IL PD, LA COOP E LO SCANDALO FORTETO: DOVE SI STUPRAVANO I BAMBINI

IL PD, LA COOP E LO SCANDALO FORTETO: DOVE SI STUPRAVANO I BAMBINI

GENNAIO 20, 2013

forteto_600X220_90_C

L’albo d’onore del Forteto è un florilegio di vip della sinistra. Piero Fassino e Livia Turco, Rosy Bindi e Susanna Camusso, Tina Anselmi e Riccardo Nencini.

I° PARTE:

fiesoli ed il forteto erano il fiore all’occhiello del pci e degli operatori sociali comunisti degli anni ’80-’90 nella città di prato

Il Forteto era e in parte è ancora, una “comune”- in realtà una sorta di lager – finanziata dalla Regione Toscana – dal ’97 al 2010 con oltre 1,2 milioni – dove si sperimentava omosessualità, pedofilia, zoofilia e tutto quello che poteva essere negazione dell’ordine naturale delle cose. Tutto in nome di un’anarchia morale, oggi esaltata dal pensiero libertino tanto caro ad una certa area politica e culturale che vede la famiglia come gabbia, i legami come un freno alla libertà individuale e quindi, lavora per lo scardinamento di valori che ritiene sorpassati, fondendo una sorta di cristianesimo comunitarista con l’ideologia da comune parigina.

Tutto questo è accaduto alle porte di Firenze negli ultimi trent’anni, coperto da quel sistema di potere per il quale non esistevano delinquenti, ma solo amici o nemici politici. E se eri un “amico politico”, allora, automaticamente, non potevi essere delinquente. E venivi finanziato, protetto e incensato.

E’ a causa di questa perversione ideologica che decine di ragazzi sono stati plagiati e ridotti a marionette di una setta “progressista”.

Tutto poteva essere bloccato sul nascere quando solo un anno dopo la fondazione della “comune”, un magistrato ne arrestò il fondatore, Roberto Fiesoli, per violenza sessuale. Non servì a nulla, il sistema di potere si mise in azione e questi venne scarcerato il 1° giugno 1979. Il giorno stesso della scarcerazione, il Tribunale dei Minori gli affidò – a lui accusato di stupro – un bambino con la sindrome di Down. Presidente del Tribunale dei Minori era Giampaolo Meucci, consulente del venerato sindaco di Firenze Giorgio La Pira e grande ammiratore della Cina maoista.
Fiesoli e Goffredi sarebbero poi stati condannati definitivamente nel 1985, per diversi capi d’imputazione fra cui corruzione di minorenne e sottrazione consensuale di minore, questo «dopo aver scardinato, ricorrendo a forme di convincimento ossessive, aggressive e umilianti, ogni preesistente valore e le figure parentali, in modo da renderli del tutto dipendenti da loro, costretti ad accettare e a praticare il regime di vita da loro imposto e caratterizzato da promiscuità assoluta tra persone della stesso sesso, pratica dell’omosessualità, messa a disposizione della cooperativa di ogni risorsa». Ma incredibilmente, anche dopo la condanna, in quella fattoria finirono 58 minori. Perché Meucci ritenne che l’arresto e la condanna fossero in realtà una macchinazione architettata dai “fascisti”, e dunque continuò a considerare il Forteto una comunità «accogliente e idonea». Dichiara oggi l’ex funzionario Asl Marino Marunti: «Ci fu una presa di posizione di una certa parte culturale di Firenze che cominciò a dire: sì, la sentenza c’è stata, però è stato un errore perché ci sono state malelingue…». Malelinque fasciste of course.

CHI E’ IL FONDATORE DEL FORTETO? – Il suo nome è Rodolfo Fiesoli, 72 anni. Nuovamente arrestato il 20 dicembre del 2011 – si, era tornato libero – per presunti atti di pedofilia e zoofilia commessi all’interno della cooperativa agricola che ha legami con la Coop Toscana, fondata nel 1977 da lui e da Luigi Goffredi con una trentina di giovani frequentatori di una parrocchia pratese.
E alla comunità in cui il Profeta – così si fa chiamare Fiesoli – rappresentava il capo indiscusso, venivano anche affidati bambini e ragazzi, di quelli con un passato di disagio familiare e magari abusati sessualmente – formalmente, però, per aggirare la legislazione italiana, i magistrati ideologicamente schierati intestavano gli affidi a persone che nel Forteto vivevano, non alla struttura, incuranti e complici di quello che avveniva nella comune-lager che sarebbe stata l’orgoglio del marchese De Sade.

