sono intesi a governare ogni aspetto della vita, inclusa la legge civile. Esistono diverse raccolte di hadith, ma quella compilata da Bukhari (“Al-Bukhari”, o “Sahih Bukhari”), che visse 200 anni dopo Maometto, è considerata molto importante, specialmente dai Musulmani sunniti, che rappresentano circa l’85% della popolazione Musulmana. Ci riferiremo quindi principalmente a questa raccolta, ma anche agli hadith contenuti nel Sahih Muslim, che fu studente di Bukhari.

Il Corano è suddiviso in 114 capitoli chiamati Sura. Gli hadith di Bukhari sono numerati consecutivamente, e sono suddivisi in 9 volumi, e a loro volta in vari libri.
Elementi in comune tra Cristianesimo e Islam

I Cristiani e i Musulmani hanno alcune convinzioni in comune. Entrambi crediamo che esiste un solo Dio che ha creato l’universo e che è sovrano sulle vite degli uomini. Crediamo che Dio è la fonte della giustizia e della moralità, e che la sua giustizia sarà definitivamente dispensata nella vita dopo la morte in cielo e all’inferno.

I Cristiani fondamentalisti e i Musulmani fondamentalisti credono che cose come la pornografia e il vivere dissolutamente corrompano e contaminino la società. Infatti, una delle ragioni a cui si deve la forte reazione negativa nei paesi Musulmani verso la civiltà occidentale, è l’influenza di tali pratiche emanate dall’Occidente, che essi considerano “cristiano”.

Ma ci sono molte cose su cui siamo in disaccordo. I punti di dissenso toccano ogni importante dottrina religiosa, e sono tanto gravi da essere inconciliabili. Analizzeremo questi problemi uno ad uno.
Tono generale del Cristianesimo e dell’Islam

Molti Musulmani sono persone straordinariamente benevole e desiderose della pace. E l’Islam ha in sé molti elementi di pacifismo. Comunque, chiunque voglia commettere una violenza è perfettamente giustificato dal Corano a farlo. Sebbene la violenza nel Corano a volte è intesa come autodifesa, molte altre volte è violenza gratuita. Numerosi passaggi nel Corano esortano i Musulmani a uccidere gli infedeli (cioè chiunque non è Musulmano). Si vedano le Sura 2:190-193, 2:216, 4:76, 5:32-36, 8:12-14, 8:39, 8:59, 8:65, 9:5, 9:14, 9:23-29, 9:38-41, 9:123, 47:4, 47:35, 61:4, e 66:9.

Osama bin Laden, nel famoso videotape scoperto in Afganistan nel 2001, disse: “mi è stato ordinato di combattere la gente fino a quando essi non diranno che non c’è altro dio se non Allah, e il suo profeta Maometto”. In queste parole echeggia il linguaggio del Corano stesso.

Ma il Corano non è la sola base per la violenza nell’Islam. L’esempio di Maometto stesso ha posto le fondamenta per la violenza mediante le sue opere e i suoi comandi, che si trovano negli hadith. L’11% delle pagine degli hadith di Bukhari fanno riferimento alla Guerra Santa (la “jihad”). La jihad militare è una parte tradizionale e autentica dell’Islam.

Esistono due significati per jihad. Uno si riferisce all’aspetto personale e spirituale di sopraffare i desideri peccaminosi. Ma significa anche usare la violenza per diffondere la religione islamica. Ai Musulmani viene insegnato che chi combatte e muore in una jihad riceve il perdono di tutto il male commesso, e viene ricompensato con una vita lussuriosa in paradiso (si vedano le Sura 3:157-158, 3:169-171, 3:194-195, 4:74, 4:94-97, 22:58-59, 52:17-23, 56:10-38. Inoltre si veda Bukhari 4:63, 72, 80, 85, 137, 175, 216, 266).

Dunque, uccidendo i non Musulmani si ottiene la ricompensa più elevata in questa religione.

Maometto proclamò di aver avuto la sua prima visione da Allah nell’anno 610 D.C. I primi 13 anni del suo ministerio furono contraddistinti da una predicazione pacifica nella città della Mecca. Durante questo periodo, Maometto sembra essere stato un uomo ben intenzionato che cercava di opporsi al paganesimo e al male che veniva compiuto in quei giorni.

Ma nell’anno 623 egli divenne un leader politico nella città di Medina. Col suo potere politico comparve un nuovo comportamento aggressivo. Egli attaccò le carovane pagane e usò la spada per diffondere la sua religione.

Maometto condusse personalmente almeno 27 sanguinose invasioni (alcuni ne riportano più di 60) e ordinò ai suoi seguaci di condurne molte altre. Maometto assassinò molti dei suoi oppositori durante la sua vita. Durante la sua battaglia contro i Giudei Quraiza, donne e bambini furono venduti come schiavi, e centinaia di uomini catturati furono giustiziati. Anche alcuni del suo stesso popolo furono inorriditi da queste cose.

La tradizione di violenza nell’Islam, che è iniziata con Maometto, continua ai giorni nostri. In ogni parte del mondo vi sono prove che alcuni Musulmani uccidono o comunque perseguitano le persone semplicemente perché non sono Musulmane. Questi fatti sono ben documentati in Nigeria, Algeria, Sudan (dove è documentata anche la moderna schiavitù), Egitto, Iran, Afghanistan, Tajikistan, Pakistan, Iraq, e Malesia (chi fosse interessato, può acquistare i videotape dal sito http://www.faithfacts.org).

Secondo l’organizzazione Voice of the Martyr (http://www.persecution.com), ben 160.000 Cristiani vengono uccisi ogni anno a causa della loro fede – e la stragrande maggioranza di essi sono uccisi da Musulmani. Se l’Islam è una religione di pace, perché c’è così tanta oppressione in tutti i paesi Musulmani?

Secondo un documentario PBS Frontline intitolato “Saudi Time Bomb?” (“Bomba a orologeria Saudita?”), nell’anno 2000 i libri di testo del Ministero dell’Educazione dell’Arabia Saudita contenevano un insegnamento ripugnante. Tale insegnamento, che proviene dagli hadith (Bukhari 4:176-177) secondo l’insegnamento di Maometto stesso, fa parte dell’istruzione dell’obbligo per tutti i bambini delle scuole media dell’Arabia Saudita. L’insegnamento, intitolato “La vittoria dei Musulmani sugli Ebrei”, è il seguente:

“L’ultima ora non verrà prima che i Musulmani combatteranno gli Ebrei, e i Musulmani li uccideranno. Così gli Ebrei si nasconderanno dietro le rocce e gli alberi. Allora le rocce e gli alberi grideranno: ‘Oh, Musulmani. Oh, Servitori di Dio. C’è un Ebreo dietro di me. Venite e uccidetelo’.”
Fa parte del testo anche un elenco di princìpi, che comprendono il seguente:

“Ebrei e Cristiani sono i vostri nemici. Essi non approveranno mai i Musulmani. State attenti a loro.”
Si, anche nella Bibbia sono registrati episodi di violenza, in particolare nell’Antico Testamento. Ad esempio, Dio istruì gli Israeliti a uscire dall’Egitto per prendere possesso della terra di Canaan uccidendo tutti i suoi abitanti. Ma vi è una netta differenza con la violenza del Corano.

Dalla Bibbia si evince chiaramente che la società che abitava Canaan meritò il giudizio di Dio in quanto corrotta da ogni sorta di pratica malvagia, tra cui l’abominazione del sacrificio umano di bambini (Deuteronomio 9:1-6, 12:29-31, 18:9-14; 1 Re 14:24; 2 Cronache 33:1-9, Esdra 9:11).
Il ritrovamento di letteratura religiosa cananea nel periodo 1929-37 a Ras Shamra (l’antica Ugarit nella Siria settentrionale) rivela l’adorazione di dèi immorali come El e Baal e la prostituzione sacra nel culto di Anath, Asherah e Astarte. Questa letteratura conferma pienamente le notizie dell’Antico Testamento sulla depravazione religiosa e la degradazione morale dei Cananei. Gli oggetti di culto, le immagini e la letteratura mostrano quanto la religione cananea fosse incentrata sul sesso, sui sacrifici umani, sul culto di serpenti, sulla prostituzione sacra e sui sacerdoti eunuchi. Lo squallido baratro di degradazione sociale a cui conducevano gli aspetti erotici dei culti cananei è scarsamente immaginabile.
Perciò Dio usò gli Israeliti per amministrare una giustizia specifica, proprio come più tardi usò altre società per amministrare giustizia contro gli Israeliti corrotti (vedi ad es. il libro di Geremia).

