GLI ATTENTATI ALLA COSTITUZIONE

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C’è qualcosa che non va. Il presidente emerito è ancora senatore a vita e gode di ottima salute. Per dare consigli al governo c’era bisogno di affidare una lettera al Corriere? Non poteva farlo regolarmente in Parlamento? Chi fa pressione su Napolitano per accelerare la riforma costituzionale?
Riforme: a spingere sull’acceleratore è l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha accettato il suo secondo mandato ponendo l’approvazione delle stesse come condizione essenziale.
“La discussione sul progetto di riforma costituzionale ha appena superato un passaggio decisivo. La senatrice Finocchiaro ha nella sua replica raccolti i temi e le posizioni che hanno avuto modo di esprimersi in Commissione nel corso di molte settimane in luglio ed agosto”.
Napolitano, il giorno dopo la lettera del premier ai deputati della maggioranza, scrive al Corriere e afferma: “Un punto fermo è stato ormai posto con la netta riaffermazione da parte della presidente Finocchiaro della scelta già compiuta in ambedue i rami del Parlamento e da cui non è pensabile si torni indietro. La scelta è quella della natura del nuovo Senato con cui si intende porre termine alla stortura storica del bicameralismo paritario, dando vita a un Senato che rappresenti le istituzioni territoriali”. Questa scelta, sottolinea Napolitano, “ha come suo conseguente e ineludibile corollario la esclusione di una elezione di futuri senatori a suffragio diretto e con metodo proporzionale”.
La terminologia parla chiaro: il Presidente della Repubblica emerito sopravanza gerarchicamente quello della Repubblica semplice.

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Un pensiero su “GLI ATTENTATI ALLA COSTITUZIONE

  1. Non solo, ma persevera nella sua opera di progressiva esclusione degli elettori dalla politica, a favore del centro di potere rappresentato dalla maggiore minoranza, illegittimamente al governo e portatrice di scandali e reati, da quelli comuni a quelli costituzionali. Ricordo che, a prescindere dalle norme scritte, in nessuna logica democratica sarebbe stato possibile il secondo, successivo settennato di Giorgio Napolitano, nemico della Costituzione e, perciò della Patria Repubblica e del popolo italiano.

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