E secondo la commissione d’inchiesta che se ne occupa, il programma della comune finanziata dalla Regione Toscana era caratterizzato – fino al Dicembre 2011 – da «pratiche abusanti, l’abuso risulta essere la prassi», con «uomini e donne che vivono divisi: dormono, mangiano, lavorano separati anche se sposati» e «i rapporti eterosessuali chiaramente osteggiati» e «l’omosessualità non solo permessa ma incentivata, percorso obbligato verso quella che Fiesoli definiva “liberazione dalla materialità”». Sembra il programma del Pd.
L’obiettivo principale della setta finanziata dalla regione pare fosse “la distruzione della normalità”, e l’approdo ad una società distopica della confuzione sessuale. Basta leggere le testimonianze che raccontano gli abusi di Fiesoli sui ragazzini anche disabili e i rapporti sessuali imposti fra madri affidatarie e ragazzine a loro affidate e poi le stesse femmine adolescenti obbligate ad avere fra loro rapporti omosessuali, e affiancarle a un altro libro sul Forteto uscito sempre per il Mulino.
C’è anche la negazione dei rapporti di sangue, a favore di non-legami artificiosi – una sorte di Ius Soli familiare – con la vicenda della madre che allontana il figlio naturale nato quando lei era già in comunità, dal vero padre e il riconoscimento della paternità da parte del figlio di Fiesoli («Ho regalato mio figlio a una persona che non era suo padre»),

Racconti agghiaccianti – E ora ci sono le testimonianze a raccontare un «contesto scandito da lavoro, scuola, abusi, paura. Giorno dopo giorno i ragazzi vengono plagiati», con tanto di “confessioni” pubbliche di pensieri ritenuti sconvenienti, oltretutto rieducati a disprezzare i genitori biologici – e quelli affidatari in realtà lo erano solo formalmente. Il tutto all’interno di un ambiente in cui «qualunque comportamento, qualunque gesto, tutto viene ricondotto al sesso, alle fantasie sessuali», con i «minori che spesso divenivano o continuavano a essere prede». E ciò «col consenso non solo collettivo, ma anche dei genitori affidatari». Di più: si racconta di «abusi sessuali sui ragazzi da parte dei genitori affidatari, siano essi uomini o donne, e di un atteggiamento compiacente nei confronti delle “strane” attenzioni del Fiesoli su ragazzi». Ed erano proprio i genitori affidatari a introdurre gli adolescenti nella stanza del Profeta, e se preso dall’imbarazzo il ragazzino veniva rimproverato, «…ma lasciati andare! Rodolfo fa così con tutti, è normale, ti leva questa materialità!».

Anche dopo la condanna del 1985: è del 1999 il primo libro sul Forteto edito dalle prestigiose edizioni del Mulino, “Universo simbolico, ethos, areté e regole di relazione nel mondo del Forteto». E la rivista letteraria “Testimonianza” a pubblicare nel 2001 l’articolo “Le libere donne del Forteto”. E nel 2003 il secondo libro del Mulino, “La strada stretta. Storia del Forteto”.

PDFORTETOLa senatrice Franco con foulard

MA CHI ERANO I PROTETTORI? Nel febbraio 2010 il gruppo Pd al Senato presentava il libro dello stesso Fiesoli, «Una scuola per l’integrazione». E viste le attuali idee bersaniane dell’ora di omosessualità a scuola, non è da escludere che sia proprio il Fiesoli l’ideologo morale di questa iniziativa e il prossimo ministro dell’istruzione dopo averlo “amnistiato”. E chi organizzò quell’evento? La senatrice Vittoria Franco, quella tanto preoccupata per il “non fenomeno” del “femminicidio”.
E – parole della commissione d’inchiesta – dal Forteto sono passati Piero Fassino, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro (che andò a parlare di pedofilia), Tina Anselmi, e poi giudici minorili, avvocati, medici. E la Carovana della Pace guidata da Alex Zanotelli – l’amico degli immigrati – che andò in visita nella struttura definendola il luogo dove «più famiglie alla luce del Vangelo vivono controcorrente». Si, forse il Vangelo secondo Zanotelli.
Ora la Regione Toscana si costituirà parte civile nel processo contro il “mostro democratico”, ma è tardi, dovevano pensarci trent’anni fa. O almeno, un paio d’anni fa.
E il presidente di Legacoop Toscana, a cui il Forteto è associata, si preoccupa dei suoi affari e del suo business, puntualizzando che «è giusto fare luce sui reati, ma bisogna difendere l’azienda agricola».
Naturalmente tutti gli amici del Fiesoli e della sua setta vorrebbero che questa storia fosse dimenticata, faremo in modo che se ne parli. Il Forteto è solo in nuce quello molti vorrebbero divenisse un “esperimento globale”: omosessualità come norma. E la normalità degradata a ribellione.