Esempi come questo nella Bibbia sono tutte circostanze particolari, specifiche, limitate nel tempo, per uno scopo preciso stabilito da Dio. Ma nel Corano, incontriamo comandi universali a uccidere e distruggere i nemici dell’Islam, applicabili a ogni tempo, luogo, e categoria di persone.

Gesù portò un messaggio non violento. Mentre nella storia numerose persone hanno tradito il messaggio di pace di Gesù, i suoi insegnamenti hanno un tono coerente di pace, servizio, amore e umiltà. Egli non ci ha mai detto di uccidere nessuno, e ha disdegnato la violenza. Solo alcuni dei numerosi passaggi biblici che potrebbero essere citati sono: Matteo 5:1-12, 5:43-44, 9:36, 19:30, 26:50-52; Marco 9:35; Luca 6:27-36, 9:54-55, 10:30-37, 22:49-51, 23:32-34; Giovanni 10:7-18, 13:1-17; Galati 5:22-23; Filippesi 2:6-8; 1 Tessalonicesi 5:15; e 1 Pietro 3:8-9. Vi incoraggiamo a leggere questi passaggi toccanti adesso, e considerare come sarebbe il mondo se tutti praticassero gli insegnamenti di Gesù.

Gesù avvertì: “L’ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio. Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me” (Giovanni 16:2-4).
Queste parole, sebbene inizialmente rivolte ai discepoli, hanno un significato potente oggi.

Nell’Islam non c’è niente come il comandamento Cristiano di “amare i propri nemici” e di “porgere l’altra guancia” (Luca 6:27-37). Mentre il Cristianesimo insegna “ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 19:19), il Corano insegna ai suoi seguaci a non fare neppure amicizia con un Cristiano o con un Ebreo (Sura 3:118, 5:51, 64, 60:1-3).

Un altro punto interessante è quello del concetto Islamico di carità, che differisce da quello Cristiano. I Musulmani sono chiamati a fare l’elemosina ai poveri, ma solo ai poveri Musulmani. In questo modo, i restanti beni del Musulmano resterebbero “puri”. Il concetto biblico di carità non è limitato ad alcun gruppo di persone. Infatti, Gesù usò delle illustrazioni per incoraggiare ad aiutare coloro che non sono nella fede (Luca 10:30-37).

L’Islam è una religione di potere e gloria. I Musulmani trovano difficile da credere che i Cristiani possano adorare Gesù, data la sua mancanza di potere politico e apparente sconfitta per mano delle autorità. (Essi mancano di riconoscere che con la crocifissione Gesù fu il vero vincitore, avendo così vinto anche la morte.)

L’Islam è più di una religione; è un’ideologia con dei chiari interessi sociopolitici. Non esiste la separazione tra chiesa e stato nell’Islam ortodosso. Le nozioni occidentali di democrazia e libertà sono in opposizione all’Islam ortodosso. L’umanità intera deve essere controllata completamente dalla legge Islamica, e non deve essere permesso allontanarsi dall’autorità di Allah. Per usare le parole del Dr. Samuel Schlorff, esperto di religione Islamica dell’Arab World Ministries, “i Musulmani credono che il destino dell’Islam sia di estendere il proprio controllo fino a quando l’intera Dar al-Harb [che significa “Casa della Guerra”, e designa l’intero mondo non Musulmano] sia soggetta alla legge Islamica in uno stato Islamico, e ciò include l’uso della forza”.

Il fatto che non esista libertà di religione nei paesi Musulmani è una prova che dimostra che l’Islam non vuole altro che il dominio globale attraverso il controllo politico.

C’è una tradizione credibile nell’Islam che afferma che ci sono tre motivi per cui qualcuno può essere ucciso: assassinio, adulterio, o abbandono dell’Islam (apostasia). Si vedano le Sura 4:89 e 9:12 (per informazioni dettagliate si cerchi la parola “apostate” sul sito http://www.answering-islam.org). Almeno un paese Musulmano, il Pakistan, ha una legge contro la bestemmia. Secondo questa legge, chiunque insulti Maometto può essere messo a morte.

Un’osservazione interessante fatta da R. C. Sproul è che storicamente, più una società ha usato il Corano come fonte per la propria legge, più oppressivo è diventato quello stato. Ma più una società ha usato la Bibbia come fonte per la propria legge, e più libertà è stata osservata in quella società.

Si sente affermare comunemente dalla stampa e dai media che l’Islam è una religione di pace. Questo è vero soltanto se inteso in un senso – la pace verrà quando tutte le religioni “concorrenti” saranno state sottomesse all’Islam (Sura 9:29). I Musulmani che dicono che l’Islam è una religione di pace, possono dirlo solo ignorando o adattando i suoi comandamenti violenti.

Tali questioni spiegano perché i leader Musulmani in tutto il mondo siano stati così accomodanti nel condannare l’attacco dell’11 settembre contro gli Stati Uniti. Anche in America, la loro risposta è stata: “Si, l’attacco era sbagliato, ma…” È ciò che segue il “ma” che è importante per comprendere le loro reali opinioni.

Ai Musulmani viene insegnato che l’Antico Testamento è come la scuola elementare, il Nuovo Testamento è come la scuola media, e il Corano è come l’università. L’Islam asserisce di essere la religione ultima, la più perfetta. Se è così, perché sembra tornare a una violenza ingiustificabile e ben peggiore di quella dell’Antico Testamento? Tristemente, l’Islam ha un lato oscuro, e non c’è modo di dargli ragione appellandosi al contesto.

I Musulmani che commettono atti aggressivi di violenza si comportano in modo coerente con l’Islam fondamentalista.

I Cristiani che commettono atti aggressivi di violenza si comportano in modo contrario al Cristianesimo fondamentalista.

Trattamento riservato alle donne

Nell’Islam, un uomo può avere fino a quattro mogli contemporaneamente (Sura 4:3). Inoltre, un uomo può “battere” una moglie disobbediente (Sura 4:34, Bukhari 8:68). Un esempio di Maometto stesso che batte la propria moglie, è documentato nell’hadith Sahih Muslim numero 2127. (Nota: la parola araba per “battere” è la stessa parola che indica il modo di trattare uno schiavo o un cammello.)

Maometto aveva addirittura sedici mogli, due concubine/schiave, e quattro donne con le quali intratteneva relazioni incerte. Da notare, che una Sura comodamente sembra concedere a Maometto un’eccezione al limite delle quattro mogli (Sura 33:50). Una delle sue mogli aveva appena nove anni quando egli la sposò.

È anche interessante notare che Maometto sposò sua nuora Zainab (Bukhari 9:516-518). Fece in modo che suo figlio adottivo Zaid divorziasse da Zainab in modo da poterla sposare. Il divorzio fu motivato dall’ammirazione che il profeta aveva per la bellezza di Zainab. Messo davanti al rifiuto di Zaid di sciogliere il suo matrimonio, Maometto ricevette un’altra comoda rivelazione da Allah, che non solo imponeva a Zaid di dare sua moglie a Maometto, ma decretava anche che non era sbagliato che un suocero togliesse sua nuora al proprio figlio adottivo (Sura 33:36-38).

Gli uomini sono superiori alle donne, secondo l’insegnamento Islamico. Si vedano le Sura 2:228, 4:34 (nota: in alcune traduzioni, nella Sura 4:34 al posto del termine “superiore” è possibile trovare termini diversi). Per la legge Islamica, la testimonianza delle donne vale metà di quella degli uomini, perché la mente della donna è considerata insufficiente (Sura 2:282, Bukhari 3:826). Le donne sono autorizzate a ereditare solo metà di ciò che fanno gli uomini (Sura 4:11).

La prostituzione è comune in alcuni paesi Musulmani, specialmente in Africa. Alcuni Musulmani giustificano la prostituzione sposando le donne per la notte, che a loro sembra corretto fintanto che restano nel limite delle quattro mogli alla volta. La prostituzione può essere in parte il risultato dell’attitudine delle società Musulmane a dare massima libertà agli uomini, limitando al tempo stesso i diritti delle donne.

Il Corano e gli hadith insegnano che è moralmente accettevole obbligare le donne ad avere rapporti sessuali con chi le cattura (si vedano: Sura 70:29-30; Bukhari 3:432, 436, 5:459, 7:22, 8:600; 9:506; Hadith Muslim numeri 3371 e 3433). Secondo un testimone affidabile che conosciamo personalmente e che è cresciuto in Pakistan, nel mondo Musulmano la violenza sessuale non viene punita in alcune circostanze, specialmente se la vittima non è Musulmana.