fiesoli(2)--180x140

Rodolfo Fiesoli, classe 1941

NOTA 1. :- Rodolfo Fiesoli e’ da questa mattina nel carcere fiorentino di Sollicciano e gli inquirenti hanno perquisito la sua abitazione. Secondo chi lo accusa, sarebbero sette le denunce e una ventina le testimonianze gia’ raccolte, il fondatore di quella che e’ spesso citata come una delle comunita’ modello per il recupero dei minori, in realta’ oltre agli abusi sessuali utilizzava ”metodi educativi coercitivi”. Per punizione, oltre ad essere picchiati, alcuni ragazzi sarebbero stati chiusi per ore nelle celle frigorifere. Anche tra alcuni adulti il settantenne avrebbe predicato l’omosessualita’: all’interno vigeva la separazione tra ragazzi e ragazze e ai coniugi veniva chiesto di non aver rapporti sessuali. I fedelissimi di Fiesoli avrebbero detto che ”i ragazzi rifiorivano”, mentre stamani lui avrebbe ribadito di ”aver sempre fatto del bene all’umanita”’. Secondo quanto si e’ appreso, nelle denunce si parlerebbe di riunioni serali obbligatorie durante le quali ”veniva fatto un lavaggio del cervello anche per far ammettere eventuali innamoramenti tra gli stessi ragazzi”. Qualcuno l’avrebbe paragonato a una ‘setta’.

Fiesoli avrebbe approfittato di quelli che dimostravano di avere una personalita’ piu’ debole, sempre secondo chi lo accusa, che venivano indotti al ”distacco totale dalle famiglie”

NOTA 2. : – .Firenze, 23 dicembre 2011 –  Per Rodolfo Fiesoli, il fondatore della comunita’ per giovani disagiati ‘Il Forteto’ nel Mugello, arrestato per violenza sessuale e maltrattamenti, scattano gli arresti domiciliari. Niente piu’ carcere, dunque. Lo ha deciso dal gip di Firenze Paola Belsito nel pomeriggio, modificando la misura cautelare per l’uomo. Fiesoli stara’ agli arresti domiciliari in una sua casa a Rosignano (Livorno). Finora, dal momento dell’arresto, che risale al 20 dicembre scorso, Fiesoli e’ rimasto recluso in una sezione protetta del carcere di
Sollicciano (Firenze).

II° PARTE:

LE PROTEZIONI IN PARLAMENTO E IL RUOLO DI PISAPIA

GENNAIO 23, 2013 un inquietante sistema di connivenze e intrecci tra politica, magistratura e inquirenti. Spuntano agendine, numeri di politici, protezioni politiche e interventi di sindacalisti e cooperanti. Un intreccio mafioso di potere. Se Fiesoli è sotto processo, perché non lo sono i suoi protettori?

Dice don Stefano – ex amico del “profeta”, che Fiesoli «è un uomo affascinante e potente, consapevole del proprio carisma», capace «di percepire nelle persone i loro punti deboli», un uomo che gode di «rapporti con personaggi politici».

Gli atti dell’inchiesta raccontano scene di sesso (estorto con la forza fisica o con la crudeltà psicologica), punizioni corporali, «stupri psicologici» di fronte agli altri (negli anni Novanta si ricorda il figlio di un magistrato che fu fatto mangiare a 4 zampe da una ciotola come fosse un cane: così raccontano due vittime).
E parlano di controlli inesistenti dei servizi sociali. Perché questo? Per gli stretti legami che univano il Forteto alla gang politica al potere in Toscana.
Un’informativa della polizia, datata marzo 2011, conferma l’esistenza di questi intrecci politici con chi doveva controllare e non ha controllato: «Fiesoli creava le famiglie a suo piacimento. I nuovi arrivati vengono affidati legalmente dal Tribunale a una coppia di genitori ma non è detto che siano poi cresciuti ed educati dalle persone a cui sono stati legalmente affidati. I servizi sociali, negli ultimi anni, si sono fidati dei soci del Forteto e anche se ogni tanto si presentavano in loco a fare delle visite non effettuavano dei veri e propri controlli. C’era spesso Fiesoli ad accoglierli e trascorreva tutto il tempo con loro». L’11 febbraio scorso è però un assistente sociale (il cui nominativo, a differenza di altri, non risulta nell’agendina telefonica sequestrata al Fiesoli) ad avvisare i carabinieri di Vicchio: «Un minore mi ha parlato di rapporti omosessuali». Nel medesimo giorno i carabinieri vengono contattati dall’avvocato Coffari che sostiene di aver presentato i primi esposti contro Fiesoli.

C’è poi la storia di una famiglia che osò denunciare Fiesoli e la sua banda, e che mette in luce un inquietante sistema di connivenze e intrecci tra politica, magistratura e inquirenti: agli atti risulta l’esposto che i genitori fanno nel 2002 contro l’ex comandante della stazione di Vicchio accusato di non fare indagini sul Forteto e la coppia si ritrova indagata per calunnia dalla procura allora diretta da Ubaldo Nannucci. La cosa incredibile è che, perquisendo la sede del forteto, è stata trovata la copia dell’esposto che la coppia di coniugi aveva scritto contro Fiesoli e che era indirizzato al Comune di Santa Maria a Monte (Pisa), al prefetto di Pisa e al Tribunale dei Minori. Chi ha fornito – cosa gravissima – copia dell’esposto all’accusato? Il Prefetto? Improbabile. Il tribunale dei minori? Forse ( e poi capirete perché). Qualche politico del Comune di Santa Maria a Monte (Pisa)? Forse.
E non finisce qui, nella casa del Fiesoli è stata trovata anche la copia del verbale di una denuncia che una minorenne fece all’Ufficio Minori della Questura di Firenze l’11 gennaio 1997.

Nella «Fondazione Il Forteto» siedono diverse personalità. Nell’atto si legge che il comitato scientifico è stato nominato dal Cda della Fondazione Il Forteto il 9 settembre 1998 ed era allora composto tra l’altro dall’ex presidente del tribunale dei minori Gianfranco Casciano, dall’ex giudice minorile Antonio Di Matteo, dall’onorevole del Pd Eduardo Bruno, dal professore Giuliano Pisapia (oggi sindaco di Milano,che poi curerà il processo della Cassazione che condannò Fiesoli nel 1985), dall’ex pm Andrea Sodi, da Mariella Primiceri, allora a capo dell’Ufficio Minori della questura di Firenze. Nell’elenco figura anche Tina Anselmi. I nominativi appena elencati risultano nell’agendina di Fiesoli, che è stata sequestrata dai carabinieri. Di magistrati, tra cui Sodi, parlano alcune vittime nei verbali anche se l’ex pm ha spiegato di non aver mai dato informazioni a Fiesoli.

225px-Giuliano_Pisapia_in_Piazza_Scala_a_Milano,_27_giugno_2012Il professore Giuliano Pisapia (oggi sindaco di Milano)

Ci si domanda perché tali personalità non siano sotto indagine. Perché Pisapia facendo parte del Comitato scientifico dell’associazione, non è indagato come corresponsabile di quello che avveniva al Forteto? Cosa sapeva e ha taciuto?

GLI INTRECCI E LE PROTEZIONI POLITICHE IN PARLAMENTO – Scrive il Corriere Fiorentino che un riferimento all’onorevole Bruno viene trovato nelle carte sequestrate nella casa di Fiesoli: si tratta di una copia della lettera dell’ex onorevole indirizzata all’onorevole Scozzari (probabilmente Giuseppe Scozzari, eletto nell’allora Ppi). Bruno sollecita il collega a non dare credito a un’interrogazione parlamentare del 1999 contro il Forteto perché è «un compendio di falsità e di accuse infamanti nei confronti della Magistratura e della cooperativa il Forteto». Sempre in un verbale di una delle vittime si trova il nome di Di Pietro: il numero di telefono del fondatore dell’Idv risulta nell’agendina del Fiesoli e l’ex pm, che in quel momento sta correndo per vincere le elezioni nel Mugello contro Giuliano Ferrara, ha firmato la prefazione al libro «Il Forteto» scritto da Lucio Caselli. Nella richiesta di arresto la Procura parla di due realtà: quella «interna», dettagliata nei racconti delle presunte vittime, e quella «esterna» e pubblica. Una specie di doppio binario che, argomentano gli inquirenti, ha permesso di trovare credibilità istituzionale tanto che Fiesoli ha partecipato a Palazzo Vecchio all’evento TEDx lo scorso anno, e il suo intervento — registrazione compresa — è finito agli atti dell’inchiesta. Il giorno dopo l’arresto di Fiesoli, il 22 dicembre scorso, la polizia scrive «di essere stata contattata telefonicamente da (omissis, ndr) che riferiva che il presidente della cooperativa aveva contattato la Cgil invitando a riferire agli attuali lavoratori del Forteto che avevano presentato denuncia, che sarebbero stati licenziati».

Agendine, numeri di politici, protezioni politiche e interventi di sindacalisti e cooperanti. Un intreccio mafioso di potere. Se Fiesoli è sotto processo, perché non lo sono i suoi protettori?

internet - barbieri braghieri - internet - eleonora barbieri -

SE IL PEDOFILO BASTARDO E’ DEL PD, RIESCE ADDIRITTURA FAR CAMBIARE IL GIUDICE. NON CI CREDI? LEGGI QUESTA STORIA

Ora il “profeta” del Forteto fa cacciare il suo giudice

Incredibile decisione al processo contro Fiesoli per le violenze sui minori nella comunità del Mugello. Il presidente ricusato per avere usato “un tono incalzante” durante le udienze

Qual è il segreto della comunità del Forteto, delle sue protezioni, della sua abilità nell’evitare i guai? Il fondatore, il «profeta» Rodolfo Fiesoli, fu condannato negli anni 80 per atti di libidine e maltrattamenti su minori affidatigli, eppure ha continuato indisturbato la sua attività.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato nel 2000 l’Italia per l’affidamento di due bambini con annesso risarcimento da 200 milioni di lire, ma il tribunale dei minori di Firenze ha continuato a inviare ragazzini alla comunità di «accoglienza» sul Mugello. Più di recente, il governo Renzi (in cui siede l’ex presidente di Legacoop) ha negato il commissariamento (richiesto dal precedente governo Letta) della annessa e omonima coop agricola.