Secondo l’Islam, gli uomini possono divorziare dalle loro mogli, ma le mogli non hanno questo diritto (Sura 2:228). Ed è interessante notare che la maggior parte delle persone che vanno all’inferno sono donne (Bukhari 1:28, 1:301, e 2:161).

In contrasto, il fondamentalismo Cristiano non condona alcuno degli abusi sopraelencati. Sebbene alcune figure dell’Antico Testamento abbiano avuto più mogli, questo viene comunque considerato un comportamento peccaminoso. Gesù insistè sulla santità del matrimonio con una sola donna (Marco 10:5-12).

Due libri dell’Antico Testamento hanno nomi di donne: Ester e Ruth (e riguardano esse). Le donne giocano un ruolo importante e onorevole nel Nuovo Testamento, specialmente alla luce della condizione sociale delle donne nella cultura in cui Gesù visse (Matteo 5:32; 1 Corinzi 11:11-12; Galati 3:28; Efesini 5:25-33).

La storia del Cristianesimo autentico ha elevato la posizione delle donne. Ad esempio, è stato principalmente grazie agli sforzi dei missionari Cristiani in India che è stata fermata l’orribile usanza di bruciare le donne sulla pira funeraria dei loro mariti.
La natura di Dio

L’Islam è costituito per opporsi specificamente al Cristianesimo su ogni dottrina fondamentale. Ad esempio, il Cristianesimo insegna che Dio è una Trinità – un solo Dio rivelato in tre persone (o manifestazioni).

L’Islam nega con veemenza la Trinità ritenendola blasfema (Sura 4:171, 5:17, 5:72-75). Accettare la concezione Cristiana di Dio è l’unico peccato imperdonabile nell’Islam. Mentre l’Islam ha un alto concetto di Gesù, nega la sua divinità, cioè il fatto che Gesù è il Figlio di Dio (Sura 9:30, 10:68, 19:35, 43:81-83).

Esiste una legge della logica chiamata “Legge della non-contraddizione”, che afferma che due cose contraddittorie non possono essere vere entrambe. Almeno una delle due deve essere falsa. Questo punto di tensione riguardo alla natura di Dio tra le due religioni è così grande che è chiaro che quello di almeno una delle due deve essere falso. O la Trinità è una descrizione corretta di Dio come proclamato dal Cristianesimo, o è una falsa descrizione di Dio come dichiarato dal Corano.

I Musulmani, come anche altri, che non hanno studiato le prove della divinità di Cristo, trovano comprensibilmente difficile accettare Gesù come completamente uomo e completamente Dio. Non tratteremo questo argomento nel presente articolo, ma chi è interessato può leggere articoli e discussioni (in inglese) su: http://www.gospelcom.net/faithfacts/easter.html
e su: http://www.gospelcom.net/faithfacts/quest_jesus_is_god.html
mentre informazioni sullo Spirito Santo come terza persona della Trinità possono essere lette alla pagina http://www.gospelcom.net/faithfacts/jw.html
(nota del traduttore: degli studi in italiano sono disponibili nella sezione approfondimenti di questo sito).

I Cristiani non accettano il credo della divinità di Cristo ciecamente. L’evidenza stessa ha convinto anche molti scettici. Simon Greenleaf, professore di legge ad Harvard – considerato la più grande autorità su prove legali nella storia – divenne Cristiano dopo aver esaminato attentamente le prove.

Chiunque è seriamente interessato alla religione dovrebbe esaminare l’evidenza. Se Gesù è veramente chi ha affermato di essere, allora l’umanità è sotto giudizio.

Bisogna precisare che i Musulmani hanno un’idea distorta della dottrina Cristiana. Contrariamente a ciò che affermano molti passaggi del Corano, i Cristiani non hanno tre Dèi! La Bibbia afferma molto chiaramente che c’è un solo Dio (Deuteronomio 6:4, Isaia 43:10, Marco 12:29, 1 Corinzi 8:4,6). Piuttosto, ci sono tre aspetti della natura di Dio: Padre, Figlio, e Spirito Santo.

Inoltre, i Musulmani pensano che il termine Cristiano “Figlio di Dio” sottintenda che Dio il Padre abbia avuto rapporti carnali con Maria, dai quali sarebbe nato Gesù. Ciò è del tutto falso. Il termine Figlio di Dio è solo un termine simbolico, che implica la relazione unica che Gesù aveva con Dio il Padre.

Sempre riguardo alla natura di Dio, vi sono altre differenze tra le due religioni. Per i Musulmani, Dio è lontano e inconoscibile. La sua relazione con l’uomo è quella di un padrone verso il suo schiavo. Egli non è l’Iddio personale che i Cristiani conoscono e di cui hanno fiducia.

La Bibbia dichiara che Dio è giusto, ma anche che Dio stesso è amore (1 Giovanni 4:7-21). L’Iddio della Bibbia lascia ogni cosa per cercare una singola pecora perduta (Matteo 18:10-14). E l’Iddio della Bibbia apre le sue braccia per offrire conforto e sicurezza (Deuteronomio 1:31; Osea 11:1-4; Isaia 40:11; Matteo 11:25-30), come un padre farebbe per il proprio figlio. Questo concetto di Dio è assente nell’Islam.

La teologia Islamica ritiene che Dio sia buono in quanto Egli causa il bene; ma la benignità non è parte della sua essenza.

Un’altra differenza molto importante è che l’Iddio della Bibbia è santo – perfetto sotto ogni aspetto. Egli è perfettamente morale, perfettamente giusto, perfettamente fedele, amorevole, onnisciente. Un altro sinonimo di santo è puro (Ebrei 7:26).

Ma l’Iddio del Corano non appare sempre santo. Egli cambia idea, cambia le sue promesse, e non offre certezza di salvezza. Allah è capriccioso (Sura 4:116, 5:18, 9:15, 25:51). Inoltre, Allah inganna le persone (Bukhari 8:577 e 9:532). Confrontiamo questo con l’Iddio della Bibbia – per il quale è impossibile mentire (Ebrei 6:18, Numeri 23:19) o trattare le persone ingiustamente. L’Iddio della Bibbia non è capriccioso, ma anzi è perfetto nella sua giustizia. (Si cerchino le parole santità o santo nella Bibbia, riferite a Dio, e si vedrà quanto è fondamentale questo concetto nelle Sacre Scritture.)

I Musulmani oggi dicono che Allah è meramente una parola Araba per dire Dio. Sebbene questo sia vero, non è tutto qui. Ci sono prove sostanziali che dimostrano che Allah ha radici nel paganesimo pre-Islamico. Alla Mecca erano venerati 360 idoli (dèi) ai tempi di Maometto. Il dio supremo della tribù Qu’raysh (dalla quale proveniva Maometto) era Allah. Il nome del padre di Maometto era Abd-Allah, che significa “schiavo di Allah”. Ciò sostiene la nozione che il concetto di Allah ha le sue radici nelle divinità pagane.

Inoltre, alcune persone affermano che in Allah vi siano elementi del dio pagano della luna, una divinità dominante nell’Arabia pagana. Ai giorni nostri, la luna crescente è il simbolo dell’Islam, e i Musulmani usano un calendario lunare (si veda http://www.answering-islam.de/Resources/Morey/allah.html).

La tribù Qu’raysh aveva l’usanza di pregare cinque volte al giorno rivolta alla Mecca, faceva pellegrinaggi alla Mecca, e aveva un monte sacro. Queste cose sono una parte integrale nel moderno Islam. Tali pratiche collegano inoltre l’Islam al paganesimo pre-Islamico. In pratica, l’Islam sembra essere un’amalgamazione di paganesimo, Giudaismo, Cristianesimo, varie religioni mondane, e una buona dose di politica autoritarista.

Nel mondo moderno, i Musulmani riconoscono che Allah non è il Dio della Bibbia. L’evidenza di ciò è la continua persecuzione contro i Cristiani nei paesi Musulmani. Paesi come la Malesia hanno decretato che i Cristiani non possono neppure usare la parola “Allah” nelle loro Bibbie, libri, o inni. Spesso essi confiscano gli scritti non Musulmani che utilizzano la parola “Allah”. Perché i Musulmani terrebbero in così aspra considerazione il Cristianesimo se pensassero di servire lo stesso Dio dei Cristiani?