L’altro giorno il Profeta ha messo a segno un altro colpaccio. Dall’ottobre scorso egli è sotto processo a Firenze con altre 23 persone per reati sessuali e maltrattamenti su minori, e le drammatiche testimonianze rese in questi mesi dalle vittime del Forteto ne stanno compromettendo la posizione: a Vicchio si predicava e si praticava l’omosessualità sui minorenni in affido per «liberarli dal male», e poi violenze, lavaggio del cervello, sfruttamento. Ora Fiesoli ha ottenuto la ricusazione del presidente del collegio giudicante, Marco Bouchard, chiesta da uno dei suoi legali, Lorenzo Zilletti.

La decisione è destinata ad allungare i tempi del processo e ad avvicinare pericolosamente i termini della prescrizione, che ha già ghigliottinato alcune denunce. Ma il fatto più sconcertante è che uno dei tre magistrati che ha deciso la ricusazione, Maria Cannizzaro, è stata presidente di quel tribunale dei minori fiorentino che spediva disinvoltamente i bambini al Forteto. Il giudice Cannizzaro è addirittura il consigliere relatore di questa ordinanza. Denuncia Stefano Mugnai, consigliere regionale di Forza Italia presidente della commissione d’inchiesta che ha portato alla luce gli orrori del Forteto: «Dai documenti ricevuti dalle vittime di questa vicenda, scoraggiate e umiliate dalla ricusazione, durante la sua attività presso il tribunale per i minorenni di Firenze il giudice Cannizzaro ha siglato lei stessa provvedimenti che hanno avuto come esito l’affidamento di minori» a Fiesoli e compagni. Mugnai ricorda che «il tribunale di Genova avrebbe aperto un fascicolo sull’operato dei giudici minorili fiorentini che hanno continuato imperterriti ad affidare bambini al Forteto malgrado due sentenze passate in giudicato. Da parte delle istituzioni l’ennesimo tradimento alle vittime e uno schiaffo alla verità processuale. Sono indignato».

E qual è stato il grave comportamento che ha svelato la «posizione preconcetta» del giudice Bouchard verso il Forteto? La sua colpa è di avere usato l’indicativo al posto del condizionale nel porre le domande a due imputati. Nella motivazione si eccepisce che Bouchard abbia usato uno «stile colloquiale», un «tono incalzante e assertivo e a tratti insofferente» e che «le contestazioni non sono espresse in forma dubitativa».

«La ricusazione è un fatto mai avvenuto prima a Firenze – dice il consigliere regionale Maria Luisa Chincarini (Centro democratico) -. Persino Berlusconi è mai riuscito a ottenerla in uno dei suoi processi. Sembra proprio che si voglia far di tutto per lasciar sole le vittime di abusi che con tanto coraggio hanno avuto la forza di denunciare quanto subito in decenni di sevizie e malversazioni. Sembra l’ennesima dimostrazione che c’è davvero qualcosa di grosso dietro la vicenda del Forteto». Di segnale «gravissimo e preoccupante» parla anche il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni: «Vedo la precisa volontà di proteggere in qualche modo il sistema Forteto e non andare al cuore delle responsabilità dei crimini perpetrati per anni ai danni di innocenti bambini».

SENATO DELLA REPUBBLICA

Versione eBook

Versione per la stampa

Mostra rif. normativi

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00543

Atto n. 4-00543

Pubblicato il 11 luglio 2013, nella seduta n. 64

BOTTICI , TAVERNA , ENDRIZZI , FATTORI , BLUNDO , PEPE , GIROTTO , PAGLINI , GAETTI , MOLINARI , SCIBONA – Ai Ministri della giustizia, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e dell’interno. –

Premesso che:

“il forteto” è una delle principali comunità toscane di recupero per minori disagiati;

la cooperativa agricola il Forteto, fondata nel 1977 nell’azienda agricola di Bovecchio, comune di Barberino di Mugello (Firenze), negli ultimi mesi è stata al centro di una vicenda giudiziaria per abusi sessuali e maltrattamenti anche su minori e bambini presi in affido, costretti a lavori durissimi, punizioni corporali per futili motivi, abusi sessuali ed incentivi all’omosessualità;