Coloro i quali affermano che Cristiani e Musulmani adorano lo stesso Dio si sbagliano. Nelle due religioni, Dio è definito in maniera differente e ha attributi differenti e contraddittori. L’idea di Dio tra le due religioni sono incompatibili.

La natura dell’uomo

Il Cristianesimo ribadisce che l’uomo è caduto – che siamo “morti nei nostri peccati” – che siamo realmente incapaci di poter stare davanti a un Dio santo e giusto. L’Islam, dal canto suo, dice che l’umanità è debole e negligente, ma non caduta. L’Islam insegna che l’uomo è capace di compiere la giustizia – tutto ciò che deve fare è compierla. Questa differenza ha implicazioni che vanno lontano.

Innanzi tutto, esaminiamo l’evidenza. L’intera storia è una testimonianza dell’immoralità dell’uomo. Esaminando noi stessi, possiamo renderci conto che facciamo il bene solo se ne abbiamo voglia. Certamente non amiamo sempre Dio al di sopra di ogni altra cosa, né amiamo il nostro prossimo come noi stessi. Nessuno obbedisce a tutti i Dieci Comandamenti in ogni momento. I genitori non insegnano ai figli ad essere malvagi, egoisti, o vili; viene in modo del tutto naturale. Tutti abbiamo una coscienza, e se siamo onesti dobbiamo ammettere quanto siamo mancanti rispetto agli standard stabiliti da Dio. Come risultato, dovremo affrontare il giudizio di un Dio santo.

La Bibbia dice che chiunque trasgredisce un punto solo la legge, si rende colpevole su tutti i punti (Giacomo 2:10). Un nostro amico agnostico, che si considerava una persona moralmente a posto, una volta espresse dubbi sulla propria colpevolezza. Gli chiedemmo: “Se qualcuno va in un negozio cento volte senza rubare nulla, ma una volta ruba qualcosa, è colpevole o innocente?” “Colpevole!” esclamò.

Così è. Siamo tutti colpevoli e meritiamo il castigo eterno. Ma non siamo colpevoli di un solo errore: ci rendiamo continuamente colpevoli!

Non abbiamo mai un amore perfetto, una giustizia perfetta, una carità perfetta. Viviamo spesso come se di Dio non ci importasse. La nostra fede è continuamente soggetta a oscillazioni. Siamo costantemente inclini a confidare in noi stessi piuttosto che in Dio. Siamo sempre soggetti a sentimenti di vendetta, concupiscenza, odio, gelosia, e bramosia.

L’egoismo domina le nostre vite quotidiane. Neghiamo testardamente la verità in favore di quello che vorremmo che invece fosse vero.

L’ipocrisia è un problema talmente evidente che è una lamentela comune anche verso le persone religiose. L’attitudine ad avere idee ristrette è una trappola continua per il pregiudizio e l’indifferenza. Sebbene forse non siamo tanto malvagi quanto potremmo essere, il peccato tocca ogni singolo aspetto della nostra vita.

Oltre alle sue implicazioni teologiche, le diverse visioni della natura dell’uomo ha implicazioni sociopolitiche significative. Per citare Chuck Colson del ministerio Prison Fellowship, “La visione Islamica del mondo nega l’iniquità dell’uomo, alimentando l’avanzata di visioni utopistiche: se l’uomo viene corrotto dalla società, allora chi va al potere può creare la società perfetta imponendo fermamente la legge Islamica”.

Ironicamente, ciò non è diverso dal comunismo, che è basato sulla nozione che l’uomo è essenzialmente buono, o almeno può essere perfezionato mediante il governo. Ma gli stati basati su questi concetti utopistici si sono sempre dimostrati dei fallimenti e sono particolarmente oppressivi verso i propri cittadini.

La differenza tra l’Islam e il Cristianesimo sulla natura dell’uomo non è banale. Se il Cristianesimo ha ragione su questo punto, la pratica dell’Islam è inutile perché gli sforzi che impone non servono a far guadagnare il cielo. Se l’Islam ha ragione, l’intero scopo della morte espiatoria e risurrezione di Gesù furono un’inutile finzione.

La salvezza

L’Islam ha una visione incompleta sia della santità di Dio che dell’empietà dell’umanità. Data la natura iniqua dell’uomo e l’abisso che genera tra di sé e un Dio santo, il Cristianesimo insegna che l’uomo non può guadagnare la salvezza. Dio non può fingere di non vedere il peccato. Abbiamo bisogno di un salvatore che eriga un ponte su quell’abisso e che paghi la condanna al nostro posto. La salvezza esiste solo nell’opera compiuta da Cristo sulla croce, mediante la quale Dio considera cancellate le macchie del nostro peccato. Questo è il significato dell’intero Cristianesimo.

Come è scritto nella Bibbia, agli occhi dell’Iddio santo “siamo tutti come una cosa impura, e tutte le nostre opere di giustizia sono come un abito sporco” (Isaia 64:6). “Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Che meravigliosa buona notizia!

Ma l’Islam nega tutto questo. Esso nega persino che Gesù sia morto sulla croce (Sura 4:157) – e ciò, nonostante la schiacciante evidenza che abbiamo dalla Bibbia e da fonti storiche esterne alla Bibbia. L’Islam nega che Gesù conquistò la morte mediante la propria risurrezione corporale – un evento storico riconosciuto anche da studi critici rigorosi (si veda ad esempio la pagina http://www.gospelcom.net/faithfacts/easter.html). L’Islam deve negare queste tre cose perché quella religione è basata sull’idea che devi guadagnarti l’ingresso in cielo.

Il Cristianesimo autentico insegna che la nostra salvezza è un dono gratuito che si riceve soltanto attraverso la fede in Gesù Cristo – e specificamente non mediante le opere (Efesini 2:8-9, Romani 4:1-3, 1 Timoteo 1:8-10, Tito 3:5-7, 1 Corinzi 1:29). L’Islam insegna che si guadagna l’ingresso in cielo mediante le proprie opere oltre alla fede (ma comunque non fede in Cristo). Queste posizioni sono chiaramente in opposizione tra loro.

Il Cristianesimo insiste che la fede in Cristo è l’unica via per il cielo. Rigettare Cristo, l’unica nostra possibilità di salvezza, ci condanna alla punizione eterna che meritiamo in quanto peccatori ribelli (Marco 16:16, Giovanni 3:16-18,36, Giovanni 10:7-10, Giovanni 12:48, Giovanni 14:6, Atti 4:12, Galati 1:6-9, Filippesi 2:9-11, 2 Tessalonicesi 1:8-10, 1 Timoteo 2:5, 2 Pietro 2:1, 1 Giovanni 2:22-23, 1 Giovanni 5:12-13). Anche se a qualcuno ciò può apparire ingiusto, in realtà è quanto di più giusto e imparziale possa esistere. Dio ha provveduto una via all’uomo peccatore – che altrimenti sarebbe irrimediabilmente perduto – per essere perdonato gratuitamente ed entrare in comunione con Lui!

Poiché la dottrina Cristiana della salvezza solo attraverso Cristo attira così spesso accuse di intolleranza da parte dei non Cristiani, può essere utile dire qualcosa di più su di essa. Una cosa che questa dottrina non dice, è che quelli che non hanno mai sentito parlare di Cristo saranno automaticamente condannati. È altresì chiaro che non sono i Cristiani che possono giudicare, ma Dio soltanto. Solo Dio può conoscere il cuore di ciascun individuo. Dio ama tutti, inclusi i non Cristiani, ed Egli vuole che tutti giungano alla conoscenza della fede salvifica (1 Timoteo 2:4-6). Ma è anche chiaro in questa dottrina che chiunque consapevolmente rigetta Cristo, sta rigettando l’offerta di riconciliazione che Dio gli offre. In questo caso, l’individuo ottiene quello che vuole: un’eternità senza Dio.

L’Islam è ugualmente esclusivo nelle sue affermazioni, in quanto insegna che solo i Musulmani andranno in cielo (Bukhari 4:297, ecc). Similmente, l’Islam insiste sul fatto che chiunque rigetti Allah e il suo inviato (cioè Maometto) è condannato all’inferno. Così, di nuovo, le due religioni sono agli antipodi.

Mentre i Cristiani credono che la salvezza è assicurata attraverso la fede, i Musulmani non hanno mai la certezza di essere salvati (eccetto probabilmente attraverso il martirio in una jihad – Sura 9:20-22, ecc). L’Islam insegna che al termine della vita di ciascun uomo, Allah pesa le sue buone opere contro quelle malvagie. In generale, se le buone opere sono sufficienti, la persona va in cielo (Sura 23:103). Ma anche allora non è certo, poiché Allah può decidere chi far entrare e chi no (Sura 9:15,27). Maometto stesso espresse dubbi sulla propria salvezza (Bukhari 5:266, 9:131).

“Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

“Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui” (Giovanni 3:36).

Se la Bibbia è esatta, la conclusione logica è che credere agli insegnamenti dell’Islam non conduce in cielo.

Il cielo

Esiste una differenza tra le due religioni sull’argomento del cielo. Il concetto Musulmano di paradiso è un luogo carnale, sensuale. Secondo l’Islam, i Musulmani in paradiso vivranno in magnifici palazzi e indosseranno abiti di seta. Sebbene l’alcool sia proibito sulla terra, essi in paradiso berranno fiumi di vino, latte, e miele! Gli uomini se la spasseranno con dozzine di vergini devote ai piaceri sensuali (non è chiaro cosa otterranno le donne). Si vedano le Sura 2:25, 4:57, 13:35, 36:55-57, 37:39-48, 47:15, 52:20-23, 55:46-78, 56:12-40, e 76:5-22. Si veda anche Bukhari 4:466.

Questa rappresentazione del cielo appare assurda ai Cristiani, che credono in un cielo incontaminato dalle cose carnali. La Bibbia dichiara che il regno di Dio non consiste in cibo o bevanda (Romani 14:17). In cielo le persone non saranno sposate, ma saranno come angeli (Matteo 22:30). E in cielo avremo corpi perfetti resuscitati – la morte, la sofferenza e le lacrime non esisteranno mai più (Apocalisse 21:4). Questo luogo perfetto di felicità è per gli uomini, le donne, e i bambini, senza distinzioni.
Il Corano

Ai Musulmani viene insegnato che il Corano è stato perfettamente preservato, parola per parola, sillaba per sillaba, e lettera per lettera. Il Corano sarebbe la vera, letterale (e preesistente) parola di Dio. I Musulmani hanno un così alto concetto del Corano, che si potrebbe dire che lo venerano. In questo senso, tutti i Musulmani sono fondamentalisti. È stato detto che la cosa che più si avvicina ad esso nella Cristianità è Cristo stesso.

Comunque, consideriamo l’evidenza per vedere se questa assunzione è valida. La storia del Corano è molto interessante. A beneficio dei nostri lettori Musulmani, documenteremo liberalmente i punti essenziali usando varie fonti Musulmane.

Maometto dichiarò di aver iniziato a ricevere rivelazioni da Dio quando ebbe raggiunto l’età di 40 anni. Generalmente si ritiene che Maometto fosse analfabeta, cosa che per i Musulmani è una testimonianza del miracolo del Corano.

Delle persone memorizzarono le cose che Maometto disse o che scrisse su foglie di palma, rocce, e ossa (Bukhari 6:509). Bukhari riferisce inoltre che Maometto permise alcune variazioni riguardanti la recitazione del Corano (Bukhari 3:593, 601, 4:442, 6:514, e 9:640).

La seguente situazione tra Maometto e il suo collaboratore Abdollah b. Abi Sarh, raccontata negli hadith Islamici, potrà interessare i nostri lettori Musulmani (fonte: Geisler/Saleeb, “Answering Islam: The Crescent in the Light of the Cross”, Baker Books, 1993 – pagina 157):

“In varie occasioni abbiamo, con il consenso del Profeta, cambiato le parole conclusive dei versi. Per esempio, quando il profeta diceva: ‘E Dio è potente e saggio’ (aziz, hakim), Abdollah b. Abi Sarh ha suggerito di scrivere ‘sapiente e saggio’ (‘alim, hakim), e il Profeta ha risposto che non aveva obiezioni. Avendo osservato una successione di cambiamenti di questo tipo, Abdollah rinunciò all’Islam poiché le rivelazioni, se erano da Dio, non potevano essere cambiate alla richiesta di uno scriba quale lui era. Dopo questa apostasia egli andò alla Mecca e si unì ai Qorayshite”.
Sarh in seguito fu ucciso. Conosceva troppo? Il libro di Geisler/Saleeb (pagina 157) riferisce un altro elemento interessante: “È inoltre un fatto accettato nella tradizione sunnita che in qualche occasione le rivelazioni Coraniche furono sollecitate dai suggerimenti del leale seguace di Maometto, Umar b. al-Khattab”.

Non esisteva alcun manoscritto organizzato del Corano prima della morte di Maometto (Bukhari 6:509). Poco dopo la sua morte, si notò che alcune delle persone che avevano memorizzato parti del Corano erano state uccise in battaglia. Alcuni versi non sopravvissero in quanto le persone che dovevano ricordarli morirono o comunque quei versi furono perduti (Bukhari 4:62, 6:509-11, 527, 550, 552).

Ci furono (almeno) quattro persone che furono compagni di Maometto e compilarono il Corano: Masud, Salim, Mu’adh, e Ubai (Bukhari 6:521, 526). Anche se questi uomini erano stati tutti autorizzati da Maometto stesso e ogni versione fu ampiamente accettata, queste versioni non erano identiche (Bukhari 6:468, e 6:527).

Fu un altro uomo, chiamato Uthman, che standardizzò il Corano. Incredibilmente, quest’uomo fece bruciare le versioni del Corano diverse dalla sua circa 19 anni dopo la morte di Maometto (Bukhari 6:510).

La domanda a cui bisogna rispondere è: perché fece questo, a meno che le altre copie erano diverse? Infatti, qualche copia sopravvisse all’incendio, ed esse variano rispetto al manoscritto di Uthman. È anche evidente che Uthman editò e selezionò le Sura per la sua versione. La versione di Uthman non conteneva diverse Sura raccolte da Ubai, che fu uno dei quattro compilatori autorizzati. Inoltre, può sorprendere alcuni Musulmani il fatto che oggi non esiste nessuna delle copie originali di Uthman. La più vecchia esistente risale al secondo secolo dopo Maometto.

Contrariamente alla credenza popolare, non tutti i Musulmani accettano la stessa versione del Corano. Mentre alcuni accettano la versione di Uthman, altri accettano la tradizione di Masud, che fu uno dei quattro compilatori autorizzati. Questa versione ha 150 variazioni già soltanto nella seconda Sura, rispetto al testo di Uthman. La raccolta di Arthur Jeffrey di differenze tra il testo di Uthman e il testo di Masud occupa 92 pagine nel suo libro “Materials for the History of the Text of the Quran” (Bill, Leiden, 1937). (Si veda http://www.answering-islam.de/Hahn/yusufali.htm oppure il libro di Geisler/Saleeb, pag. 192).

Un altro aspetto interessante del Corano è che nella versione originale del Corano di Maometto alcuni versi furono abrogati, cioè, furono eliminati dal testo. Infatti, il Corano stesso giustifica questa pratica! (Sura 2:105-106, 13:39, 16:101, 22:52) E anche Bukhari riconosce questa pratica (3:170, 4:57, 4:69, 4:299, 5:416, 5:421, 6:8). Si tratta di una pratica unica tra le religioni del mondo. Alcuni Musulmani sciiti dicono che fino al 25% del Corano fu rimosso per motivi politici. Nei nostri studi, non abbiamo trovato evidenza del fatto che questa pratica fosse molto diffusa, ma non vi è assolutamente dubbio che quell’abrogazione avvenne realmente.

Un celebre aspetto del Corano sono i cosiddetti “Versetti Satanici”. La Sura 53:19-20 dice: “Cosa ne dite di al-Lât e al-‘Uzzâ , e di Manât, la terza?” Secondo Bukhari, queste sono tre dee pagane della tribù Qu’raysh. Infatti, queste tre erano le figlie dell’Allah pre-Islamico. Nella versione originale del Corano, il verso proseguiva con le seguenti parole, che furono abrogate in seguito: “Esse sono i cigni esaltati; la loro intercessione è attesa; i loro voleri non sono trascurati” (trad. lett.).

Queste parole sono idolatre perché non dovrebbe esistere alcuna intercessione per delle dee pagane. Ciò è particolarmente significativo in quanto Maometto sta parlando in nome di Allah per l’intercessione di idoli pagani! (Per ulteriori informazioni da parte di studiosi Musulmani si cerchi “satanic verses” sul sito http://answering-islam.de).