Rodolfo Fiesoli detto il “profeta” insieme al cofondatore Luigi Goffredi, si avvalevano di falsi titoli di studio come quello in Psicologia; nel 1985 furono processati e condannati ad una pena di reclusione per maltrattamenti aggravati ed atti di libidine nei confronti degli ospiti della comunità;

nonostante questi gravissimi capi di imputazione, nel 1997 Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, a parere degli interroganti fatto ancora più grave, il tribunale avrebbe continuato ad affidare minori alla struttura, se ne contano almeno 60 fino al 2009;

considerato che:

nel 1975 inizia l’esperienza della “comune del Forteto”. A rivestire il ruolo di leader è Rodolfo Fiesoli, coadiuvato da Luigi Goffredi, l’ideologo. Il progetto si caratterizza subito per la proposta fondata sull’abolizione della famiglia basata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, in nome di un’idea totalizzante di comunità improntata alla pratica omosessuale;

“Il forteto” fu oggetto, alla fine degli anni ’70, di un’inchiesta penale in relazione ai suoi fondatori per supposti atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;

il 30 novembre 1978 Rodolfo Fiesoli viene arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali nel Forteto;

il 1° giugno 1979 Fiesoli lascia il carcere per tornare alla comune dove, lo stesso giorno, affidato dal tribunale dei minori, giunge il primo bambino down e il presidente del Tribunale, Giampaolo Meucci, grande amico di don Milani, afferma di non credere nell’indagine del giudice Casini e di ritenere Il forteto una comunità accogliente e idonea (fonte “l’Espresso” 20 gennaio 2013);

nel 1982 la cooperativa acquista una proprietà di circa 500 ettari a Dicomano (Firenze) e vi si trasferisce. L’azienda continuerà a prosperare per diventare oggi un’azienda con un fatturato da 18-20 milioni di euro all’anno, con circa 130 occupati;

nel 1985 viene emessa la sentenza di condanna per Lugi Goffredi e Rodolfo Fiesoli. Fiesoli viene condannato a due anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti di una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne;

dalla sentenza emerge “istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici” e “una pratica diffusa di omosessualità”;

nel 1998 la Corte europea dei diritti dell’uomo riceve la richiesta di ricorso contro l’Italia, e in particolare contro l’operato del Tribunale dei minori di Firenze, da parte di due madri con doppia cittadinanza, italiana e belga, cui il Tribunale per i minorenni di Firenze aveva imposto di interrompere ogni relazione con i rispettivi figli, collocati presso la comunità Il forteto. Le donne, inoltre, denunciarono trattamenti violenti e inumani nei confronti dei minori, con una scolarizzazione pressoché inesistente;

il 13 luglio 2000 la Corte ha condannato l’Italia, per l’affidamento alla comunità dei due bambini, a pagare una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali; il 20 dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;

nella relazione finale della Commissione d’inchiesta sull’affidamento dei minori della Regione Toscana (15 gennaio 2013) vengono elencati i nominativi dei politici di livello locale e nazionale, nonché magistrati e professionisti, che, a vario titolo e con differenti modalità, sono passati presso la comunità del Forteto (si veda, in particolare, p. 44, capitolo 5.6, della relazione);

dalla relazione della Commissione, emerge inoltre che la Comunità ha ottenuto, dal 1997 al 2010, contributi per più di 1 milione e 200.000 euro;

in data 3 maggio 2013, l’europarlamentare Morganti ha chiesto tramite un’interrogazione l’intervento della Commissione europea sul caso Forteto “perché sembrerebbe che questa comunità degli orrori abbia ricevuto finanziamenti provenienti da Fondi europei, sia perché ci troviamo di fronte ad una palese violazione dei diritti dei minori previsti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”;

il quotidiano “Il Giornale” del 16 maggio 2013, all’interno di un articolo dedicato alla comunità, riporta: «E l’omosessualità, la pedofilia, per bambini e bambine. Pratiche tollerate e incentivate: “Un percorso obbligato verso quella che veniva definita liberazione dalla materialità”, in cui “i minori diventavano prede e ciò avveniva non solo con il consenso collettivo, ma anche con quello dei genitori affidatari presenti in comunità”. È scritto nella relazione finale della Commissione d’inchiesta del consiglio regionale (presidente Stefano Mugnai, Pdl, vice Paolo Bambagioni, Pd) che ha fatto luce sul sistema di affidamento dei minori in Toscana»;