I Musulmani affermano che lo stile letterario del Corano è una prova della sua divina ispirazione. Ma se questo basta a farne un testo valido, allora bisognerebbe accettare come divinamente ispirati anche gli scritti di Homer e di Shakespeare. Comunque anche molte fonti Musulmane riconoscono che il Corano non è sempre eloquente come afferma di essere. Lo studioso Iraniano sciita Ali Dashti afferma che il Corano contiene numerosi problemi grammaticali: “il Corano contiene frasi che sono incomplete e non pienamente intelligibili senza l’aiuto di commentari…”

Anche SE il Corano di oggi fosse una copia carbone di quello originariamente dettato da Maometto, non ne consegue logicamente che esso viene da Dio. Indipendentemente dalla qualità della copia che abbiamo ai nostri giorni, le inconsistenze interne ed esterne del Corano la squalificano come proveniente da Dio.

Abbiamo già indicato alcuni degli errori nel Corano. Il Corano stesso dichiara che se in un libro si ravvisano delle discrepanze, esso non può essere da Dio (Sura 4:82). Nella realtà, esistono molte importanti contraddizioni interne al Corano. Ecco qualche esempio:

Il Corano insegna che “le Parole di Dio non possono essere cambiate” (Sura 10:64, e 6:34). Eppure proprio il Corano insegna la dottrina dell’abrogazione.
Il Corano afferma che gli uomini sono responsabili per le loro scelte (Sura 18:24). Eppure afferma anche che Dio ha sigillato il fato di ognuno anticipatamente (Sura 10:99-100, 17:13).
Il Corano dice enfaticamente: “Non vi siano costrizioni nella religione” (Sura 2:256). Eppure in altri versi incalza i Musulmani a “Combattere coloro che non credono” (Sura 9:29).
La Sura 7:143 dice che Mosè fu il primo a credere. La Sura 6:14 dice che Abraamo fu il primo a credere.
Le Sura 7:54, 10:3, e 11:7 dicono che la terra fu creata in sei giorni, ma la Sura 41:9-12 dice che fu creata in otto giorni.
Maria (Miriam in Ebraico e Arabo) madre di Gesù non è la stessa Maria “sorella di Aronne” che visse centinaia di anni prima (Sura 19:28).
In un’apparente contraddizione, il Corano nega la divinità di Cristo, eppure riconosce che Gesù nacque dalla Vergine Maria (Sura 3:37-45, 19:16-28, 66:12). Gli hadith confermano ulteriormente che Gesù non fu toccato dal peccato (Bukhari 4:506). Una domanda ovvia è: come poteva Gesù non essere divino se era nato da una vergine ed era senza peccato?
Ecco solo qualche esempio di contraddizioni esterne al Corano:
Il Corano afferma che il sole tramonta in una “sorgente ribollente” (Sura 18:86). E un famoso passo del Corano afferma che gli esseri umani sono stati formati da un grumo di sangue (Sura 23:14). Si tratta, naturalmente, di una descrizione quantomeno imprecisa per descrivere un embrione.
Non poteva essere stato un Samaritano a forgiare il vitello d’oro ai tempi di Mosè (Sura 20:85-87, 95-97) poiché i Samaritani non vivevano ai tempi di Mosè.
Nel Corano vi sono diversi riferimenti alla teologia Cristiana che sono visibilmente sbagliati. La Sura 5:116 dice che i Cristiani credono che Maria è Dio. La Sura 9:30 dice che gli Ebrei credono che Esdra era il Figlio di Dio. Queste affermazioni sono false. Non esiste alcun motivo per avallare l’ipotesi che i Cristiani e gli Ebrei abbiano mai creduto a queste cose.
La motivazione più adatta a spiegare perché il Corano contiene affermazioni simili, è che non esisteva alcuna traduzione Araba della Bibbia ai tempi di Maometto.
Maometto raccolse frammenti di teologia Cristiana ed Ebraica dalle dicerie e fu semplicemente in errore riguardo ad entrambe.

Ci sono dozzine di contraddizioni e affermazioni imprecise o errate nel Corano. Per documentazioni più approfondite si cerchi la parola “contradictions” su http://answering-islam.de/search.html).

Inoltre, ci sono diversi altri articoli che possono interessare chi desidera approfondire lo sviluppo del Corano. Eccone alcuni: http://www.answering-islam.de/Green/uthman.htm, http://www.answering-islam.de/Gilchrist/Jam/chap1.html e http://www.answering-islam.de/Gilchrist/Jam/chap2.html

Ricapitolando, è evidente che il credo Musulmano della conservazione parola per parola e lettera per lettera del Corano è sbagliato. È anche chiaro che l’affermazione che il Corano sia privo di errori è sbagliata. La domanda che poniamo ai nostri lettori Musulmani è la seguente: Cos’altro di ciò che vi è stato insegnato può essere sbagliato?

Gli Hadith

Gli hadith sono considerati documenti estremamente importanti, ma non sono considerati perfetti, lettera per lettera, come il Corano. Secondo fonti Islamiche, di ogni racconto presente negli hadith Bukhari e Muslim (e anche negli hadith Sunan Abu-Dawud) è stata controllata la compatibilità con il Corano, e la veridicità della catena di scribi fino a Maometto è stata scrupolosamente stabilita. Gli hadith sono usati, assieme al Corano, per governare ogni dettaglio della vita del Musulmano – fino al comportamento da tenere quando si va in bagno (nel qual caso, non bisogna disporsi in direzione di “Kibla”, cioè della Mecca – Bukhari 1:147).

A causa della loro importanza per la vita Musulmana, un’analisi critica è necessaria. Ci sono chiaramente contraddizioni ed errori negli hadith. Per darne un’idea, consideriamo questo hadith:

“Narrò Abu Huraira: Il Profeta disse: ‘Se una mosca cade nella bevanda di chiunque di voi, egli dovrà immergerla (nella bevanda), poiché una delle sue ali porta la malattia e l’altra ha la cura per la malattia’” (Bukhari 4:537, and 7:673).
Questa pratica è scientificamente falsa. Non c’è alcuna prova che un’ala di una mosca possa contenere la cura per la malattia causata dall’altra ala. Consideriamo anche questo passaggio:

“E se la scarica [discharge] di un uomo ha preceduto quello della donna, allora il figlio assomiglierà al padre, e se la scarica della donna ha preceduto quella dell’uomo, allora il figlio assomiglierà alla madre” (Bukhari 6:7).
Di nuovo, quest’analisi è ovviamente falsa scientificamente. I tratti di un bambino non possono essere determinati in questo modo. Una domanda legittima è: nella ricerca per la verità, cosa ci si può aspettare dalla religione dell’Islam?

C’è un bel po’ di altro materiale negli hadith che possiamo catalogare come semplicemente interessante. Consideriamo questo passaggio da Bukhari 4:516, che offre qualche delucidazione sulla fede cieca che i Musulmani hanno per Maometto:

“Il Profeta disse: ‘Se qualcuno di voi si sveglia dal sonno ed esegue l’abluzione [lavatura rituale], egli dovrà lavare il suo naso facendovi entrare l’acqua e soffiandola fuori tre volte, perché Satana è rimasto nella parte superiore del naso tutta la notte”.
Una nota a piè di pagina nel testo da cui è tratto questo brano dice: “Dobbiamo credere che Satana risiede effettivamente nella parte superiore del naso delle persone, sebbene non possiamo capirne il motivo, poiché ciò riguarda il mondo invisibile di cui non sappiamo niente all’infuori di quello che Allah ha detto al suo apostolo”.

I Musulmani a volte indicano le regole alimentari dell’Antico Testamento come concetti paragonabili dalla Bibbia. Ma una delle differenze è che in tali regole bibliche non sono stati trovati errori scientifici. Inoltre, il Nuovo Testamento, pur non abrogando la legge dell’Antico Testamento (Matteo 5:17-18), sostituisce tali pratiche rivelandone il reale significato (Matteo 15:11, 17-18; Marco 7:14-15, Atti 10:9-15, Romani 14:17).

(Ulteriori informazioni sugli hadith sono disponibili sul sito http://www.answering-islam.org cercando la parola “hadith”).
La Bibbia

Come il Corano lo è per i Musulmani, la Bibbia è considerata dai Cristiani la “Parola di Dio”. Ma i Cristiani non intendono esattamente la stessa cosa dei Musulmani quando usano questo termine. I credenti della fede storica ortodossa Cristiana credono che la Bibbia è “ispirata” da Dio, e credono che i manoscritti originali della Bibbia siano privi di errori. Ma essi accettano anche l’idea che la Bibbia sia giunta a noi attraverso scrittori umani le cui uniche personalità e stili letterari sono evidenti. I Cristiani riconoscono inoltre che la Bibbia di oggi, sebbene estremamente fedele ai testi originali, è soggetta a lievi variazioni.

Ai Musulmani viene insegnato che la Bibbia è stata corrotta grossolanamente. Molti non Musulmani si pongono domande anche su questa possibilità. Perciò, è appropriato sottoporre la Bibbia a rigorosi studi di verifica. Ciò è importante in quanto la fede Cristiana si basa sull’affidabilità della Bibbia. Vediamo dunque alcuni punti.

Yusuf Ali, il famoso traduttore moderno e commentatore del Corano, ha affermato che la data più antica per un manoscritto dell’Antico Testamento è il 916 D.C. Ciò è del tutto sbagliato. Nel 1947 furono scoperti antichi manoscritti biblici e non biblici, oggi conosciuti come i Rotoli del Mar Morto. Questi manoscritti contengono porzioni o copie complete di ogni libro dell’Antico Testamento con la sola eccezione di quello di Ester. La loro datazione è stata stabilita essere compresa tra il 250 A.C. e il 68 D.C.

In aggiunta ai Rotoli del Mar Morto, vi sono altri manoscritti dell’Antico Testamento la cui datazione risale a prima di Cristo. Comunque, è la vastità della scoperta dei Rotoli a confermare che l’Antico Testamento dei nostri giorni è rimasto inviariato almeno fin dai tempi di Cristo.

La scoperta dei Rotoli del Mar Morto conferma che oggi siamo in possesso dello stesso Antico Testamento che Gesù lesse ed utilizzò. E Gesù stesso testimoniò dell’esattezza dell’Antico Testamento e della sua accuratezza (ecco solo qualcuno dei molti esempi: Matteo 5:17-18, 12:40, 13:14-15, 19:3-9, 23:35; Luca 16:31, 24:44; Giovanni 5:46-47, 10:35). La testimonianza di Gesù è una prova importante che l’Antico Testamento era stato preservato integralmente fino ai suoi giorni. In mancanza di evidenza contraria, l’attendibilità del credo che l’Antico Testamento sia stato preservato è garantita.

I Rotoli del Mar Morto contengono anche ciò che molti studiosi credono siano frammenti dei libri del Nuovo Testamento, in particolare Marco, Atti, Romani, 1 Timoteo, 2 Pietro, e Giacomo. I frammenti sono piccoli abbastanza che alcuni scettici (che forse sperano che la Bibbia non sia trovata affidabile) non sono disposti ad accettarli. Ma l’importanza della scoperta risiede nel fatto che essa va ad aggiungersi alle prove già esistenti sul fatto che il Nuovo Testamento sia stato scritto nel primo secolo. La Bibbia moderna concorda con i manoscritti più antichi, quindi esiste un collegamento ininterrotto fino alla primissima era Cristiana.

Sebbene non abbiamo i manoscritti originali del Nuovo Testamento (“autografi”), abbiamo oltre 25.000 antiche copie degli antichi manoscritti del Nuovo Testamento, o parti di essi. Un’analisi attenta da parte degli studiosi può confrontare i vari manoscritti e riprodurre gli originali con elevata precisione. Esistono dubbi solo su circa 40 righe di testo nel Nuovo Testamento, e comunque esse non hanno ripercussioni su alcuna dottrina Cristiana.

Dal momento che vi sono numerosi manoscritti del Nuovo Testamento ancora esistenti da centinaia di anni prima di Maometto, e che sono in accordo con la Bibbia moderna, l’accusa Musulmana che la Bibbia moderna è stata cambiata è un’affermazione falsa. Pertanto, la Bibbia (Antico e Nuovo Testamento) che veniva letta al tempo di Maometto e centinaia di anni prima, è la stessa Bibbia che abbiamo noi oggi.

Non vi sono più dubbi reali che il Nuovo Testamento è quello che afferma di essere – un resoconto affidabile di Gesù e dei suoi apostoli, scritto da testimoni oculari e intervistatori dei testimoni oculari di Gesù. Molti studiosi sono convinti che l’intero Nuovo Testamento sia stato scritto tra il 40 e il 70 D.C. L’unica possibile eccezione sono gli scritti di Giovanni, che arrivò a vivere fino a tarda età, e possono essere forse datati fino al 90 D.C.

Oltre all’evidenza fornitaci dal manoscritto stesso, abbiamo citazioni dal Nuovo Testamento dai primi padri della chiesa (dal 97 D.C. al 325 D.C.). Queste citazioni ci permettono di ricostruire tutti i versi del Nuovo Testamento ad eccezione di soli undici versi – anche senza alcun manoscritto! Ciò è significativo per i Musulmani, dato che queste attestazioni risalgono a centinaia di anni prima di Maometto.

Yusuf Ali affermò anche che il Nuovo Testamento che abbiamo oggi non è lo stesso di quello esistente ai tempi di Maometto. Anche questa affermazione è falsa. La quantità di prove esistenti attesta che il caso è davvero chiuso su questo argomento. Il Nuovo Testamento è stato preservato in modo affidabile attraverso i secoli.

Un’ultima accusa da parte dei Musulmani è che l’Apostolo Paolo avrebbe cambiato il messaggi di Gesù. Non vi è assolutamente alcuna prova a conferma di questa affermazione. Anzi, esistono semplicemente troppi manoscritti autentici perché questo possa essere anche solo lontanamente possibile. Inoltre, il messaggio di Paolo fu sia controllato che approvato dai primi apostoli! (Galati 1-2, 2 Pietro 3:15-16)

È inoltre significativo per i Musulmani che il Corano stesso ha un’alta concezione della Scrittura. Sebbene forse possa essere seccante per i nostri lettori Musulmani, riteniamo che sia importante documentare come il Corano sostiene la Bibbia in questi punti chiave:

I seguenti passaggi dimostrano che la Torah era autentica ai tempi di Gesù: Sura 3:48-50, 5:49, 5:113, 19:12, 61:6, 66:12.
I seguenti passaggi dimostrano che la Torah e il Vangelo erano autentici e inalterati ai tempi di Maometto: Sura 2:91, 3:3, 4:162-163, 5:51, 6:154-157, 9:111, 10:37, 12:111, 34:31, 35:31, 40:69-70, 46:12, 46:29-30.
Ci sono 24 passaggi nel Corano dove Maometto cita o fa riferimento alla Torah e/o al Vangelo.
55 altri versi affermano che la Torah e il Vangelo sono validi. Alcuni di questi versi sono: Sura 3:187, 4:47, e 5:46-48.
Nessuno ha mai prodotto una copia della Torah o del Vangelo diversa da quella che abbiamo oggi.
La Sura 10:94 dice specificamente: “E se dubiti a proposito di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, interroga coloro che già prima recitavano le Scritture. La Verità è giunta loro dal tuo Signore: perciò non essere tra i dubbiosi”.
La Sura 5:48 afferma che Dio ha preservato la Bibbia “da ogni alterazione”, perciò o il Corano si sbaglia o i Musulmani che dicono che la Bibbia è stata alterata si sbagliano!
Non esiste, dunque, alcuna base sulla quale i Musulmani, in particolare, possano negare l’accuratezza della Bibbia!

La logica è semplice e inevitabile. Il Corano dichiara che la Bibbia era autentica ai tempi di Maometto. L’evidenza del manoscritto conferma inequivocabilmente che la Bibbia che abbiamo oggi è la stessa di quella esistente ai tempi di Maometto (e prima ancora). Pertanto, i Musulmani che dicono che la Bibbia è stata cambiata o si sbagliano essi stessi, oppure il Corano è sbagliato. Dal momento che i Musulmani non possono accettare che il Corano sia sbagliato, la Bibbia va accettata come affidabile e vera. E quindi è logicamente coerente che i Musulmani accettino la Bibbia e dunque la sua dottrina della divinità di Cristo.

Riassumendo, né la Bibbia né il Corano che abbiamo oggi sono perfettamente identici agli originali. Ma entrambi sono stati sostanzialmente preservati. Non esiste alcuna prova che una qualunque dottrina importante del Cristianesimo o dell’Islam siano state alterate rispetto agli originali.