ha anche pubblicato le seguenti testimonianze: «Tre giorni dopo aver partorito, D.G. era già seduta a etichettare gli yogurt. M.G. ha perso un dito a 8 anni mentre chiudeva la sponda di un camion. F.B. a scuola veniva chiamato “il pecoraio” perché vi arrivava dopo la mungitura delle capre e ne portava l’odore. P.C., disabile psichico, era costretto a nutrirsi di “silomais”, cibo per ruminanti portato apposta dalla stalla: il ragazzo inghiottiva, vomitava e si doveva rimangiare il vomito. E poi le botte con zoccoli e mestoli: “Una volta a scuola non ci andai per tre giorni da quanto ero pesta – confessa M.C. – avevo i segni qua sul collo, poi la Elena mi truccò un pochino”; “Una mattina andai a portare il caffelatte a Rodolfo – racconta M.C. – e me lo ritrovai con la canottiera senza mutande. Fece per prendermi, mi dice vieni in collo a me, io sono l’uomo puro”; “A 15 anni e mezzo – è la testimonianza di E.F. – Rodolfo mi dette un bacio sulla guancia e lì lo accettai; successivamente, perché è stata graduale questa cosa, siamo passati al bacio a stampo e lì mi irrigidii un pochino, poi al bacio con la lingua e io stavo sempre zitto, non dicevo nulla, faceva tutto lui. Praticamente poi lui mi prese la mano e me la mise sul… però sopra i pantaloni”»;

ci sono anche molte testimonianze in rete, specie diffuse dal social network “Facebook” dove si legge: “Avevo circa 12 anni, mia madre naturale viveva là dentro ma completamente soggiogata dal gruppo. Mio padre naturale era stato scacciato 10 anni prima perché voleva avere rapporti anche sessuali con mia madre. Là dentro considerati un reato. Io soffrivo moltissimo e volevo raggiungere mio padre o mia zia; si accorsero che stavo prendendo questi contatti e mi rinchiusero a pane ed acqua in una camera per una settimana; potevo andare in bagno solo una volta al giorno, la sera. Mia madre non si oppose ma anzi diede il suo contributo a tutto ciò”; “Ricordo di quando ero bambino e x farmi affrontare la paura del buio la mia mamma affidataria mi portò nello scannafosso sotto alla lavanderia della villa, per poi lasciarmi lì da solo piangevo dalla paura e mi ricordo ke mi feci la pipi addosso…”; “Nessuno di noi ha mai detto a R.F. che non aveva diritto a separare le madri dai figli e glielo abbiamo lasciato fare liberamente e tantissime volte. Facevo parte di quell’ambiente quando lui intervenne sui diritti di una donna negandogli la possibilità di crescere il proprio figlio naturale e dando la responsabilità del bambino ad altre due persone. Convins… e questa madre peraltro laureata, facendola sentire sola e inadeguata, tutto questo col contributo di noi componenti la famiglia Forteto. Stando dentro al Forteto vedi le cose che capitano agli altri come spettatore passivo di un film, non serve suggerire, non puoi intervenire. È il burattinaio (R.F.) che fa da regista, ti fa affezionare al mascalzone e ti porta ad odiare il buono che a sua volta sopporta ogni vessazione senza reagire e via di scampo”,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se non intendano adoperarsi presso le amministrazioni competenti affinché siano motivate le ragioni per cui la comunità Il forteto, anche a seguito della condanna di Fiesoli per abusi sessuali e maltrattamenti, abbia successivamente ottenuto i minori in affidamento e sino a quale data, quali siano le modalità con cui siano proseguiti i rapporti della Comunità con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria per la gestione dei minori in affido e quali i controlli effettuati dal Tribunale dei minori e dai servizi sociali;

alla luce di quanto accaduto nella comunità, e di quanto potrebbe essere accaduto altrove o potrebbe nuovamente verificarsi anche sotto altre forme di violenze ed abusi, quali misure di competenza intendano adottare al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, di potenziare il sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell’affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze dei servizi sociali, applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori.

I fatti nudi e crudi. A quanto pare Matteo Renzi invitandolo a Palazzo Vecchio in un’occasione pubblica ha legittimato come un esempio per l’educazione dei giovani, il pedofilo conclamato e notoriamente pluricondannato Rodolfo Fiesoli che ha massacrato numerosi bambini per decenni, addirittura finanziato dalla Regione Toscana con un milione e duecentomila euro. Un atto, semplicemente abominevole sul piano morale, e ancor più grave perché sponsorizzato in veste istituzionale di sindaco, da chi oggi fa il presidente del consiglio dei ministri, sia pure pro tempore.

MATTEO RENZI OSPITA IN UN CONVEGNO RODOLFO FIESOLI GIA’ CONDANNATO NEL 1985 PER PEDOFILIA E NEL 2000 PER MALTRATTAMENTI SUI BAMBINI. POI ARRESTATO PER ABUSI SUI MINORI NEL 2011 E ADESSO NUOVAMENTE SOTTO PROCESSO. FOTO DAL VIDEO.

Schermata 2014-12-17 a 21.42.34

Quando si fa del male a un bambino, anzi a tanti bambini come nel caso della comunità “Il Forteto” addirittura per più di 30 anni sotto la benevolenza di certa magistratura (addirittura due presidenti di tribunali dei minorenni, e più di un pubblico ministero, come nel caso di Antonio Di Matteo, poi trasferito a Salerno), con l’ausilio di medici e assistenti sociali, e grazie alla protezione della casta politica governativa ai massimi livelli, le cicatrici restano per tutta la vita impresse nell’animo, e il tempo non le cancella.