Ricapitoliamo le prove per cui la Bibbia può essere creduta. Ci sono quattro importanti approcci a considerare l’evidenza dell’affidabilità della Bibbia:

L’evidenza del Manoscritto. Riguardo al Nuovo Testamento, l’evidenza supporta il fatto che tutto il Nuovo Testamento è stato scritto da testimoni oculari e da altri contemporanei di Gesù, e che esso è stato preservato integralmente. Non vi sono abrogazioni o distruzioni di manoscritti come vi sono nell’Islam.
Evidenza Archeologica. Sono stati scoperti oltre 25.000 siti archeologici che concernono la Bibbia. Come Nelson Glueck, il rinomato archeologo Ebreo, disse, “Si può affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici”. Questa è davvero una straordinaria testimonianza per la Bibbia.
Evidenza Profetica. Circa 2000 profezie bibliche si sono già adempiute, incluse oltre 300 riguardanti Gesù – senza errori o fallimenti profetici. Le probabilità che anche solo 16 predizioni si possano verificare senza alcun errore è di 1 su 10 alla 45° potenza. Perché 2000 predizioni si possano avverare senza fallire, la probabilità è un numero inconcepibilmente elevato. Non esiste niente del genere in alcun altro libro sacro.
Evidenza Statistica. La Bibbia contiene 66 libri, scritti da approssimativamente 40 diversi scrittori, in oltre 1600 anni, in 3 diversi continenti, in 3 diversi linguaggi, su migliaia di soggetti differenti – senza errori o contraddizioni. (Norman Geisler ha enfatizzato che dai suoi 40 anni di studio della Bibbia ha concluso che ogni cosiddetto errore o contraddizione nelle Scritture è meramente una falsa traccia – chi fosse interessato a questo argomento può vedere il sito http://www.carm.org/bible_difficulties.htm).
Ma c’è un meraviglioso tema centrale a tutta la Bibbia: la redenzione dell’umanità dal peccato operata per il mondo intero mediante la vita, morte, e risurrezione di Gesù Cristo. Vediamo dunque che, riguardo alla Bibbia, vi sono molteplici testimoni attendibili, molti delle quali non si conobbero mai, e le cui storie possono essere corroborate. In contrasto, il Corano fu rivelato da un uomo estremamente violento che, secondo fonti Islamiche, era stregato (Bukhari 4:400, 4:490, 8:400), e nel quale trovano conferma numerosi errori e contraddizioni.

I fatti elencati, e molti altri ancora, supportano l’affermazione Cristiana che la Bibbia è veramente da Dio. (Ulteriori informazioni su questo argomento sono disponibili su http://www.gospelcom.net/faithfacts/quest_main.html e nel libro di Geisler/Saleeb precedentemente citato).

L’unico motivo apparente per cui i Musulmani affermano che la Bibbia è stata alterata, è che vi sono tante affermazioni che contraddicono il Corano. Non vi è alcuna base d’evidenza per l’affermazione che la Bibbia non sia affidabile. E se la Bibbia è vera – Allah non è Dio, Maometto non era il suo profeta, e il Corano non è la Parola di Dio.

Gesù e Maometto

C’è una differenza significativa tra i fondatori delle due religioni. Maometto era un peccatore. Nelle Sura 40:55 e 48:1-2, Allah dice a Maometto di chiedere perdono per i propri peccati. Alcuni peccati del profeta sono menzionati in Bukhari 1:234 e 8:794-796, tra cui: tagliare le membra delle persone, bruciare i loro occhi, e farli morire di sete. Troviamo altri riferimenti ai suoi peccati in Bukhari 1:19, 711, 781, 3:582, 4:319, 7:1, 8:319.

Gesù, invece, era senza peccato (Atti 10:38, 1 Pietro 1:19, 2:21-24, 1 Giovanni 2:1, 3:5). Anche i suoi nemici, quelli che lo tradirono e lo crocifissero, riconobbero la sua vita perfetta (Matteo 27:3-4, Luca 23:14-15). Questo è un tema importante nella Bibbia, ma come abbiamo menzionato in precedenza, è anche confermato dall’insegnamento Islamico (Bukhari 4:506).

L’Islam moderno generalmente è considerato libero dal razzismo. Dunque, sorprenderebbe molti Musulmani di colore sapere che esiste un elemento razzista nell’Islam (Sura 3:106-107). Maometto chiamò i negri “teste d’uvetta” (Bukhari 1:662, 9:256). E Maometto stesso possedette degli schiavi, inclusi uno schiavo negro di nome Anjasha (Bukhari 8:182). Da notare, poi, che gli unici luoghi nei quali la schiavitù sopravvive ancora oggi sono i paesi Islamici.

In contrasto, la razza è un concetto estraneo alla Bibbia. Il Cristianesimo insegna che tutte le persone sono create uguali (Genesi 1:27, Galati 3:28). La Bibbia specificamente condanna i mercanti di schiavi (1 Timoteo 1:9-11).

Consideriamo Gesù, il profeta senza peccato. A differenza di Maometto, Gesù:

non dovette mai essere perdonato perché non aveva peccato,
non uccise mai nessuno a sangue freddo,
non ci ha mai detto di uccidere qualcuno,
non aveva pregiudizi contro alcune classi sociali,
non possedeva schiavi,
non fu vinto dal diavolo e non fu stregato (Matteo 4, Luca 4),
aveva degli elevati standard morali (e non disse mai che il sesso forzato è ammissibile),
promise di pagare la pena per i peccati di tutti gli uomini,
soffrì e morì per te e per me,
non ha una tomba perché risuscitò dai morti, e
è il Principe della Pace.
Maometto per sua stessa ammissione era un uomo mortale (Sura 18:110), e non compì mai alcun miracolo (Sura 3:183-184, 17:90-95, Bukhari 6:504, 9:379). Il Corano stesso riconosce che i suoi oppositori lo sfidarono dicendo: “Perché non è stato fatto scendere un angelo per lui?” per definire la questione della sua chiamata di profeta (Sura 6:8-9). Ma Maometto non poteva liberare. Invece Gesù compì numerosi miracoli davanti a molti testimoni (Marco 7:37, Giovanni 10:38, ecc). I miracoli di Gesù sono confermati anche dal Corano (Sura 5:110-113).

Maometto disse di se stesso che egli non poteva fare niente per noi (Sura 11:31), ma solo Gesù può perdonare i peccati (1 Giovanni 2:1-2).

Oltre ad essere potente, Maometto era ricco (Bukhari 3:495), il che ci fa chiedere quale fosse la sua reale motivazione. Gesù invece era un umile profeta itinerante la cui motivazione non è sospetta. Lo stato di Gesù è importante perché egli potè avere comunione con le persone comuni di ogni tempo:

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza… Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato… Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il Signore ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti” (Isaia 53:3-6).

“Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato” (Ebrei 4:15).

L’influenza di Gesù venne non dalle ricchezze o dal potere politico, ma dalle sue parole e azioni che sfidarono lo stesso concetto umano di verità (Marco 1:27, Giovanni 18:38). Egli disse:

“Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6).
Consideriamo ulteriormente l’argomento delle profezie. Una cosa che ha convinto molti della vera identità di Gesù è l’evidenza delle profezie adempiute. Gesù adempì oltre 300 profezie e implicazioni, fatte molte centinaia di anni prima della sua nascita. Molte di tali profezie sono molto precise – includono il luogo in cui egli sarebbe nato, e i dettagli della sua vita e della sua morte. Abbiamo elencato alcune di esse alla pagina http://www.gospelcom.net/faithfacts/maps_p.html. Gesù predisse addirittura la sua stessa morte e risurrezione! (Matteo 16:21, Atti 10:40, ecc.)

Il lettore interessato può voler riservare del tempo per studiare queste profezie e i dettagli del loro adempimento. È difficile comprendere le sfumature e le ricchezze del Cristianesimo senza comprendere questo suo aspetto.

Abdul Saleeb, che si convertì dall’Islam al Cristianesimo, dichiara che due cose principalmente lo convinsero che Gesù è più che solo un profeta: primo, il carattere di Gesù, e secondo, lo sbalorditivo adempimento delle profezie da parte di Gesù. L’elemento della profezia, che ha un ruolo così importante nel Cristianesimo, non ha uguali in alcun’altra religione. Gesù è il centro e il fulcro di tutta la storia.

Perché essere un seguace di Maometto – o di chiunque altro – quando puoi seguire Gesù, il Salvatore del mondo?
Conclusione

È evidente che il Cristianesimo fondamentale e l’Islam fondamentale sono incompatibili. Se uno dei due è giusto, l’altro deve per forza di cose essere falso. L’evidenza esige un verdetto.

“Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi riconosce pubblicamente il Figlio, ha anche il Padre … Vi ho scritto queste cose riguardo a quelli che cercano di sedurvi” (1 Giovanni 2:22-23, 26).

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