Sono trascorsi poco più di due anni da quel convegno a Firenze (12 novembre 2011), andato in onda nel palazzo dei Cinquecento. E forse, il primo ministro Renzi accusa vistose amnesie, assolutamente ingiustificabili sul piano etico, in chi riveste – sia pure “fortuitamente” – un ruolo governativo di primo piano nell’ambito politico. Qualcuno, poi, in perfetto stile staliniano e tutta fretta, dopo l’ennesimo arresto di Rodolfo Fiesoli il 20 dicembre 2011 per “violenza sessuale”, ha misteriosamente fatto sparire dai siti istituzionali foto imbarazzanti e video compromettenti.

20120419_convegno_TEDxFirenze-1

Da Fassino a Pisapia, quei vip “affezionati”

Il sindaco di Milano è stato l’avvocato di Fiesoli ed entrò nel comitato scientifico

L’ex governatore Claudio Martini vi chiuse la vittoriosa campagna elettorale per le regionali del 2005 mentre Antonio Di Pietro, che nel novembre 1997 fu candidato nel Mugello contro Giuliano Ferrara nelle suppletive per il Senato, scrisse la prefazione al volume Fili e nodi di Rodolfo Fiesoli detto il Profeta che però Piero Tony, ex presidente del tribunale dei minori di Firenze ora procuratore della repubblica di Prato, chiama confidenzialmente «Foffino».
Padre Alex Zanotelli fece tappa nel 2003 con la sua Carovana della pace: pranzò al Forteto, dove «più famiglie alla luce del Vangelo vivono controcorrente attraverso il lavoro di diverse cooperative e la comunione dei beni». Ci sono foto dell’attuale governatore Enrico Rossi, dei sindaci della zona, dell’ex senatrice Vittoria Franco membro della Commissione parlamentare per l’infanzia, e della senatrice Anna Serafini, moglie di Fassino e nativa del Senese, ex presidente della Consulta per l’infanzia e responsabile dei Ds per le politiche minorili. Nel 2010 fu presentato al Senato il libro che raccontava l’azione della Fondazione in sei scuole del Mugello.
Il Forteto era il fiore all’occhiello della sinistra fiorentina. Ogni personaggio di riguardo vi veniva condotto a fare passerella. Ovviamente a loro erano mostrati soltanto gli allevamenti di razza chianina, il caseificio da cui esce un apprezzato pecorino, lo spaccio in cui si trova dal pane biologico alla birra artigianale. Tutti ignoranti? Nessuno sapeva che Fiesoli era stato arrestato nel 1979 e condannato in via definitiva nel 1985 (due anni di reclusione) assieme a Goffredi per maltrattamenti a una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne?
Sicuramente non era all’oscuro della situazione l’avvocato Giuliano Pisapia, oggi sindaco di Milano, che fece parte del collegio che patrocinò il Profeta in Cassazione. La difesa di Pisapia non evitò a Fiesoli e Goffredi la condanna definitiva. Il Forteto si aggiunge all’elenco di «indifendibili», come il terrorista turco Ocalan, ai quali l’avvocato milanese garantiva un diritto costituzionale alla difesa. Tuttavia con la comunità del Mugello il legame superò il semplice rapporto tra accusato e legale. Pisapia era convinto della bontà di ciò che avveniva nella villa degli orrori, tant’è vero che nel 1998 accettò di entrare nel comitato scientifico della Fondazione Forteto, nominato dal consiglio di amministrazione dell’ente. Con Pisapia facevano parte del comitato anche l’ex presidente del tribunale per i minori Gianfranco Casciano, l’ex giudice minorile Antonio Di Matteo, l’ex deputato (Rifondazione e Comunisti italiani) Eduardo Bruno, la scomparsa deputata Dc Tina Anselmi, l’ex pm Andrea Sodi, l’ex capo dell’Ufficio minori della questura di Firenze Mariella Primiceri.
SteFil

Anche Rosy Bindi, come Livia Turco e Tina Anselmi fa parte dei vip di sinistra ammiratori del Forteto

È stato l’avvocato di Fiesoli nel processo che lo condannò nell’85 e poi entrò nel Comitato scientifico

La moglie di Fassino è stata in visita a Forteto come responsabile politiche minorili degli allora Ds

Annunci

2 pensieri su “IL PD, LA COOP E LO SCANDALO FORTETO: DOVE SI STUPRAVANO I BAMBINI

  1. Depenalizzati i maltrattamenti sui minori, la lesione personale semplice, l’omessa e l’infedele dichiarazione dei redditi, la bancarotta semplice e, nientemeno che l’incesto dalla Legge di Stabilità. No comment

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...